Siracusa-Messina, le pagelle: Le belle statuine d’oro e d’argento

L'ennesima prestazione da "occhi sgranati" dei biancoscudati coincide con l’esplosione in sala stampa di Lucarelli, ormai stanco di proteggere un gruppo che ha sprecato tutti i jolly a disposizione
 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 835 volte
Giordano Maccarrone
Giordano Maccarrone

Il 2-0 siglato dalla doppietta di Emanuele Catania manda all’inferno il Messina che esce dal De Simone di Siracusa con le ossa frantumate. 20’ di discreta applicazione e poi, come per magia, lo scioglimento dopo il palo colpito da Pozzebon e il gol dell’1-0 aretuseo. La difesa fa acqua da tutte le parti, Maccarrone è disastroso, il centrocampo non costruisce nulla di buono con Musacci costantemente sottotono, mentre davanti Pozzebon appare sempre come colui che predica nel deserto. Alle porte c’è il derby con la Reggina di giovedì 29, poi occorrerà solo rifondare. Ecco le nostre pagelle:

MESSINA

Berardi 6,5 - È l’unico del Messina che merita una valutazione superiore alla sufficienza: incolpevole sui due gol di Catania, nel finale evita il 3-0 di Valente con un prodigioso volo sotto l’incrocio. Con una difesa che fa acqua da tutte le parti e un centrocampo che non filtra, le sue partite appaiono sempre simili a un calvario.

Mileto 4,5 - Non scendeva in campo dal 10 ottobre, giorno dell’infausto derby perso in casa del Catania, e anche in quell’occasione la sua prestazione era stata ampiamente insufficiente. La parte finale della scorsa stagione ci aveva regalato un giocatore con ampi margini di miglioramento, ma quest’anno sembra di vedere in campo il gemello scarso. Sempre impacciato, mai una giocata sensata, prende anche un giallo per un fallaccio da dietro su Valente e al 63’ lascia il campo a Madonia (4) che ha sui piedi la palla gol del 2-1 ma la sparacchia incredibilmente in curva. All’indomani dell’addio di Marra, dopo i gol con Casertana e Catania aveva scaricato la colpa del brutto avvio di stagione sull’ex allenatore, ma da quella doppietta contro gli etnei in Coppa Italia è ricaduto nell’oblio tecnico più totale. Eppure il procuratore Casilli aveva chiesto un adeguamento dell’ingaggio.

Maccarrone 4 - Interpreta a meraviglia il ruolo della “statua di cera” in occasione delle due reti di Emanuele Catania. Appena il pallone gonfia la rete, però, è prontissimo ad allargare le braccia prima verso Palumbo e poi verso Mileto, recitando il ruolo dell’incolpevole. Regala momenti di terrore sportivo quando prova a impostare il gioco e dà sempre grande insicurezza al reparto. Una costante da inizio stagione.

Palumbo 5 - Torna al centro della difesa e partecipa con colpa al difficile assemblaggio del pacchetto arretrato. Sorpreso oltremodo dal taglio scritto di Catania in occasione dell’1-0, svolge poi ordinaria amministrazione con qualche patema di troppo sulle iniziative di Scardina.

De Vito 5 - Mai un’iniziativa offensiva degna di nota, dalle sue parti il brasiliano Cassini pennella l’assist per l’1-0 e, in generale, appare come una costante spina nel fianco per il ragazzo cresciuto nel settore giovanile del Milan. Nella ripresa scala come centrale della difesa a 3: per caratteristiche è uno che non molla mai, ma la pazienza sembra sia finita anche dalla sue parti.

Nardini 5,5 - Piombato nel pianeta Messina appena due settimane fa, appare in costante ritardo di condizione, alla quale sopperisce con l’esperienza e l’acume tattico. Non ha grosse responsabilità nel crollo verticale della squadra e la speranza di tutti è che non si sia pentito della scelta di vestire il biancoscudato dopo il lungo di tira e molla autunnale.

Musacci 4,5 - Se a metà luglio era ancora senza squadra un motivo ci sarà. Aggiunge l’ennesima prestazione sottotono alla sua esperienza con la maglia del Messina, rimarcando una volta di più come la sua carriera, che era iniziata sotto gli auspici di grande promessa, stia vivendo ormai un pieno inverno. Gli subentra all’84’ Ferri (sv), della cui presenza in campo non si accorge nessuno.

Mancini 5 - Fisicamente non è mai stato Hulk, ma neanche il Beetlejuice che i tifosi del Messina sono costretti a vedere da qualche settimana a questa parte. I problemi di celiachia ne hanno condizionato la stagione e il passo felpato, tanto da farlo rendere poco utile alla causa. Rallenta spesso la manovra, mai una giocata da “circoletto rosso” e per un uomo della sua classe questi dati sono davvero difficili da mandar giù.

Saitta 5,5 - Mezzo punto in più per la stima che si deve avere per un ragazzo evidentemente fuori posto e lanciato allo sbaraglio in una situazione di emergenza. Fa quel che può, ci mette anche un po’ di buona volontà ma nella LegaPro del 2016/17 non può bastare. Troppo tenero con Valente in occasione dell’azione che porta al 2-0 di Catania. Al 64’ prende il suo posto Marseglia (5) che un giorno potrà raccontare ai nipotini di quando ha sommato la quarta presenza in campionato senza lasciare traccia.

Pozzebon 5 - “Ah se quel tiro cross non avesse preso il palo”: il legno colpito intorno al 20’ apre il capitolo dei rimpianti, ma spegne la partita del Messina e accende quella del Siracusa che pochi istanti dopo troverà l’1-0 e la gestione in scioltezza dell’intera gara. Si sbatte più degli altri, o almeno ci prova e magari è con la testa altrove, ma se avesse un compagno capace di creargli con costanza occasioni da rete forse racconteremo una storia diversa.

Milinkovic 4,5 - Inizia bene, si crea lo spazio per l’unico tiro nello specchio della porta del Messina al 4’ e poi si immalinconisce alla ricerca della giocata utile. Troppo croce e poco delizia e in una stagione in cui serve gente che non si estranei dalla lotta, la sua presenza nella rosa appare francamente superflua.

Cristiano Lucarelli 4,5 - Lo sfogo in sala stampa fa prendere coscienza all’intera piazza della scarsissima qualità della rosa assemblata dagli uomini voluti dal presidente Stracuzzi, ma al tempo stesso fa capire come la sua avventura in riva allo Stretto rischi di finire anzitempo. Dichiarazioni finalmente non retoriche che confermano la spaccatura con un gruppo non all’altezza e, senza motivo, troppo pieno di sé. Il derby con la Reggina è l’ancora di salvezza alla quale si aggrappa l’intera tifoseria e potrebbe rappresentare l’ultima spiaggia per il tecnico. E per l’intero Acr Messina.

Siracusa: Santurro 6; Dentice 6,5, Turati 6,5, Pirrello 6, Brumat 6; Cassini 6,5 (21’ st Palermo 6), Spinelli 6, Giordano 6,5, Valente 7; Catania 7,5 (49' st Talamo sv), Scardina 6,5 (32' st Toscano sv). Allenatore: Andrea Sottil 7.