Impresa Capo d'Orlando! Battuta Milano in gara 1

I paladini superano i campioni d'Italia in gara 1 dei quarti play-off scudetto
 di MNP Redazione Twitter:   articolo letto 215 volte
Fonte: Ufficio Stampa Betaland Capo d'Orlando
Impresa Capo d'Orlando! Battuta Milano in gara 1

La Betaland Capo d’Orlando si aggiudica gara 1 dei quarti play-off scudetto in casa dei campioni d’Italia. Un match condotto quasi interamente dall’Orlandina che alla fine ha avuto la meglio sulla squadra più forte del campionato, la numero 1 della griglia. 
Sembra una di quelle favole che sanno di magia, ma così non è. Semplicemente pallacanestro.

Il tabellino:

EA7 Emporio Armani Milano - Betaland Capo d’Orlando: 80-87 (10-18; 33-39; 51-64; 80-87)

EA7 Emporio Armani Milano: McLean 9, Fontecchio, Hickman 13, Kalnietis 5, Raduljica 2, Macvan 8, Pascolo 24, Tarczewski 2, Cinciarini 6, Abass, Cerella, Simon 11. Coach: Repesa.
Betaland Capo d’Orlando: Ihring, Tepic 17, Iannuzzi 18, Laquintana 2, Nicevic 2, Kikowski 11, Delas 10, Diener 6, Ivanovic 13, Archie 8. Non entrati: Galipò, Donda. Coach: Di Carlo.

La cronaca:

Capo d’Orlando inizia alla grande la gara, con Ivanovic e Diener che trovano le bombe per lo 0-6 inziale. Iannuzzi e Delas che giganteggiano in area, la difesa allungata schierata da coach Di Carlo dà i suoi frutti e l’Olimpia fatica a trovare la via del canestro. I primi due dei padroni di casa arrivano da Macvan per il 2-8. Ai canestri di Cinciarini e Simon sono Iannuzzi e Archie a rispondere e dare il +10 (8-18) al 9’. Pascolo in area accorcia, chiudendo il primo parziale sul 10-18 e aprendo il secondo per i punti 11 e 12. A rispondere al lungo in maglia Olimpia è Delas, che con un gancione trova i primi punti di Capo d’Orlando nel secondo quarto. Hickman e Pascolo dall’angolo trovano le prime due bombe delle scarpette rosse, Kikowski risponde pan per focaccia (18-23 al 13’). Sono ancora i due giocatori dell’Olimpia ad accorciare al -3, inducendo coach Di Carloa chiamare timeout. Raduljica e Hickman portano Milano al pareggio, il professor Nicevic nel frattempo infila un canestro da far vedere ai bimbi con piede perno: a metà secondo quarto è perfetta parità. Diener regala un cioccolatino da scartare a Tepic che appoggia facilmente al vetro, Simon dà il primo vantaggio a Milano dalla lunga distanza (28-27) ma a rispondere ci pensano Ivanovic, per il controsorpasso dai 7 metri, e Kikowski, con un canestro e fallo che induce Repesa e fermare la gara sul 28-32. Iannuzzi trova il +8 in uscita da timeout con tre punti consecutivi, Kalnietis e Kikowski da tre punti si imitano, McLean mette a riferto i primi due liberi dell’Olimpia e all’intervallo lungo è 33-39. Iannuzzi e Ivanovic aprono il secondo quarto portando nuovamente la doppia cifra di vantaggio, McLean segna 5 punti poi inventa per Macvan e riporta Milano al -4 (41-45 al 24’). Iannuzzi trova quattro punti dalla media ma Simon e Hickman accorciano fino al 47-49 con due triple aperte che obbligano Di Carlo a fermare il match. In uscita dal “minuto” è Tepic show al “Forum”: il serbo prima infila una bomba, poi regala un assist a Kikowski per il +7 superando Hickman in tunnel e regala dietro la schiena per la guardia orlandina. Repesa chiama timeout ma è Archie a mettere due bombe portando al +13 gli ospiti (47-60) al 29’. Macvan accorcia, ma uno schiaccione in transizione di Delas e un contropiede di Diener issano la Betaland al 49-64 obbligando il coach dell’Olimpia a fermare nuovamente la gara. Tarczewski risponde a Delas e il quarto si chiude sul 51-64. Pascolo apre l’ultimo quarto con un libero ma Tepic piazza la bomba da 8 metri per il nuovo +15. Milano sembra in difficoltà, così è Pascolo a riportare i Campioni d’Italia in carica al -11: così coach Di Carlo ferma la contesa sul 56-67. Il lungo della Nazionale inchioda la singola cifra di svantaggio, Cinciarini arriva al ferro per il 60-67, ma Delas segna un 2+1 allungando nuovamente al +10 a metà ultimo quarto. Ancora Cinciarini in penetrazione, risponde Laquintana con un 2/2 dalla linea della carità, Pascolo in schiacciata e dopo la recuperata di Kalnietis: al 36’ è 66-72. Capo d’Orlando però è ancora sul pezzo e con le due squadre in bonus è Tepic dalla lunetta ad allungare nuovamente al +8 segnando una tripla dall’angolo per il 66-77. Pascolo non molla nulla e trova altri due punti, tecnico fischiato a Nicevic e libero a referto di Hickman, limpido dalla lunetta McLean, Pascolo a rimbalzo e -4 Olimpia (73-77) al 38’. Iannuzzi dalla lunetta fa 1/2, Pascolo firma i suoi punti 23 e 24 e Milano torna a 3 punti (75-78). Fallo tecnico fischiato a Hickman, Delas come Iannuzzi è imperfetto ai tiri liberi e Diener realizza il libero del fallo tecnico, Ivanovic da 3 punti e Capo d’Orlando torna al +8 (75-83) a 49” dalla fine. Macvan in appoggio al vetro porta l’Olimpia a -6 ma è ancora Ivanovic impeccabile dalla lunetta. Simon da 3 a referto, ma il punto esclamativo è di Iannuzzi, che schiaccia l’80-87 con il quale si chiude la gara.

Soddisfatto al termine del match il coach paladino Gennaro Di Carlo: «Adesso non so cosa devo fare con la squadra. Mi trovo a gestire una situazione che non ho mai vissuto prima. Non ce l’aspettavamo. Non ho mai giocato i playoff. Adesso partiamo dall’1-0 e sinceramente devo ancora capire come gestire questa cosa. Quello che può accadere domani e dopo domani può essere interessante. Oggi c’è la sensazione di potercela giocare con Milano. Siamo quelli che dovevano retrocedere, oggi siamo 1-0 avanti nei playoff. Dobbiamo essere ancora più convinti delle nostre cose e continuare a giocare bene a pallacanestro. L’ultimo periodo ci aveva detto male, oggi abbiamo dato prova di compattezza, volontà in difesa e grande carattere soprattutto quando Milano è tornata a premere nel finale. Tutti hanno dato un contributo importante, i ragazzi sono stati bravi a rispettare il piano gara. Nelle sei settimane prima di Pesaro m’innervosiva pensare che ci potevano sfuggire i playoff. Sapevo che i nostri 28 punti non erano un caso, ce li eravamo conquistati. Dobbiamo iniziare da subito a preparare bene gara 2 adesso, ma è veramente difficile».