Al Giraud qualche segnale positivo per il Messina, ma serve altro

Carattere e reazione importanti non sono bastati al gruppo di Zeman contro il Savoia dopo un primo tempo pessimo. Serve mercato in settimana, e ripartire presto
09.12.2019 09:40 di Gregorio Parisi Twitter:    Vedi letture
Al Giraud qualche segnale positivo per il Messina, ma serve altro

Se Dante Alighieri avesse voluto creare un girone dell'Inferno dedicato agli autolesionisti, probabilmente avrebbe scelto come simbolo il Messina che a Torre Annunziata cade 2-1 contro il Savoia. Perché solo di autolesionismo si può parlare visto come arriva la sconfitta, triste da dire ma preventivabile, del Giraud: una squadra messa sotto per un tempo, che si rialza a fatica nella ripresa dopo aver contenuto il passivo, che pareggia nel finale grazie a una pennellata d'autore di Crucitti e che nel finale concede incredibilmente il gol del nuovo vantaggio a Scalzone, uno che a queste latitudini era stato scartato qualche stagione fa, con una clamorosa distrazione difensiva.

LE SOLITE SICUREZZE - Tra epurati per motivi di stipendi o per mere, corrette, logiche di rendimento, il Messina si presenta in terra campana con una formazione rimaneggiata nell'undici titolare e giovanissima in panchina (unico over il classe '98 Bossa, in mezzo a un 2002, quattro 2001 e due 2000). Una situazione che non aiuta l'impatto iniziale della squadra, tenuta a galla come sempre da qualche ottimo intervento di Avella, cui fa da scudo il consueto muro centrale composto da Ungaro e Bruno, una coppia che diventa sempre più affiatata e che, nonostante qualche chance di troppo concessa all'attacco oplontino, non sfigura. Chi invece fa un deciso passo indietro rispetto agli ultimi, incoraggianti miglioramenti è De Meio che, come anche Fragapane sull'altra fascia, soffre eccessivamente la vivacità degli esterni di casa. 

SPENDING REVIEW - Chi ha risentito, e non poco, dell’organico corto dei biancoscudati sono prima e seconda linea: a centrocampo, senza l’acciaccato Sampietro, il Messina rinuncia per scelta a Facundo Ott Vale e la maglia da titolare torna a Lavrendi, migliore in campo per quantità e, nei limiti del possibile, per qualità. Il centrocampista è affiancato da un Buono senza infamia e senza lode e da Cristiani, che conferma nei limiti del possibile anche la sua pericolosità negli inserimenti. Troppo poco però per far concretamente male a un Savoia che non si scalfisce particolarmente neanche davanti al tridente atipico schierato da Zeman: Manfrè meglio ancora non riesce a incidere, come Saverino che gioca meglio sulla fascia mancina, nella ripresa. Nota finale per Antonio Crucitti: il capitano è l’uomo a cui si affidano i biancoscudati nel tentativo di rimonta e la sua pennellata su punizione meriterebbe sicuramente qualcosa di più degli applausi (purtroppo solo da casa) dei tifosi giallorossi.

PUNTI DI (RI)PARTENZA - La rete del suo capitano è il simbolo sia in positivo che in negativo di questo Messina, una squadra che con Zeman ha una nuova mentalità che porta ad attaccare alti e a non arrendersi anche se il divario tecnico, innegabile, al momento è ampio. Il Messina che resiste, però, è anche il Messina che poi cede anche per mancanza di fisicità e di ricambi, ed è questo il segnale da cogliere per il mister: è davvero un peccato perdere così un punto che sarebbe stato preziosissimo anche a livello di morale, perché, in attesa del mercato, questa squadra stava riuscendo a uscire indenne da una trasferta difficile anche in una situazione rimaneggiata. Crucitti nel post match ha chiesto gente importante e degna di questo gruppo, gente esperta sia a livello tecnico che caratteriale: questo è il vero punto da cui ripartire, ancora, in questi giorni in cui il Messina deve necessariamente fare un buon mercato per non perdere un’altra occasione come accaduto a Torre Annunziata.