Castrovillari-Messina, un sussulto di orgoglio e carattere

Gli uomini di Zeman colgono un pareggio grazie alla tenacia con cui affrontano gli ultimi 15', mettendo sotto i rossoneri e superando le avversità
27.01.2020 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Castrovillari-Messina, un sussulto di orgoglio e carattere

Un punto che ferma l’emorragia in trasferta, quello conquistato a Castrovillari dal Messina dopo 4 viaggi infruttuosi consecutivi a Palermo, Torre Annunziata, Mugnano contro il Giugliano ed Acireale, ma non basta per dare la spinta adeguata ad una squadra costretta nella pancia della classifica anche da un rendimento non esaltante lontano dalle mura amiche. Ancora una volta, la cartina di tornasole del momento biancoscudato, almeno sul campo, tralasciando la consueta settimana burrascosa attorno alla squadra, è rappresentata dalle dichiarazioni del tecnico peloritano dopo la fine del match. Zeman (voto 6) non sa più a che santo votarsi per dare ai propri uomini la convinzione nei propri mezzi indispensabile per poter portare a casa la vittoria nelle gare in cui tengono il pallino del gioco in mano per buona parte dei 90’ più recupero. E’ una dichiarazione che lascia interdetti se a pronunciarla è un allenatore che dovrebbe guidare i propri uomini all’ennesima rincorsa dell’ era Sciotto verso quella zona playoff mai toccata in due stagioni e mezzo. Non basta affermare di avere sviluppato prestazioni di buon livello almeno per sprazzi di ciascuna partita, come avvenuto in tante occasioni sotto la guida zemaniana, ma occorre essere pratici e non rischiare di perdere anche contro avversari come il Castrovillari, messi sotto nettamente soprattutto nell’ultimo quarto di gara, a cui si concedono gol e chance pericolose causate da disattenzioni inammissibili.

Si arriva quindi al paradosso che, in una partita nella quale si costruiscono 4-5 palle gol nitide, uno dei miglior in campo risulta essere il proprio portiere Avella (7) autore di un paio di interventi di grosso pregio.

In difesa, buona la prima per Emiliano (6,5), vicino al gol nel finale di gara e pronto alla battaglia contro attaccanti rapidi e ben dotati fisicamente come Guarracino e La Ragione, mentre Bruno strappa la sufficienza, così come De Meio, adattato a sinistra, con Saverino (6,5) positivo sia da esterno destro in difesa che a centrocampo.

Prova non esaltante quella di Lavrendi (5,5) e Buono (5,5), sostituiti da Fragapane (6) e Manfrè (6) che, invece, hanno un buon impatto sulla gara, nel momento in cui bisognava spingere con maggiore foga per trovare il pari. Il migliore nella zona nevralgica del gioco risulta essere Cristiani (6,5) che, però, si divora una occasione da gol abbastanza semplice.

Note non proprio esaltanti, invece, dal reparto avanzato, in cui la troppa animosità finisce per penalizzare la precisione e il cinismo davanti al portiere avversario, comunque in giornata di grazia. Rossetti (6) si danna l’anima ma non riesce a colpire, Arcidiacono (6,5) si impegna su ogni pallone, crea scompiglio ed ha la freddezza per servire l’assist del pari ad un Crucitti (6,5) protagonista di conclusioni sfortunate, un rigore sbagliato e la zampata decisiva, in pieno recupero, che evita una sconfitta immeritata.

Alla fine, un punto che serve ad evitare l’ennesimo psicodramma, con l’importante segnale di unità di intenti e di carattere che viene dall’avere lottato fino all’ultimo per segnare, anche dopo il penalty fallito a pochi minuti dal 90’. Le prossime partite diranno se la continuità di risultati potrà dare un seguito a questo sussulto.