Chiuso l’incontro di Palazzo Zanca. Il marchio Acr Messina torna in città

La notizia più importante della serata la dà il presidente del Camaro D’Arrigo, che ha rilevato da Lo Monaco la storica denominazione. Il sindaco De Luca: “Nessuno pensi di tenerci al guinzaglio"
24.05.2019 00:11 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Chiuso l’incontro di Palazzo Zanca. Il marchio Acr Messina torna in città

Il coro è quello consueto “Meritiamo un grande Messina”, seguito da un lungo striscione che campeggia in fondo al Salone delle bandiere. Inizia così l’atteso incontro di Palazzo Zanca organizzato dal sindaco Cateno De Luca per discutere dell’annosa questione calcio. Al tavolo, con il primo cittadino, i presidenti di Città di Messina e Camaro, Maurizio Lo Re e Antonio D’Arrigo, oltre all’assessore Scattareggia e al consigliere Rizzo. Convitato di pietra è l’Acr Messina: con Paolo Sciotto a Verona per impegni di lavoro, non si registra la presenza di alcun emissario in sua vece.

Pur senza spirito polemico (o almeno così afferma) De Luca sentenzia come sia “Necessario che nessuno entri nell’ottica di tenere al guinzaglio la città”. Velato, ma mica tanto, il riferimento al gruppo Sciotto che ha recentemente rifiutato la proposta d’acquisto di Rocco Arena. “Ci siamo occupati silenziosamente della vicenda - prosegue il sindaco - e, deliberando la concessione degli stadi, abbiamo aperto uno scenario interessante, tanto che già ci sono arrivate delle richieste. La prossima settimana nomineremo una commissione per valutare alcuni aspetti e provare a riorganizzare il principale titolo calcistico cittadino: andranno definiti i rapporti con la famiglia Sciotto e dobbiamo sapere, una volta per tutte, cosa intendono fare. Sono stati fatti troppi annunci su questo argomento e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Io, come già lo ero l’anno scorso, sono intenzionato sempre a trovare un obiettivo comune tra le varie società”.

Ed è qui che entrano in gioco Città di Messina e Camaro, disposte entrambe a un passo indietro nell’appello “ai vari imprenditori messinesi che hanno già riservato l’interesse di esserci in una cordata” conclude De Luca. Tanto che la notizia più importante della serata arriva indubbiamente dal presidente del Camaro D’Arrigo: “Ho riportato a casa il marchio Acr Messina - dice - dopo un colloquio con Lo Monaco e ho pensato di consegnarlo al sindaco di modo che lui decida a chi dare le chiavi del calcio cittadino. Noi siamo disposti a fare un passo indietro, ne abbiamo già discusso in passato e non abbiamo nessuna difficoltà a sederci attorno a un tavolo per risolvere la questione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Maurizio Lo Re: “L’obiettivo del Città di Messina resta quello di sviluppare sempre più il proprio settore giovanile - spiega - ma confermo che c’è un dialogo in atto con Acr e Camaro, con l’obiettivo di fare quello che i tifosi hanno scritto nel vostro striscione (“Meritiamo un grande Messina”, ndr). Noi non abbiamo risorse utili per rilanciare da soli il calcio e abbiamo bisogno di investitori che programmino sul lungo tragitto. Non voglio difendere nessuno, ma da presidente so che Sciotto ha investito tanto in questi due anni, nonostante i tanti errori commessi. Se si programma bene resto sempre dell’idea che si possa fare un fronte comune. Vediamo cosa verrà fuori, noi siamo disposti come Città di Messina a fare un passo indietro: ci sta benissimo un solo Messina e chi meglio del primo cittadino nel fare da garante”.

Chiusura affidata ancora una volta a Cateno De Luca: “Partiamo dalla disponibilità data da Lo Re e D’Arrigo. Fisseremo un nuovo incontro la prossima settimana, in cui chiederemo la presenza di Sciotto, per l’organizzazione di un tavolo che entro 15 giorni porti a una conclusione. Faremo la nostra parte per rilanciare la passione calcistica della città”.