Calcio a5, Spinella: «Così insegno ai ragazzini la cultura del lavoro»

Il tecnico dei giovani dell'Or.Sa commenta il successo in campionato. Per loro percorso netto 8 successi in altrettanti incontri disputati
02.03.2019 10:50 di Giovanni Sofia  articolo letto 189 volte
Calcio a5, Spinella: «Così insegno ai ragazzini la cultura del lavoro»

Quando non ha vinto ci è andato vicino. Sebastiano Spinella, nonostante abbia appena 40 anni, è un’istituzione del calcio a 5 messinese, soprattutto in provincia. Tre tornei di serie C2, con Santa Lucia del MelaMortellito e Città di Oliveri, e una sfilza di altri riconoscimenti che ad elencarli non se ne verrebbe più fuori. 

Anche per questa ragione, quando è passato alle giovanili dell’Orsa, la decisione ha sorpreso un po’ tutti: «Dopo un incontro con i responsabili Rao e Bucca, ho capito che poteva nascere qualcosa di importante – afferma Spinella - A Barcellona solo una società riesce a fare futsal con i ragazzini, è bastato poco per convincermi. Cercavano una figura di esperienza, capace di gestire gli under 15 e 17. Per me è stato un piacere tornare dove sono cresciuto calcisticamente e poi come allenatore femminile a 5 e 11». 

Un mondo completamente differente: «I grandi sono già formati mentalmente, alcuni anche tatticamente. Con i giovani, invece, devi essere educatore e dargli le basi del futsal, specie se alla prima esperienza». A ciò, si aggiunge l’aspetto umano: «Sono in un’età particolare. Bisogna far capire che il lavoro in campo, fatto bene, serve per il futuro. I rimproveri talvolta occorrono, come le giuste dosi di bastone e carota – prosegue il mister – Io preferisco il dialogo, purché chiaro e sincero. Il rischio sennò è di non avere più nessuno al secondo allenamento. Io, per fortuna, ho iniziato e finito con gli stessi». 

I fatti gli hanno dato ragione: otto match, altrettante vittorie, campionato Giovanissimi in bacheca: «Alcuni non credevano nel calcio a 5, erano scettici e la vivevano con superficialità. Li ho stimolati a cambiare idea – continua il tecnico – gli ho spiegato che molti campioni si sono formati su campi piccoli, dove la sveltezza di pensiero si mescola a spazi ridotti. Adesso, ho 15/16 elementi e mi trovo in difficoltà nelle convocazioni». La consapevolezza è aumentata col tempo: «Sono migliorati di gara in gara, apprendendo schemi e movimenti. Io, intanto, capivo che nessun traguardo ci sarebbe stato precluso». I favoriti però erano altri: «Nel Meriven ci sono elementi ottimi, giocano insieme da anni. Li vedevo una spanna sopra – confessa SpinellaSe penso a una partita difficile, invece, mi viene in mente Lipari, disputata leggermente sottotono. Alle Isole è sempre difficile». E nel futuro? «Penso a vincere qui. Nella vita però non si sa mai». Idee chiare e il solito obiettivo in testa.