Addio alla matricola 62351. Questione di cuore rossonero

La storia del Pistunina, sparito definitivamente il 26 luglio pur sotto il nome di SSD 1937 Milazzo, ma porta con sé momenti di amicizia e grandi talenti
11.08.2019 09:07 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Addio alla matricola 62351. Questione di cuore rossonero

Garden Sport, Pistunina, Piero Mancuso, Riviera Nord e Ghibellina. Le cinque squadre, tra Promozione e Prima Categoria, che una decina di anni fa mi aprirono le porte del meraviglioso mondo del calcio dilettantistico messinese. Nomi che adesso assumono un alone mistico, come l’arancino di Nunnnari o il tajone di Don Lulli.

Tra composizione di organici, ripescaggi, asterischi, passaggi di proprietà, trasferimenti di titoli manco fossimo in Campania o nel mondo degli altri sport, il comunicato numero 14 del 26 luglio 2019, nel suo piccolo, mette la parola fine a un’infinita storia cittadina. Con la matricola 62351, l’SSD 1937 Milazzo rinuncia a partecipare a qualsiasi campionato federale, con un però. Grande, molto grande.

La matricola 62351 è da sempre collegata all’USD Pistunina, fondata nel lontano 1966 che, dopo oltre 50 anni di attività continua sul territorio, l’anno scorso si trasferì nella città del capo. Ragioni imprenditoriali, l’annosa carenza di strutture a Messina e la voglia di cimentarsi in campionati sempre più ambiziosi. Non sindacherò (come non ho mai fatto pur avendo le mie idee) sulla decisione della dirigenza di abbandonare il rossonero e abbracciare il rossoblù, ma al Pistunina sono legati pezzi importanti di vita e lavoro.

Rapporti veri nati in una decina di anni sul sintetico del Garden Sport e il rimpianto di non aver mai assistito a una partita del Pistunina nella terra battuta di Galati. Amicizie di campo, il racconto di stagioni vissute sempre con grande orgoglio e con il peso di una maglia che, anche nelle categorie dilettantistiche, ha unito le centinaia di giocatori che si sono alternati di anno in anno sotto uno spirito particolare.

Torna in mente “Il Sacro Cuore che scivola sul… Bagnato”, quando quel fenomeno di Lino con una doppietta stendeva la capolista imbattuta dell’allora Prima Categoria. Titolo a nove colonne sul Giornale di Sicilia. Anche qui, altri tempi, altro tutto, per un quotidiano che sta per chiudere le proprie pagine della Sicilia orientale. Raimondo Mortelliti con gli scarpini ancora ben allacciati e un suo gol al 90’ che decideva chissà che partita. Il ripescaggio in Promozione, il derby con il Garden Sport con tanti ex biancoverdi in maglia Pistunina. Il gol di Marco Loria. Amante, La Speme, Minissale, Prezioso, il carattere di Nello Miano, Mario Foresta a cui non ho mai fatto una foto, Ciccio Ingemi, quel genio di Nino De Maria, Paolo Di Pietro. E poi il doppio ripescaggio in Eccellenza, il gol di Mastroieni al Celeste nell’esordio con il Rocca, l’ultima splendida stagione con Ezio Raciti.

Quanti ne sono passati, quante storie raccontate. Con un solo minimo comune denominatore: quel senso di famiglia che Salvatore Velardo, la figlia Giorgia, il direttore Mortelliti e tutti i consiglieri (Nino Picchio, Coluccio, Pinizzotto e gli altri) hanno saputo portare con orgoglio per i campi della Sicilia.

Adesso ci saranno nuove storie da raccontare, nuove vite, nuove passioni, ma quel senso di famiglia non potrà tornare, non se il pallone continuerà a seguire altri sistemi. Un mondo che vive di logiche tutte proprie, in cui il tifo non può accettare l’arrivo incondizionato da altri lidi di società, marchi, matricole e colori che non riescono più a dare senso di appartenenza. L’unica cosa che conta davvero.