Caro sindaco, abbia rispetto. Anche dei nostri sogni vuoti e irrealizzabili

De Luca attacca il Messina e prende in giro i tifosi che lo contestano: "Sognate la Serie A". Ora produca atti tangibili sulla gestione degli stadi e non vada fuori tema con le foto che posta su fb
14.10.2018 23:05 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 8364 volte
Caro sindaco, abbia rispetto. Anche dei nostri sogni vuoti e irrealizzabili

Quando un giorno racconteremo la storia degli ultimi nefasti anni del calcio messinese, un capitolo sarà dedicato a quando il sindaco nato a Fiumedinisi si mise a prendere in giro i tifosi su facebook. Succede, nella ridda social che lo coinvolge, che un suo commento in un post sulla sua pagina si chiuda con un "Sognate la Serie A".

Mai visto, inimmaginabile anche negli incubi peggiori, secondo solo al "coglioncello" detto in risposta a un tifoso che, sbagliando, lo insultava. Commento poi cancellato, ma "screenshottato" a futura memoria, come quest'ultimo.

Un sindaco, un bravo sindaco, uno che "Il sindaco lo sa fare" come si è autodefinito prima di insediarsi a Palazzo Zanca, lo è quando diviene o prova divenire anche un po’, il sindaco di tutti, rappresentando anche chi lo contesta o chi non l’ha votato. Un sindaco che offende o sbeffeggia i propri cittadini francamente si fa fatica a commentare.

Posto che fuori da ogni retorica sociale e/o morale, se il Messina calcio dovesse mai tornare in Serie A, sarebbe l’intera città a trarne giovamento. Soprattutto economicamente.

Il sindaco nato a Fiumedinisi parla di gestione improvvisata degli stadi, bene, lo faccia con atti veri, tangibili, fuori dai social e, se proprio non ce la fa a staccarsi dal suo smartphone, "posti" immagini inerenti al tema di cui sta parlando. Lungi da noi spingerci nelle valutazioni politiche, qui si parla di rispetto, di alimentare il fuoco sacro della passione della città che si sta governando.

Messina è una città difficile, martoriata sotto tantissimi punti di vista, ma un popolo che non ha più svago, scevro da ogni interesse diventa amorfo, quasi soldatesco. E non è questo, speriamo, che il sindaco che vuole il Casinò a Palazzo Zanca immaginava per la città che sostiene di voler soddisfare.

Buonanotte a lei, sindaco. Noi la Serie A continueremo a sognarla, perché quegli anni, seppur effimeri, ci hanno fatto credere che con la forza dei sogni si può arrivare lontano. Nonostante quello stesso sogno sia poi diventato il nostro peggior incubo.