#CeleStory: i bastardi di Scoglio regalano la B a Messina dopo 18 anni

Nella seconda puntata della rubrica #aMARCOrd, riviviamo Messina-Cosenza (Serie B 85-86), Messina-Palermo e Messina-Catania (Serie C/1 2000-01)
02.07.2017 11:03 di Marco Boncoddo Twitter:    Vedi letture
#CeleStory: i bastardi di Scoglio regalano la B a Messina dopo 18 anni

Dopo l’emozionante tripletta della scorsa settimana, interamente dedicata agli anni '80, in questa seconda puntata rivivremo un trittico di partite, ovviamente menzionate da voi lettori, che hanno concesso al Messina di conquistare promozioni in serie cadetta. Due match fanno parte del delirante campionato 2000/01, vinto ai play-off dopo un’annata stracolma di sussulti, mentre la rimanente ci riporta ancora nei gloriosi anni '80, che tanto hanno regalato alla storia della biancoscudata.

Partiamo proprio da quest’ultima, tuffandoci a capofitto nel pomeriggio del 25 maggio del 1986. Il Messina di Scoglio, dopo una stagione sontuosa iniziata con la vittoria in Coppa Italia contro la Roma (vedi precedente puntata), ha l’occasione di conquistare matematicamente il ritorno in serie B: ai giallorossi, però, serve una vittoria casalinga contro l’ostico Cosenza. Il Celeste, incredibilmente, si presenta gremito già quattro ore prima della partita, fissata per le 16. Nell’infuocato mezzogiorno di quel caldissimo maggio, l’impianto di Via Oreto sfoggia ben 20.000 tifosi peloritani che, stando alle stime delle Gazzetta del Sud, saliranno a 30.000 pochi minuti prima dell’inizio della gara.

Messina e Cosenza daranno vita a una delle sfide più emozionanti della stagione, celebrando un pomeriggio che terminerà con la città riunita a piazza Cairoli, in un tripudio di vessilli biancoscudati. L’iniziale vantaggio calabrese, firmato da Simeone, sarà annichilito dalle marcature di Napoli, Romolo Rossi e Catalano. A nulla, infine, servirà il secondo gol dei lupi, siglato da Tivelli. I giallorossi del Professore, dopo 18 lunghissime stagioni, riconsegneranno alla città la serie cadetta, nella quale il Messina militerà per sei stagioni consecutive.

Dopo il dramma del primo fallimento e l’inferno dei dilettanti, la cavalcata della compagine di Aliotta riconsegna la dignità calcistica alla città di Messina, guidando i peloritani verso una nuova serie cadetta. Dopo tre promozioni in cinque stagioni, i giallorossi si ritrovano ad affrontare un campionato di serie C/1 estremamente ostico, formato da squadre attrezzate per il salto di categoria. In quel girone B della terza serie 2000/01, infatti, militavano Ascoli, Avellino, Catania, Palermo e Savoia. Presente anche l’Atletico Catania, creatura di Franco Proto, attuale proprietario del Messina. In seguito a qualche difficoltà iniziale, confluita nell’esonero di Paolo Beruatto, i giallorossi guidati da Carlo Florimbi cominciano a macinare gioco, punti e vittorie, trovandosi a -5 dalla capolista Palermo a sole quattro partite dalla fine del campionato. Il 22 aprile del 2001, però, è proprio la squadra rosanero a scendere in campo al Celeste, in una sfida-thriller da dentro fuori. Il Messina parte subito fortissimo, centrando una traversa su calcio di punizione di Enrico Buonocore. All’inizio del secondo tempo, in mezzo ai fischi per l’ex Scaringella e alla pioggia caduta nell’intervallo, i biancoscudati trovano il vantaggio grazie al piattone di Denis Godeas, servito magistralmente dal solito Buonocore, che poi esulterà sotto la Valeria gremita di tifosi palermitani.

La vittoria manda il Messina a soli due punti dalla capolista Palermo, che verranno azzerati la domenica successiva. Il vantaggio negli scontri diretti, come purtroppo sappiamo, viene però gettato alle ortiche ad Avellino, dalla sconfitta maturata contro una squadra “amica” e matematicamente quarta nella griglia dei play-off.  I giallorossi, incredibilmente, sono costretti ad affrontare la roulette russa degli spareggi, con un peso non indifferente sulle spalle. Dopo la doppia semifinale vinta contro l’Ascoli, gli uomini di Florimbi si ritrovano in finale contro il Catania, che già sentiva profumo di serie cadetta per via della tensione palpabile presente a Messina.

Ma, il 17 giugno del 2001, dopo un preziosissimo 1-1 al Cibali, gli uomini di Florimbi inscenano la partita perfetta, spinti da un Celeste ribollente di sudatissimi tifosi peloritani. La scintillante vittoria per 1-0, decisa da un penalty di Sullo procurato da Godeas, viene però sporcata dalla morte di Tonino Currò, supporters giallorosso ucciso da una bomba carta lanciata dalla tifoseria etnea. Il ricordo del ragazzo di Rometta, per la quale morte non è mai stato trovato il responsabile, rimane tanginbile in ogni sfida del Messina, grazie all’affetto e alla commozione della tifoseria peloritana.