Era il 13 marzo del 2005. Risale a quella data l'ultimo derby vinto dal Messina allo stadio "Oreste Granillo" di Reggio Calabria. I giallorossi di mister Bortolo Mutti avevano conquistato 5 punti nelle ultime 5 giornate, frutto di una vittoria contro la Lazio, due pareggi contro Siena e Juventus e due sconfitte contro Chievo e Lecce. Prima ancora le due sconfitte consecutive contro Roma e Milan. Di fronte ai biancoscudati la Reggina allenata dal tecnico Walter Mazzarri.
Il match si sblocca dopo tredici minuti grazie ad un preciso colpo di testa di Filippo Cristante che, sulla punizione di Alessandro Parisi, vince il duello aereo con Cannarsa e batte Pavarini. Al 41' arriva il raddoppio di Gaetano D'Agostino con un bel sinistro al volo da fuori area e il derby dello Stretto si chiude sul punteggio di 0-2, grazie alle reti degli ultimi arrivati in casa Messina.
Dopo quel gol Filippo Cristante diventò uno dei beniamini dei tifosi giallorossi, che lo ricordano ancora oggi con grande affetto.
Abbiamo contattato telefonicamente Filippo Cristante, che a distanza di otto anni porta ancora Messina e il Messina nel cuore. "Non dimenticherò mai l'esperienza di Messina, ricordo quel derby contro la Reggina come se fosse ieri - dichiara Filippo Cristante ai nostri microfoni - E' stata la partita della svolta, eravamo reduci da un periodo non molto positivo, siamo andati a Reggio Calabria ad affrontare una buonissima squadra, ben organizzata, e abbiamo ottenuto i tre punti, è stato fantastico. Al rientro in città, poi, trovare tutti i tifosi ad accoglierci in festa è stato incredibile. Lì ho capito cosa vuol dire realmente giocare a calcio a Messina per questa grande tifoseria e per questa fantastica piazza".
Un gol nel derby ed un settimo posto in campionato, risultati che hanno permesso a Filippo Cristante di entrare di diritto nella storia del Messina: "Quando arrivai a Messina c'era un po' di scetticismo - dichiara l'ex difensore giallorosso - E' normale, avevo fatto tanta Serie B, ma in Serie A non avevo tantissima esperienza. Quel gol e quella vittoria servirono a me e a Gaetano D'Agostino per caricarci di entusiasmo e per ambientarci al meglio. Anche il nostro rapporto con i tifosi cambiò nettamente, dopo la la vittoria nel derby è stato come diventare degli eroi, calcisticamente parlando ovviamente!"
Filippo Cristante, a Messina, ha toccato il punto più alto della sua carriera calcistica, in una squadra che non si tirava mai indietro. Per lui, in riva allo Stretto, 35 presenze ed un gol in un campionato e mezzo. "In campo davamo sempre il massimo, eravamo una squadra tutta cuore e attributi. Del resto, con dei tifosi del genere, non poteva essere altrimenti, eravamo stimolati a dare il 200% partita dopo partita e durante tutta la settimana. Molti di noi avevano pochissima esperienza in Serie A, ma nonostante tutto abbiamo ottenuto dei risultati veramente incredibili. Passami il termine, ma eravamo davvero un gruppo con le palle!"
Una squadra tutta cuore e attributi, dunque, guidata da un tecnico che ha fatto la storia del Messina. "Il rapporto che ho con Bortolo Mutti va ben oltre l'aspetto tecnico-tattico e calcistico - dichiara Filippo Cristante - E' una persona veramente fantastica. E' sempre stato trasparente e coerente, poi fu proprio lui a lanciarmi a Cosenza quando ero ancora un ragazzino. Ricordo con grande affetto anche il suo staff tecnico, i collaboratori Mauro Di Cicco e Gianni Piacentini, persone serie ed equilibrate. Sai, quando la carriera calcistica finisce non bisogna ricordarsi solamente dei risultati sportivi ottenuti, sono ben altre le cose che rimangono, vale a dire i rapporti personali. Quando io trovo una persona seria, disponibile e vera come mister Bortolo Mutti, che riesce a darmi dieci, io non posso che fare il possibile per riuscire a dargli cento".
Filippo Cristante ricorda con grande affetto anche i suoi compagni di squadra. "Nella vita si prendono strade diverse arrivati ad un certo punto, dunque si perdono un po' i contatti, ma ricordo i miei ex compagni con grande simpatia e con grande affetto. Ci siamo incontrati diverse volte con Carmine Coppola, Marco Zanchi, Alessandro Parisi, Marco Storari, Arturo Di Napoli e Riccardo Zampagna, tutte persone di un certo spessore. Ricky, poi, era ed è ancora oggi un grandissimo personaggio. Un uomo vero, genuino".
Sono trascorsi ben otto anni, ma l'ex terzino giallorosso ricorda come fosse ieri l'esperienza in maglia biancoscudata ed ogni minima sfumatura. "Lo stadio era una bolgia prima di ogni partita e quando scendevamo in campo eravamo sempre concentrati al massimo. Il tragitto di strada che facevamo con il pullman per arrivare al San Filippo era incredibilmente emozionante, vedevamo le bandiere e la gente in festa e respiravamo la partita ancor prima di scendere in campo. Pensavamo che, con dei tifosi del genere, non potevamo limitarci a dare cento, ma dovevamo dare mille. Lì usciva fuori il nostro cuore giallorosso".
Filippo Cristante, adesso, ha iniziato una nuova carriera, ma sempre con lo stesso entusiasmo di un ragazzino. "Alleno i Giovanissimi del Pordenone, mi piace moltissimo lavorare con i bambini ed è molto stimolante. Metto la mia esperienza a loro disposizione. Non mi vedo dietro ad una scrivania, almeno per il momento, il calcio è sempre stato la mia vita e lo è ancora oggi, ho bisogno di vivere il campo a 360 gradi. La mia intenzione è quella di studiare da allenatore e di migliorare, deve esserci sempre una crescita, continua e costante, in tutti noi".
L'ex difensore giallorosso ha seguito e continua a seguire il Messina anche a distanza, con la convinzione che Pietro Lo Monaco possa essere l'uomo giusto per rilanciare il calcio in riva allo Stretto. "Ho seguito a distanza le ultime vicissitudini in casa Messina. Purtroppo, dopo il fallimento, ci sono stati anni bui a Messina, calcisticamente parlando, con troppe persone che hanno giocato con la passione della gente e dei tifosi. Pietro Lo Monaco, invece, è un uomo di calcio, con grande esperienza, ed è estremamente competente. Secondo me può essere l'uomo giusto per riportare il Messina dove merita. Bisogna remare tutti quanti verso un'unica direzione, pian piano i risultati arriveranno".
Filippo Cristante, dunque, è fiducioso in vista del futuro, e manda anche un saluto al capitano del Messina, suo ex compagno di squadra. "Ci tengo a salutare il grande Giorgione Corona, che a 40 anni continua a dare spettacolo. Domenica è andato a segno contro la Lupa Roma e mi ha reso felicissimo, è stato mitico. E' una persona fantastica, abbiamo giocato assieme a Mantova e ha dimostrato di essere un uomo vero, di sani principi e dai grandi valori. Porta il Sud nel cuore, è sempre stato schietto e sincero e ha sempre avuto grande passione. Nessuno gli ha mai regalato niente nella vita, ha sempre sudato, ha lottato ed è partito dal basso, un po' come Ricky Zampagna e Christian Riganò, arrivati in Serie A con le loro forze e facendo la classica gavetta. Anche io sono partito dalla Seconda Categoria e sono arrivato in massima serie, con l'impegno e con i sacrifici i risultati si ottengono e Re Giorgio può e deve essere un esempio per i più giovani, soprattutto prima di una partita importante come il derby contro la Reggina".
L'indimenticato ex giallorosso, in chiusura, manda un saluto a tutti i tifosi del Messina. "Da un lato sono felice di vedere il Messina in un bel campionato come la Lega Pro, guidato da un uomo di calcio come Pietro Lo Monaco, dall'altro lato, ovviamente, penso che non è questa la categoria che una piazza importante come Messina merita...Spero di rivedere presto i giallorossi in ben altri campionati. La Serie A? Magari, ma intanto mi limito a dire la Serie B, meglio fare un passo per volta e restare con i piedi per terra. Mando un saluto ed un abbraccio fortissimo a tutta la città di Messina e a tutti i tifosi peloritani. Ricorderò sempre quell'esperienza e porterò Messina e il Messina nel cuore. Ringrazio tutti i tifosi e non smetterò mai di farlo, mi hanno sempre fatto sentire a casa e mi hanno dato veramente tanto, non solo calcisticamente, ma soprattutto umanamente. Spero di aver lasciato un bel ricordo. Forza Messina!
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