Giuseppe Furnari, i risultati non bastano: "Senza squadra e deluso"

L'ex tecnico del Città di Messina, portato alla salvezza in D, è in attesa di una nuova squadra per tornare in panchina: diversi i contatti poi non concretizzati
20.07.2019 09:47 di Davide Billa   Vedi letture
Giuseppe Furnari, i risultati non bastano: "Senza squadra e deluso"

Disoccupato di lusso o deluso da Messina? “Mi sento disoccupato, sicuramente anche deluso perché dopo quanto di buono fatto in questi anni speravo di poter avere continuità ma non è stato così. Sicuramente non potevo fare di più”. A parlare è mister Giuseppe Furnari che, dopo due anni vincenti (promozione e salvezza in Serie D) e la cessione del Città di Messina (ora Fc), è ancora senza panchina, in attesa dell’occasione giusta. “Vedremo che succederà, nessun rancore perché ognuno fa le scelte che reputa più opportune ma non nascondo che pensare di poter allenare l’Acr Messina non mi sarebbe dispiaciuto, da tifoso sarebbe stato un grande onore. Per quanto riguarda l’Fc sono venuti con lo staff già completo e hanno sempre manifestato l’intenzione di non prendere nessuno dal vecchio Città”.

Nessun contatto con l’Acr, mentre sono state diverse le società accostate al nome di Furnari. Città di S.Agata, Ssd Milazzo, Igea 1946 e anche Paternò e Biancavilla: “Qualcosa di concreto sono con il Biancavilla, ho parlato con il presidente, poi hanno fatto un’altra scelta e preso Pidatella. Solo rumors da Paternò, ho incontrato Milazzo e Igea, mentre nulla da S.Agata perché fin dall’inizio in pole c’è sempre stato Ferrara”.

E così l’ex tecnico di CdM e Camaro resta in attesa, vivendo una situazione strana per le sue abitudini: “Mi piace allenare, mi pesa non stare in campo e non partecipare alle fasi di costruzione di una rosa ora che si avvicina l’inizio delle attività. Aspetto chi ha voglia di puntare su di me e avere Furnari come allenatore. Mi godrò la mia prima estate dopo circa trent’anni, perché, prima da giocatore e poi da allenatore, sono sempre stato impegnato in attività agonistica. È un po’ il lato positivo ma il calcio è una “malattia” e non riesco a stare senza campo”.

La voglia di tornare subito c’è e non è esclusa anche la possibilità di allontanarsi dalla città: “Non avrei problemi a valutare l’ipotesi di allontanarmi da Messina o dalla Sicilia ma ne deve valere la pena”, ha spiegato mister Furnari che, in fatto di ex CdM ancora senza squadra, è in buona compagnia: “Mi sorprende che un giocatore come Bombara, che ha fatto un campionato strepitoso ed è stato tra i migliori difensori della categoria, non abbia avuto richieste. Mi sembra strano, mentre altri si stanno accasando e sono contento per Fragapane che è grande tifoso del Messina e per i messinesi giocare nell’Acr è un valore aggiunto. È il giusto riconoscimento per l’ottimo lavoro che i ragazzi hanno fatto l’anno scorso”.

Pochi, però, resteranno a Messina, con Acr ed Fc che hanno deciso di guardare oltre. Chi, invece, sta puntando sui messinesi è la matricola Licata, che oltre ad Assenzio e Cannavò, ha tesserato anche gli ex Camaro D’Amico e Pantano e l’attaccante Biondo: “Assenzio ha già vinto la D ed è un giocatore straordinario. Il Licata, da neo promosso, farà un bel campionato e ha fatto ottimi acquisti. Ha trattenuto Cannavò che farà bene in D e con Biondo ha ottima intesa. Hanno preso due giovani di spessore, anzi Pantano lo volevo al Città di Messina, perché è valido a livello atletico e tecnico ed è un giocatore duttile. Ognuno ha le proprie strategie di mercato: l’Fc ha deciso di puntare su ragazzi che provengono da settori giovanili importanti, l’Acr avrà fatto altre valutazioni e quindi il Licata sembra più messinese delle messinesi. A Messina, però, ci sono giocatori di qualità che possono stare in una rosa di una squadra che vuole vincere il campionato, ma nella costruzione ci sono valutazioni interne. Comunque – ha continuato Furnari – le due società si stanno muovendo bene con giocatori di categoria. Entrambe potranno ambire a palcoscenici importanti”.

Al contrario di un anno fa, con Acr e CdM impegnate nella lotta salvezza, le due formazioni giallorosse dovrebbero invece giocare e combattere per le posizioni di alta classifica: “Gli scenari sono cambiati, ma anche l’anno scorso l’Acr doveva lottare per vincere. Poi, però, è il campo l’unico giudice e il verdetto non può essere stravolto. Il Città di Messina aveva una missione ben precisa, puntando sul territorio e i giovani e ha centrato a 360 gradi gli obiettivi mantenendo la categoria e lanciando alcuni giovani in palcoscenici importanti. È stata un’annata tribolata ma condita da grandissimi risultati per quella realtà. Quest’anno è aumentata la competizione interna, con due squadre che ambiscono a palcoscenici importanti e la concorrenza aumenta la qualità. E si vede già nella programmazione e impostazione delle due società, quindi sulla carta si preannuncia un campionato in cui darsi battaglia e alzerà il livello delle prestazioni. I due Messina potranno lottare per i vertici ma poi si sa che il calcio non è una scienza esatta, non si vince sempre quando spendi di più, ma bisogna trovare gli uomini giusti e creare un gruppo forte”.