Acr-CdM, la settimana della sfida decisiva, ma solo per il campionato

Una partita con tanti significati, crocevia decisivo del torneo di entrambe le società cittadine, mentre, al di là delle voci, non ci sono sicurezze sul futuro del calcio messinese
11.03.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:   articolo letto 579 volte
Acr-CdM, la settimana della sfida decisiva, ma solo per il campionato

La sosta di campionato in serie D, interrotta solo dal recupero tra Acireale e Turris, conclusosi con un salomonico 2-2, consente di riprendere fiato in vista del rush finale, otto turni in cui il traguardo massimo ottenibile dalle due squadre messinesi in quarta serie è la salvezza, con almeno una tra esse che, quasi sicuramente, dovrà ricorrere all’appendice dei playout.

L’Acr viene da una mini serie positiva di 4 partite con 10 punti ottenuti, avviata dal secondo tempo del match contro la Turris e proseguita pareggiando a Castrovillari, battendo Locri e Gela attraverso prestazioni di spessore sul piano del carattere e dello spirito di gruppo, impreziosite dalle giocate dei propri uomini di maggiore qualità, in primis Catalano, rivelatosi una delle scelte migliori fatte dal duo Torma-Castorina in una stagione complicata.

La settimana che inizia porterà al match del 17 marzo al "S.Filippo", un derby solo per chi sembra quasi volere dare un tono londinese alla realtà depressa e, in certi casi, deprimente del calcio cittadino. Non siamo in riva al Tamigi e, tanto per mettere qualche paletto di buon senso, la partita di domenica prossima non avrà nemmeno i toni della ordalia indispensabile per determinare quale delle due società dovrà rivestire il ruolo di paladina della risalita del movimento calcistico cittadino a categorie più consone alle tradizioni della piazza.

Non sarà il duello decisivo, anche perché, malgrado le speranze e le voci che si rincorrono, non ci sono i segnali concreti dell’imminente arrivo di quel salvatore della patria capace di proporre un progetto sportivo credibile, in grado di avere capitali, idee e motivazioni tali da riportare in vita la passione della città verso la propria squadra di calcio.

E riporre tutte le speranze nel mitico totem rappresentato dal bando per gli stadi (congiunti o separati) potrebbe portare ad una delusione cocente, anche perché, senza un soggetto imprenditoriale capace di concepire, architettare e mettere in pratica sinergie tra l’ambito strettamente sportivo sul campo di gioco e quello della gestione produttiva degli impianti, appare quantomeno utopistico pensare che sia l’amministrazione comunale, in tutte le sue estrinsecazioni, di governo e di controllo, a mettere in piedi un meccanismo davvero attrattivo per gli investimenti, visto quanto prodotto, sul tema, negli ultimi quindici anni, da chi si è alternato a gestire questo ambito sia burocraticamente che politicamente. In assenza di società calcistiche strutturate e con programmi molto ambiziosi, si potrà pensare solo ad una concessione pluriennale per l’utilizzo a scopi esclusivamente sportivi e non per fini commerciali. Un tema che, probabilmente, sarà affrontato nei prossimi giorni, ma che occorre dirimere al più presto per capire se sarà possibile uscire in tempi ragionevoli dal vicolo cieco in cui si è cacciato il pallone dalle nostre parti.

Sfrondando i miti e i sogni, almeno per il momento, resta la realtà di una partita, Acr-Città, decisiva solo nel caso in cui siano gli uomini di Biagioni a vincere, mettendo così una seria ipoteca sulla salvezza diretta, mentre, in caso di risultato contrario, risalirebbero le quotazioni della società capitanata da Maurizio Lo Re, mai domo, malgrado qualche tempesta di troppo, nel cercare il suo obiettivo di mantenere la categoria, a qualunque costo.

Un pareggio, invece, manterrebbe invariate le distanze ma aprirebbe al rischio di una rimonta da parte di qualche altra squadra attualmente impelagata in zona playout, come la Sancataldese, chiamata al derby casalingo contro il Gela, il Locri, impegnato a Cittanova, o il Roccella che ospita il Portici. Tanti, quindi, gli aspetti da tenere in debita considerazione in questa partita nella quale sarà disponibile anche la tribuna B, e siamo curiosi di vedere se lo staff dirigenziale dell’Acr proverà ad inventare qualche promozione per incrementare le presenze allo stadio, ferma restando la contestazione ormai da tempo messa in atto da quasi tutti i club organizzati.

Potrebbe, quindi, essere una partita interessante da seguire per la posta in palio, augurandosi che presto questo tipo di sfide tra squadre cittadine in una categoria mortificante e in posizioni di classifica pericolose, diventino un ricordo e si abbandoni, tutti insieme, la mediocrità subita in questi ultimi 11 anni.