Messina, Andrea Pensabene sulla panchina biancoscudata

Le riserve sono state sciolte: sarà il tecnico classe 1958 a prendere il posto di Karel Zeman. Manca solo l'ufficialità, che dovrebbe esserci domani
13.02.2020 20:14 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Andrea Pensabene
Andrea Pensabene

E' quasi fatta per Andrea Pensabene sulla panchina del Messina. Il quarto tecnico stagionale è stato scelto dal patron Sciotto, insieme al responsabile dell'area tecnica Pasquale Leonardo, dopo la giornata di mercoledì, trascorsa abbastanza freneticamente per individuare il profilo giusto, considerando che, a metà febbraio, non è semplice riuscire a trovare un allenatore libero e disponibile a mettersi alla prova in una piazza complicata come quella peloritana sponda Acr, con una tifoseria in aperto dissenso nei confronti della proprietà ed una situazione di classifica deficitaria rispetto alle aspettative della vigilia ed alle qualità di una rosa con elementi non consoni ad un campionato mediocre.

Il mister palermitano, che ad aprile compirà 62 anni, ha iniziato la sua carriera nella stagione 1992-93, alla guida della Nissa, in Eccellenza, raggiungendo il suo punto massimo tra il 2005 e il 2010, con quattro esperienze in terza serie a Gela, Martina Franca, Manfredonia e Pagani, per poi stazionare tra D ed Eccellenza, fino alle dimissioni dalla panchina del Paternò, ad agosto scorso, dopo pochi giorni dall'inizio del ritiro.

Pensabene torna a Messina dopo una brevissima parentesi nel 2011-2012, in serie D con  Lello Manfredi presidente dell' Associazione Calcio Rinascita, nata acquisendo il titolo sportivo dal fallimento dell'Fc Messina che aveva militato in serie A. In quella occasione, il tecnico, reduce da un campionato monstre alla guida della Ebolitana, poi fallita, durò solo per le prime tre giornate sulla panchina giallorossa, collezionando una vittoria all'esordio al "S.Filippo" contro la Nissa e due sconfitte ad Acri e in casa con il Sambiase. Al suo posto, arrivò Alessandro Bertoni che concluse al 4° posto, perdendo la finale dei playoff 3-0 a Cosenza.

Un  precedente non proprio incoraggiante per il neo allenatore del Messina edizione 2019-2020, chiamato adesso al compito difficile di ricostruire il morale e la credibilità di una squadra, forse partendo più che dal suo modulo preferito (il 4-2-3-1), da un intenso lavoro sulla mente dei suoi calciatori, che dovranno rispondere facendo ricorso all'orgoglio per risollevare le sorti di un torneo deludente.