Venerdì 28 a Patti il convegno "Lo Sport senza Barriere"

Si parlerà di disabilità, razzismo e bullismo: interverranno Andrea Argento, Francesco Palmeri, Fabrizio Di Vincenzo e Giovanni Costantino
21.06.2019 09:42 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Venerdì 28 a Patti il convegno "Lo Sport senza Barriere"

Il 28 giugno, nella Sala Conferenze di Piazza Mario Sciacca a Patti, si svolgerà un convegno dal titolo “Lo Sport senza Barriere” in cui saranno trattati temi come la disabilità, il razzismo e il bullismo.

L'incontro, organizzato da Martin Calisto, Carmelo Tramontana e Christian Magistro, ha l’obiettivo di utilizzare lo sport come strumento educativo e sociale, così da esplorare l’universo sportivo non solo nell’ambito dell’esercizio fisico e ludico ma impartendo impulsi utili nella vita quotidiana. Infatti, attraverso lo sport è possibile educare e migliorare la qualità della vita perché il costrutto sociale volto al miglioramento del benessere individuale si ripercorre sulla comunità.

L’attività sportiva è un ottimo mezzo di integrazione e racchiude il principio educativo volto a fornire indicatori di vita sociale per le generazioni di ogni età. La disabilità, il razzismo e il bullismo non devono essere una barriera per chi pratica sport. Lo sport è di tutti e per tutti. L’articolo 1 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo recita: “Uguali diritti prevede uguali considerazioni”.

Parteciperanno e porteranno la loro testimonianza Andrea Argento, Presidente AIAC di Messina nonché Tecnico Nazionale Calcio Paralimpica, Francesco Palmeri, Responsabile Tecnico del Centro federale di Capo d’Orlando, Fabrizio Di Vincenzo, Psicologo del Centro federale di Capo d’Orlando, e Giovanni Costantino, collaboratore del ct dell’Ungheria Marco Rossi, nonché campione d’Ungheria nel 2017 con Honved Budapest.

“Ciò che mi ha spinto a organizzare questo evento sono stati gli ultimi episodi di bullismo ai danni di due arbitri donne. Ogni essere umano ha il diritto fondamentale di accedere alle pratiche sportive senza distinzione di etnica, sesso e religione. Lo sport ha un alto valore educativo perché pone al centro l’uomo e le sue potenzialità. Sono del pensiero che un atleta rispecchia nelle sue abitudini quotidiane ciò che è nella sua attività sportiva. Per migliorare la società - ha affermato Martin Calisto - bisogna che tutte le persone che ruotano attorno al settore sportivo siano prima di tutti degli ottimi educatori. Ci tengo a ringraziare Argento, Palmeri, Di Vincenzo e Costantino che hanno accettato all’istante senza pensarci su due volte. Non ho fatto neanche in tempo a spiegare il progetto che già avevano dato ampia disponibilità. Così come ringrazio Tramontana e Magistro che insieme a me stanno organizzando l’evento. Ciò che mi ha meravigliato è stata la risposta delle persone coinvolte in questo convegno: accetto perché non è mai abbastanza ciò che si fa per debellare questi fenomeni che sono il male assoluto non solo dei giovani”.