2018: l'anno zero del calcio messinese

Gli addii di Pistunina e Messana lasciano un vuoto enorme nel pallone della nostra città: restano appena cinque squadre tra Serie D e Prima Categoria. L'analisi di una decadenza sociale e sportiva
08.07.2018 11:37 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 1518 volte
Uno scatto del Pistunina 15/16
Uno scatto del Pistunina 15/16

Due colpi di spugna per cancellare gli ultimi 52 anni della storia del calcio messinese. I trasferimenti del Pistunina a Milazzo per dare vita all’SSD e della Messana a Villafranca nella fusione che farà nascere l’Usd Villafranca Messana 1966, fanno dire addio alle due realtà calcistiche più antiche della nostra città.

Un impoverimento sociale per una città che già langue sia sul piano economico che su quello culturale e che, in attesa di capire cosa ne sarà del Messina Sud, vedrà appena cinque squadre ai nastri di partenza tra Serie D e Prima Categoria: Acr Messina, Città di Messina, Camaro, Gescal e Atletico Messina. Difficile, in questo momento, capire cosa accadrà tra Seconda e Terza, anche se le presenze, tra le altre, di Pgs Luce, Juvenilia, Cus Unime e Real Zancle non appaiono in discussione. Curioso, in tal senso, come il sodalizio più antico adesso diventi proprio il Città di Messina, fondato solo nel 2010, ma che usufruisce della storica matricola del Camaro 1969 (l’attuale club neroverde di D’Arrigo rinasce nel 2014 con la matricola della Trinacria).

Segni del tempo che passa e che vede una Messina decadente sul piano sportivo, anche (se non soprattutto) per un’impiantistica davvero scadente. Con il Celeste ridotto in pessime condizioni e il San Filippo che sa sempre di cattedrale nel deserto, resta solo il Marullo che con la nuova stagione diventerà un autentico gioiellino per l’intera città. Rinnovato in ogni suo aspetto, l’impianto del Bisconte, però, non sarà per tutti per pure questioni economiche. Il Garden Sport di Mili Marina, poi,andrà in pensione per quel che concerne le gare ufficiali, mentre il Bonanno dell’Annunziata e il Messina Sud di Santa Margherita non sono certo impianti nei quali si possono programmare campionati importanti.

Anche in provincia la situazione non è delle più rosee, basti pensare che l’Igea Virtus dopo i fasti miracolosi delle ultime stagioni sta per chiudere bottega e che il Real Rometta, fresco di approdo in Eccellenza, ha dovuto unire le forze con la Tirrenia della famiglia Sciotto per poter disputare il massimo torneo dilettantistico regionale.