Massimo Rizzo prende posizione: "Credibilità o meglio chiudere gli stadi"

Dura nota del consigliere comunale, tra i promotori dell'unificazione delle principali realtà calcistiche cittadine: "Nessuno si illuda di usufruire degli impianti pubblici senza un piano di rilancio"
29.05.2019 12:23 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Massimo Rizzo
Massimo Rizzo

Con una nuova nota stampa, il consigliere comunale Massimo Rizzo, già indicato dal sindaco De Luca all’interno di quella delegazione che avrebbe dovuto vigilare sia sul bando per la concessione degli stadi che sul futuro del Messina targato Sciotto, invoca una forte presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale sulla possibilità di unire le forze calcistiche cittadine. Duro, soprattutto, il riferimento all'Ac Rilancio Messina del gruppo Sciotto, trincerato dietro un assordante silenzio.

La nota stampa integrale del consigliere Rizzo:

È trascorsa una settimana dall’incontro a Palazzo Zanca durante il quale il Sindaco, alla presenza di due delle tre principali società calcistiche messinesi, ha avviato, anche su mia sollecitazione, un percorso finalizzato alla unificazione dei tre sodalizi.

Non si tratta solo dell’idea romantica di dare vita a ciò che lo storico acronimo ACR significa (Associazioni Calcio Riunite) ma dell’unica strada percorribile in assenza di importanti e seri interventi imprenditoriali di soggetti terzi, rappresentando allo stato l’unico progetto attraverso il quale riaccendere la passione della comunità sportiva, frustrata da continue delusioni ascrivibili ad insipienze gestionali.

Il famoso lumicino della speranza, da tenere acceso confidando che la pubblicazione dei bandi sugli stadi possa attirare investimenti significativi.

E però, a tutt’oggi, non siamo andati oltre le mere dichiarazioni di intenti.

Ovviamente, ciascuno deve essere libero di autodeterminarsi e dal punto di vista squisitamente giuridico, ACR Messina è legittimata a proseguire nelle sue interlocuzioni nel modo che ritiene più opportuno, considerando la società di calcio come una qualunque organizzazione di diritto privato. In tal caso, tuttavia, in assenza di un dialogo costante e proficuo con l’ente comunale, sarebbe poi impraticabile un percorso comune rivolto a dare risposte alla comunità sportiva.

Pertanto, nel silenzio assordante di questi giorni, se non dovessero registrarsi novità rilevanti, chiederò formalmente al Sindaco di sospendere ogni valutazione sul rinnovo della concessione annuale degli stadi. Nessuno si illuda di usufruire di impianti pubblici senza mettere in piedi un piano di rilancio del calcio che dia soddisfazione alla città ed ai suoi sportivi, senza voli pindarici ma con dignità, senza proclami faraonici ma con serietà.

In assenza di un progetto credibile, meglio chiudere gli stadi.

E magari cogliere l’occasione per allestire (magari al Celeste, storico tempio della tifoseria messinese) un maxischermo per proiettare le storiche immagini del calcio a Messina, profittando per ricordare un grande Presidente, mix vincente di passione, competenza e messinesità: Emanuele Aliotta.

Forse, rivivendo il passato può immaginarsi il futuro.