Auguri Giacomino! L'uomo che vuole vincere giocando a calcio

Il tecnico, nato a Mazara del Vallo il 31 maggio 1964, festeggia il compleanno, in vista della prossima stagione. La sua conferma resta legata alle prossime mosse del presidente Sciotto
31.05.2018 16:40 di Davide Mangiapane Twitter:   articolo letto 682 volte
Giacomo Modica
Giacomo Modica

Compie oggi 54 anni Giacomo Modica, attuale allenatore dell'Acr Messina, proprio nel giorno in cui, singolare coincidenza, scade la squalifica comminatagli lo scorso 25 marzo, dopo l'espulsione decretata dal signor Iacovacci di Latina nei concitati minuti finali della gara contro l'Igea Virtus.

Il mister, nato a Mazara del Vallo, vive forse uno dei periodi più delicati della sua carriera di tecnico, iniziata nel 1999, subito dopo avere appeso le scarpette al chiodo, disputando l'ultima stagione da calciatore con la maglia dell'Atletico Catania in C1, presidente quel Franco Proto il cui nome resterà per sempre legato, suo malgrado, al più recente fallimento calcistico messinese.

I suoi ultimi 19 anni di vita li ha passati provando a fare, in panchina, quello che gli riusciva bene anche sul rettangolo verde, e cioè il leader, anche lavorando, al fianco del suo maestro di sport e di vita Zdeneck Zeman, per società prestigiose come il Fenerbache, il Napoli, la Salernitana, l'Avellino, la Roma e il Cagliari. Meno fortuna l'ha riscossa da primo allenatore, eccezion fatta per le quattro stagioni vissute a Celano, nella quarta serie professionistica, dal 2007 al 2011. Una amara retrocessione in D a Lecco nel 2012, al fianco del ds Francesco Lamazza, e un paio di brevi permanenze sempre in società con situazioni precarie, di classifica ed economiche. Lontano dai giri importanti, requisito fondamentale per avere visibilità nel mondo del calcio, Modica ha visto il proprio approdo a Messina, il 13 ottobre 2017, nell'immediata vigilia della gara poi persa dall'Acr a Roccella, come l'occasione per poter dare, finalmente, una svolta alla propria professione. In quasi sette mesi di lavoro, mister Modica è stato capace di costruire un gruppo di calciatori e di uomini votati al lavoro e alla "religione" del modulo tattico, il 4-3-3 zemaniano, con una spruzzata di sarrismo, pur dimensionando il tutto alla realtà non esaltante del campionato di serie D.

Ha conquistato, insieme al suo fedelissimo alter ego Michele Facciolo, quest'ultimo spesso nella parte del "poliziotto cattivo", la stima e l'assoluta fedeltà dei propri calciatori, consapevoli che le pesanti sedute atletiche ed i movimenti imparati durante la settimana di preparazione, li avrebbero formati e forgiati dal punto di vista tecnico, fisico e psicologico. Il sesto posto conquistato al termine del campionato, paragonato all'ultima piazza occupata, con due soli punti all'attivo, dopo sei turni giocati, al momento dell'avvento di Modica sulla panchina biancoscudata, rappresenta un risultato di tutto rispetto dal punto di vista squisitamente sportivo, anche se è stato accolto, da una parte della tifoseria e dal presidente Sciotto, con una certa freddezza e delusione.

Il tecnico mazarese, insieme al ds Lamazza, alla struttura dirigenziale ed ai calciatori, è riuscito, per una parte della stagione, a trovare l'equilibrio con la personalità e l'impeto del proprietario unico dell'Acr, e, forse, proprio l'assenza di Modica da Messina nelle ultime settimane di campionato, a causa di un brutto virus intestinale, ha lasciato trapelare all'esterno i malumori e le frizioni tra il vertice societario e la struttura, sopiti solo dopo una lunghissima riunione tenutasi nei locali di una delle concessionarie di Sciotto, il mercoledì successivo alla fine del torneo. Da allora, solo una serie di incontri, qualche dichiarazione di presidente e tecnico, ma nessuna fumata bianca ufficiale, mentre il pur scarso interesse attorno alle vicende del Messina viene ravvivato solo da qualche scoria della stagione passata e da innumerevoli voci sfuggite da quel vaso di Pandora che, ormai, è diventato internet, attraverso i social network.

Mister Modica, paradossalmente ma non troppo, è ormai assurto al ruolo di cartina di tornasole della possibilità di un rilancio effettivo del calcio messinese, attraverso il ritorno tra i professionisti, passando attraverso la sliding door del ripescaggio. Ma solo riuscendo a districarsi tra le mille sfaccettature dei comportamenti del dottor Sciotto, potrà sperare di vincere la sua sfida, più volte ribadita durante questi suoi mesi in riva allo Stretto, e, cioè, fare tornare ad innamorare i messinesi della propria squadra di calcio. Perchè lui, quei tempi in cui tutta la città si stringeva attorno alla maglia biancoscudata e per l'intera settimana si discuteva della partita che il Messina avrebbe giocato la domenica successiva, li ha vissuti vestendo quella casacca, anche in una versione a scacchi giallorossi realizzata dallo stesso sponsor tecnico della nazionale danese, disputando 72 gare e segnando due gol, curiosamente nella stagione in cui non c'era in panchina Zeman, ma arrivò una salvezza all'ultimo respiro nello spareggio di Pescara contro il Monza. E se, purtroppo, non riuscirà a coronare questo suo obiettivo, tanti auguri lo stesso, Giacomino!