Messina: il futuro tra Lucarelli, Celeste e salvezza economica

Conquistata la permanenza sul campo, la proprietà si concentra sul risanamento societario messo a rischio da pendenze occulte. A caccia delle chiavi di lettura per costruire la prossima stagione
 di Emanuele Rigano Twitter:   articolo letto 2807 volte
Manfredi e Lucarelli
Manfredi e Lucarelli

Lucarelli per il momento va, il Messina resta. E' il calcio, come la vita. C'è chi va e c'è chi resta. Il tecnico ha compiuto un'impresa guidando un organico figlio di molti padri ad una salvezza quasi insperata fino a qualche mese fa, sdoppiandosi in vesti che usualmente non competono ad un allenatore. Si è legato alla piazza e la piazza si è legata a lui. Se il matrimonio proseguirà non dipenderà solo dal rapporto splendido che si è creato tra le parti. Cerchiamo di capire perché, dopo l'arrivederci di giovedì mattina.

Il trainer livornese è “troppo” uomo di calcio per non comprendere che un'eventuale stagione disputata sotto le aspettative vanificherebbe quanto di buono prodotto fino ad oggi e metterebbe a repentaglio la stima meritata. E' altrettanto troppo intelligente per non aspettarsi una chiamata da qualche altra piazza nelle prossime settimane, che essa sia di Lega Pro, magari al Nord, forse a conclusione dei playoff. Oppure di Serie B. Il suo operato tecnico ed extracalcistico non è passato inosservato e certamente, anche per i suoi contatti e conoscenze legate al passato, qualcuno busserà presto alla sua porta.

Questo significa che lascerà certamente lo Stretto? No, perché bisognerà capire che progetto gli verrà paventato. Il patto tra gentiluomini firmato verbalmente con l'Acr prevede che ognuno per conto proprio informerà l'altro nel caso di contatti con terzi. Per Lucarelli la priorità resta Messina ma è evidente che solo a determinate condizioni. Quali? Una programmazione ambiziosa già a partire dalla prossima stagione che guardi ai playoff, certezze sul piano finanziario (budget) e strutturale (stadi). Risposte che la società, per quanto si sia impegnata e si stia impegnando senza sosta, non può dargli in questo momento. Da qui il riaggiornarsi a tra qualche tempo.

Perché la società guidata da Franco Proto non può oggi garantire le basi poste dal condottiero rosso? Non che non vorrebbe, ma non può per una situazione finanziaria che, a dispetto dei tentativi di “normalizzazione” avviati da qualche mese dallo staff operativo, si complica ogni giorno di più. Rispetto all'atto di acquisto sottoscritto a febbraio sono saltate fuori, ad esempio, delle pendenze “occulte” dell'ammontare di circa 200 mila euro. Non è difficile capire come, a queste condizioni, pianificare investimenti oculati diventi perlomeno rischioso. La salvezza ottenuta sul campo, in attesa della sentenza del Tfn sulla fideiussione che arriverà lunedì, è stata conquistata. Ma adesso la partita si sposta sul terreno finanziario, laddove il Messina è impegnato ad affrontare i rischi che debiti ingenti, collezionati dalle precedenti gestioni in tutta Italia, si trasformino in istanze di fallimento. E' questo l'unico vero motivo per cui per il momento, con parsimonia, ci si è un attimo fermati sugli aspetti tecnici. Tutti i dettagli verranno probabilmente comunicati e resocontati nella conferenza che martedì la proprietà terrà al Comune.

Lucarelli ha detto a chiare lettere che non accetterà di affrontare un altro anno puntando alla salvezza, non dovrà certamente combattere con la mancanza d'acqua, di campi di allenamento, di interlocutori definiti, ma l'organico potrebbe essere qualitativamente meno competitivo delle sue ambiziosi. Dall'altra parte la società deve fare i suoi conti per non fare il passo più lungo della gamba e vanificare gli sforzi profusi dall'insediamento. E' una evidente questione di serietà manageriale e amministrativa.

Da tifosi l'unica cosa da fare è attendere ed avere fiducia, dimostrandola. Dove cercare le risposte? Nella fede e nella passione. L'operazione “Ritorno al Celeste” potrebbe in questo senso rappresentare una scintilla per aumentare la soglia degli abbonamenti e dei presenti al campo, avvicinando investitori e sostenitori locali ma non solo. Probabile che la società chiederà una mano per venire fuori da questo situazione difficile. Da affrontare con o senza Lucarelli. A cui va a prescindere da tutto un grazie e un arrivederci.