Giovanni Costantino, la storia di un messinese che allena in Finlandia

26.06.2015 10:11 di Marco Boncoddo Twitter:    Vedi letture
Giovanni Costantino, la storia di un messinese che allena in Finlandia

Tra i tanti addetti ai lavori impegnati a seguire lo spettacolo del “Trofeo delle Stelle”, abbiamo scovato Giovanni Costantino, allenatore messinese  responsabile delle formazioni giovanili dell’F.C. Futura, club finlandese di serie C, con sede nella città di Porvoo.  Il trainer peloritano, che ha vestito le maglie di Pistunina, Atletico Messina e Ganzirri, ha deciso di cogliere l’occasione offertagli dal direttore generale del club finnico, incontrato durante un meeting nel nord Europa: «Durante una camping in Estonia, al quale partecipai per inserire un’esperienza diversa nel mio curriculum , si presentò questa occasione che decisi di cogliere al volo. Mi ritrovai proiettato in un altro mondo, diverso ed affascinante da quello che avevo sempre conosciuto. Il calcio finlandese è in piena crescita, anche se ancora non può essere paragonato all’Hockey su ghiaccio, sport nazionale».

Costantino, grazie alla personale cultura del lavoro che gli ha fruttato il riconoscimento di miglior allenatore del club, è riuscito ad integrarsi perfettamente nella realtà del Futura, cogliendo i pregi e i difetti del movimento calcistico finlandese: «La mentalità dei ragazzi è totalmente diversa dalla nostra. Esistono regole ben precise, che non vengono mai messe in discussione da nessuno. L’ordine è alla base di ogni attività ed ogni minuto di allenamento viene vissuto dai miei calciatori con estrema serietà. Allenare ragazzi e ragazze tra i 14 ed i 16 anni mi ha permesso di capire alla perfezione la società finlandese, spesso rigida ma sicuramente efficace. Di contro, nessun calciatore ha la mentalità utile a sfondare. Il calcio è visto ancora come uno sport e non come un lavoro vero e proprio, dal momento che lo stipendio di un buon calciatore di serie A non arriva neanche a 3000 € mensili. Il movimento sta crescendo, grazie ad alcuni giocatori di livello come Eremenko e Freddy Adu, l’ex-golden boy degli States, ma non è ancora paragonabile a quello italiano, naturalmente. Le squadre giocano tutte allo stesso modo, puntando maggiormente sulla componente fisica, rispetto a quella tecnica e per diventare campioni, i finlandesi di talento, sono costretti a giocare in tornei esteri, come hanno fatto Jari Litmanen e Sami Hyypiä».

Grazie al contributo di Costantino, comunque, il vivaio del Futura sta crescendo in maniera importante: «Abbiamo parecchi ragazzi interessanti. L’anno scorso, ad esempio, un portiere classe 2000, Walter Dirstrom, è stato chiamato per uno stage con la Roma. Come dicevo in precedenza, però, le famiglie non supportano molto il sogno di diventare calciatore cullato dai ragazzi. E’ forse proprio questa la pecca più grande. Le strutture offerte dai vari comuni alle squadre, però, sono di altissimo livello. Per esempio, la mia squadra, ha a disposizione ben 5 campi regolamentari in erba e 3 in sintetico. Credo che, se in Sicilia avessimo le stesse risorse, potremmo sfornare i campioni del futuro. Spero di riuscire a portare un po’ di mentalità messinese anche tra i ghiacci scandinavi».

Prima di chiudere, l’ambasciatore messinese in terra finnica, ha commentato la delicata situazione nella quale è ripiombato l’Acr Messina: «Sono sempre stato un curvaiolo, tifosissimo giallorosso. Quest’anno ho visto tutte le partite della squadra giallorossa e, naturalmente, mi sono reso conto che troppe cose non sono andate per il verso giusto. Retrocedere in questa maniera mi ha fatto davvero male e credo che il declassamento sia stato figlio di diversi fattori, in primis una cattiva gestione della squadra».