Acr-Città, a Messina non ci si schioda dallo zero a zero

Un risultato che rispecchia la situazione del calcio in una piazza ormai lontana dai livelli consoni alla propria tradizione
18.03.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Acr-Città, a Messina non ci si schioda dallo zero a zero

Una sfida soporifera produce il più classico degli 0-0, animata prima e dopo il suo svolgimento da tensioni, ripicche, risentimenti non consoni alla tradizione di una città in cui il calcio si iniziava a giocare nel 1900. Nei 97’ disputati agli ordini di un arbitro oscillante tra l’eccessiva fiscalità e il permissivismo, succede pochissimo e, forse, solo una giocata singola o un episodio avrebbe potuto rompere l’equilibrio nel punteggio, al di là di una evidente supremazia territoriale di marca Acr, poco produttiva sul piano delle occasioni da gol.

Molto dipende da quella azione dopo meno di due minuti, rifinita ottimamente da Cocimano per Arcidiacono, bravissimo a superare Paterniti, ma chiuso da un recupero prodigioso di Fofana. Se a questa chance aggiungiamo il tiro di Marzullo al 63’ con la bella parata di Paterniti, ecco che si esauriscono le conclusioni verso la porta confezionate nel corso della gara dalle due squadre cittadine, confrontatesi davanti a quasi 2500 spettatori, tra cui tanti ragazzini delle scuole calcio con le famiglie, ospitati nella riaperta Tribuna B, ma che saranno rimasti delusi dall’assenza di spettacolo e dall’agonismo poco costruttivo esibito dai protagonisti sul terreno del “S. Filippo”.

Mister Viola decide di affidarsi al 3-5-2 con il quale il suo predecessore ha costruito le fortune del Città di Messina nella straordinaria stagione della promozione dall’Eccellenza, mentre Biagioni si incarta senza riuscire a dare una scossa ai propri uomini appiattiti sui ritmi lenti imposti dagli avversari. Meo resta inoperoso per tutta la partita, mentre la linea difensiva porta a casa la pagnotta senza eccessivi patemi, visto che Galesio e Di Vincenzo si sfiancano quasi esclusivamente in fase di contenimento. Biondi (5,5) sembra in difficoltà fisiche, spinge pochissimo e si limita a chiudere nelle rare proiezioni offensive di Fragapane, la coppia centrale Ferrante-Zappalà si attesta sul 6 pieno, anche se l’ex igeano si divora una occasione clamorosa di testa su calcio d’angolo  e, infine, Aldovrandi (5,5) gioca in modo piuttosto anonimo. Dascoli (5) subentrato a Biondi a 25’ dalla fine, si vede pochissimo. I due mediani pagano la scarsa vena dei compagni e, d’altra parte, non hanno la forza e la qualità di accendere la squadra. Così, per Traditi e Bossa c’è un 5,5 in comune e la valutazione non cambia  nemmeno per Selvaggio, dal 74’ in campo al posto del centrocampista messinese purosangue.

Biagioni affida le proprie possibilità di sbloccare il match al quartetto offensivo, ma non riceve le risposte adeguate. Arcidiacono (5,5) si intestardisce nel duello personale con Fofana, cerca di innervosirlo ma lo mette in difficoltà poche volte,  Catalano (6), sulla corsia opposta, confeziona qualche suggerimento interessante, peccando in determinazione, Cocimano (5,5) è troppo discontinuo ed impreciso, specie nell’ultima parte di gara, mentre Marzullo (6) porta a casa la sufficienza piena per l’impegno e la grinta che mette in ogni intervento, oltre che per l’unico tiro pericoloso visto nella ripresa. Lo sostituisce Tedesco (5,5) dal 74’, ma l’attaccante calabrese ha pochissimi palloni sporchi in area avversaria senza riuscire a trasformarli in moneta preziosa.

Alla fine, quindi, risultato giusto perché premia la dedizione del Città di Messina, che, però, se vuole sperare di evitare i playout, deve iniziare a correre, anche considerando il recente ruolino di marcia del Rotonda, non rassegnato al ruolo di vittima predestinata per il ritorno in Eccellenza. L’Acr, invece, spreca l’occasione per mettere un mattone fondamentale alla salvezza diretta, pensando, addirittura, anche a puntare obiettivi più prestigiosi, visto che la prossima gara sarà in casa del Portici, con 40 punti in piena zona playoff. Tutte possibilità rimaste nel mondo dei sogni, per una stagione che, con questa sfida cittadina, ha vissuto, per tanti motivi, uno dei momenti peggiori. Da tutti i punti di vista.