Tra Messina e Città c'è il solito problema dei nodi da sciogliere

Quello legato al settore giovanile non sarebbe l'unico impedimento all'unione dei due club. Intanto in società potrebbe esserci spazio per Carmine Coppola. Mentre resta in scena Arena...
08.06.2019 19:05 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Tra Messina e Città c'è il solito problema dei nodi da sciogliere

Il nodo più complicato da sbrogliare e che potrebbe dipanare la matassa dando vita alla nuova creatura calcistica è legato all’annosa questione sul settore giovanile.

Acr Messina e Città di Messina dialogano senza sosta, si sono incagliate su uno scoglio che non rappresenta certo una sorpresa o una novità, ma questa non sarebbe l'unica problematica irrisolta. Il centinaio di tesserati alla corte del presidente Lo Re sono il fiore all’occhiello della società giallorossa che, per una sorta di anno di prova, vorrebbe continuare sotto la propria denominazione, prima del passaggio totale nel torneo 2020/2021 che, si spera, possa vedere Messina nuovamente tra i professionisti.

Volontà per nulla discutibile quella del gruppo guidato da Maurizio Lo Re che, invece, si scontra con l’idea di Paolo Sciotto. Il presidente dell’Acr conscio del fallimento totale anche delle giovanili biancoscudate, vorrebbe disporre subito di un parco giovani che quest’anno si è confermato all’avanguardia in Sicilia e ha riscosso buoni risultati anche a livello nazionale. Un nodo spinoso, le parti sono state abbastanza rigide da questo punto di vista, ma con un solido lavoro di mediazione, presto potrebbe trovarsi la quadra. Da registrare, poi, come nella giornata di venerdi, l'imprenditore milanese Rocco Arena, "rimbalzato" un mese dall'Acr Messina, abbia inoltrato una Pec al Città di Messina per sondare l'eventuale disponibilità alla cessione. Altro evento in puro stile serie tv di culto.

Restando alla possibile unione tutta cittadina, l’organigramma societario sarebbe in via di definizione: al vertice i due rispettivi presidenti Paolo Sciotto e Maurizio Lo Re, certa poi la presenza del direttore generale Giovanni Cardullo, mentre Carmine Coppola potrebbe ricoprire la carica di club manager. Tra gli uomini simbolo della promozione in Serie A, il ragazzo di Pollena Trocchia, ma ormai messinese a tutti gli effetti, rappresenterebbe quel trait d’union con la tifoseria che resta scettica sul matrimonio tra Acr e Città. Specie perché la credibilità nei confronti del gruppo Sciotto è ormai ai minimi termini. Resta alla finestra, ma forse ancora per poco, il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno, pronto a mettersi al lavoro, ma tentato da Pietro Lo Monaco: a Catania potrebbe anche ritrovare il tecnico Gianluca Grassadonia.

L’area comunicazione del Messina, intanto, non può più contare su Francesco Triolo, che nella giornata di ieri ha comunicato le proprie dimissioni. Da luglio al fianco del gruppo Sciotto, Triolo ha messo a disposizione della biancoscudata professionalità e dedizione al servizio dei colleghi, anche nei momenti più duri di un’annata da dimenticare in fretta.