Addio a Eugenio Labonia: tecnico serio nel Messina dei fantasmi

Si è spento a solo 48 anni l'ex tecnico biancoscudato, in riva allo Stretto nel 2009/2010 e nel 2015/16
 di Marco Boncoddo Twitter:   articolo letto 1043 volte
Eugenio Labonia
Eugenio Labonia

Nonostante uno spirito da combattente puro, mostrato nella sua carriera di calciatore, Eugenio Labonia ha dovuto arrendersi ad un male incurabile, che lo attanagliava ormai da quasi un anno e mezzo. Il 30 dicembre scorso, in una clinica di Firenze, si è spento la muraglia (soprannome datogli dai tifosi del Rieti), lasciando i due figli, Andrea di 28 anni e Simone di 22.

Al cordoglio della società laziale, per la quale Labonia aveva giocato diversi anni, si è unito quello del Messina, società nella quale il tecnico calabrese aveva lasciato un bellissimo ricordo. Giunto in riva allo Stretto nella stagione 2009/10, una delle più buie della storia peloritana, aveva ricoperto il ruolo di allenatore in seconda fino all’undicesima giornata, quando fu chiamato a ricoprire il ruolo di trainer per sole tre gare, dopo l’allontanamento di Pirozzi, chiamato a sua volta a sostituire Infantino. Alla ventitreesima giornata, però, le porte della prima squadra gli si spalancarono nuovamente, dopo i pessimi risultati della gestione bis di Infantino.

Labonia, con grande professionalità, guidò il Messina alla salvezza, nonostante una squadra distratta ed una società assolutamente inesistente, che aveva in Di Lullo il suo improbabile leader. Qualche anno più tardi, però, l’ex portiere amaranto-celeste si ripresentò al San Filippo, con il ruolo di preparatore dei portieri nello staff di Arturo Di Napoli. Proprio nella nostra città, purtroppo, scoprì il male che, qualche giorno fa, l’ha strappato all’affetto dei suoi cari. Alla sua famiglia le condoglianze di Messina Nel Pallone.