Messina, Pensabene: “Che carattere”. Arcidiacono: “Questa maglia è mia”

L’allenatore esalta la prova della squadra: “Qualche sbavatura, ma ho visto cattiveria agonistica”. L’attaccante sull’esultanza: “Non era rivolta alla curva, chiedo scusa se è stata interpretata male"
01.03.2020 20:56 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Pietro Arcidiacono
Pietro Arcidiacono

L’allenatore del Messina Andrea Pensabene si gode la reazione della squadra che nel secondo tempo, sotto di un gol con il Licata, ha tirato fuori gli artigli: “Ci siamo trovati in svantaggio per due sbavature difensive - dice - ma poi abbiamo fornito una prestazione positiva e di grande carattere. Abbiamo creato tante occasioni da rete e adesso inizio a intravedere una squadra che mette in campo un po’ di cattiveria agonistica, nonostante stia giocando nell’indifferenza generale. Non era facile reagire alle due mazzate subite da un’ottima squadra come il Licata: alla fine la ruota ha girato dalla nostra parte, regalandoci l’errore di uno dei migliori portieri del campionato come Ingrassia, ma noi meritavamo già la vittoria perché avevamo avuto tante palle gol”.

Pietro Arcidiacono, invece, ha trovato i primi due gol di questa nuova esperienza a Messina, conditi da un’esultanza che ha suscitato qualche polemica: “Mi sono caricato la squadra sulle spalle perché sono un giocatore di personalità e mi piace quando vengo criticato - spiega - e oggi sono contento soprattutto per la squadra, al di là della mia doppietta. Era importante vincere e gli episodi ci hanno aiutato perché lo abbiamo voluto fortemente. L'esultanza? Io vengo da un quartiere in cui nasce il tifo ultras, è giusto che quando le cose vanno male i giocatori si prendano le loro responsabilità. Ho fatto un gesto liberatorio, non era rivolto alla curva e chiedo scusa se è stato interpretato così. La curva del Messina la sento mia, sono sceso di categoria solo per tornare qui e sono strafelice di averlo fatto. Ho 32 anni, vorrei giocare ancora tanto tempo qui a Messina”.