Gambino: "Le mele marce sono rimaste, quelle buone andate. Qui mancava tutto"

L'attaccante della Sancataldese in sala stampa: "A Messina avevo perso la voglia di giocare, oggi Dio mi ha dato ragione. Ho la coscienza super pulita"
28.04.2019 19:35 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Gambino: "Le mele marce sono rimaste, quelle buone andate. Qui mancava tutto"

"Non è una vendetta, perché ho la coscienza super pulita". Il tap-in con cui Giuseppe Gambino aveva portato sullo 0-2 la sua Sancataldese contro il Messina, però, ha un sapore speciale: "Sono doppiamente contento - afferma in sala stampa nel post gara - perché mi hanno fatto passare per mela marcia, mentre quelle sono rimaste e le buone sono andate via. Qui qualcuno pensava che fossi finito, ho lavorato e ho fatto dieci gol in tredici partite quindi sbagliavano. Sono doppiamente felice perché sapevo che dentro di me mancavano fiducia e voglia di giocare, qua l'avevo persa perché non c'era niente per poter giocare a calcio, mancava tutto. La gente buona l'hanno fatta passare per sbagliata, ma non porto rancori: oggi Dio mi ha dato ragione e sono felicissimo".

Una vittoria, quella della Sancataldese, arrivata con una grande tenuta mentale: "Ci siamo detti che il Messina era una grande squadra per tutta la settimana, noi abbiamo avuto tutta la stagione difficoltà fuori casa e sapevamo che avremmo sofferto. Siamo stati bravi a sfruttare le occasioni e poi abbiamo tenuto, ci eravamo detti che sarebbe andata così e siamo stati bravi a portare via i tre punti". Punti che pesano in chiave salvezza, con Gambino e soci ora a -1 dal Messina, impegnato in casa del Rotonda nell'ultima di campionato, mentre la squadra di mister Alacqua ospiterà l'Igea Virtus: "Non è detta l'ultima parola, sono partite contro squadre retrocesse e nessuno magari farà la guerra, ma mai dire mai. Noi giocheremo davanti al nostro pubblico e dovremo fare la nostra gara, al 90' vedremo se siamo salvi o se dovremo passare dai playout".

La Sancataldese dalla sua ha anche un peso specifico in avanti che le altre squadre di bassa classifica non hanno: "Siamo più solidi di prima, ma la colpa non era dell'allenatore precedente, c'era mancanza di fiducia ma abbiamo lavorato, il mister ci ha dato una quadratura e anche il cambio di modulo. Scherzando gli ho detto che la quadra l'abbiamo trovata col 3-3-4 che abbiamo usato, in quel modo sono arrivate le vittorie e siamo andati avanti convinti che potevamo farcela con tutte, adesso dobbiamo solo guardare avanti". Novanta minuti alla fine della stagione: "In certe partite non conta quello che si è fatto, dobbiamo cancellare quanto fatto fino ad adesso - conclude -: se affontiamo la partita con la mentalità giusta poi possiamo fare la differenza".