Acr Messina-Football Club, deca dance

Due società oralmente ambiziose che lottano solo per un'effimera supremazia cittadina. Simbolo di una città nel pieno della propria crisi sociale ed economica
30.10.2019 16:18 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
Acr Messina-Football Club, deca dance

Quattro giorni alla stracittadina tra Acr Messina e Football Club, una gara in tono minore rispetto agli obiettivi iniziali delle rispettive società e che pone ancora più in basso l’asticella del calcio nostrano. Da “Il Palermo non ci fa paura” di Pasquale Rando nel giorno della presentazione del Messina a Santa Maria Alemanna, all’“Io voglio vincere, arrivare primo in campionato” di Rocco Arena ai giornalisti palermitani nel giorno del ko del suo Football Club contro la formazione rosanero. Obiettivi, annunci, fallimenti, per due società che hanno toppato la propria stagione dopo appena 9 giornate e adesso puntano al massimo al secondo posto e a un’effimera supremazia cittadina.

Inutile tornare sulle interminabili telenovele di fine primavera tra trattative non andate a buon fine, acquisizioni di altre squadre e cambi di denominazione, anche perché, oggi, sommando i punti di Messina e Football Club non si arriverebbe ai 27 conquistati da un Palermo pressoché perfetto.

Da un lato c’è la creatura di Sciotto che sta provando a rialzarsi puntando sul carattere e una fase difensiva che esalta le doti di Avella, miglior portiere per distacco del Girone, e la solidità ritrovata di elementi come Bruno e Ungaro. In attesa che il mercato di dicembre porti quei puntelli necessari alle idee tattiche di Rando. Dall’altro il gruppo plasmato da Rocco Arena, elogiato per la qualità del gioco esaltato da singoli come Carbonaro e Coria, ma che in caso di risultato negativo rischierebbe di veder naufragare tutto, con il tecnico Costantino finito addirittura sulla graticola, a testimonianza di come nello sport non sia mai solo oro tutto quello che riluce.

Una partita, insomma, che testimonia la crisi sociale ed economica sempre più pressante vissuta dall’intera città di Messina, che in passato poteva trovare svago e orgoglio nell’ardore della propria squadra di calcio. Adesso, la divisione tra guelfi e ghibellini e una mediocre Serie D non può che sancirne definitivamente anche il decadimento sportivo.