Il Messina a Cittanova: occasione mancata o anticamera di una stagione mediocre?

Una vittoria in terra calabra avrebbe dato ottimismo al gruppo ed all'ambiente biancoscudato che teme di vivere un campionato mediocre, dopo aver sperato nella stagione del rilancio.
08.10.2018 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:   articolo letto 1207 volte
Il Messina a Cittanova: occasione mancata o anticamera di una stagione mediocre?

Un passo avanti rispetto all’incresciosa prestazione di Barcellona due settimane fa, ma il Messina deve lavorare ancora tantissimo prima di poter aspirare ad occupare l’alta classifica, o meglio, le posizioni nella griglia play off, visto che il Bari continua ad applicare la “regola del tre”, ovvero i gol di scarto che infligge alle avversarie fin qui riservate ai pugliesi dal calendario. Le indicazioni scaturite dalla gara disputata al “Morreale-Proto”, minuscolo impianto sportivo di Cittanova, non sono incoraggianti, almeno con riferimento al futuro prossimo della squadra di patron Sciotto.

L’ecatombe di difensori di ruolo (Mbaye Ba dovrà restare fermo un mese e mezzo, Biancola è alle prese con qualche guaio fisico, Cossentino bloccato dalla febbre, Sarcone, impiegabile come jolly, dovrà restare fermo ai box almeno tre settimane), costringe mister Infantino ad inventarsi una linea arretrata credibile, portando Cimino sulla sinistra, Dascoli a destra e la coppia di centrali Porcaro-Russo. Altro cambio in mediana, con Traditi al posto di Bossa, per dare, con l’aiuto di Biondi, più spazio di manovra a Genevier. Confermato il trio di attacco della vittoria contro il Marsala, e, forse, si tratta dell’unico reparto in grado di dare un apporto di livello sufficiente rispetto alle ambizioni societarie. Il tecnico di Cammarata non riesce a raggiungere la sufficienza, più per la preparazione della gara da un punto di vista mentale che per le scelte tattiche tanto criticate nelle prime uscite stagionali. Le dichiarazioni prima e dopo il match lasciano trasparire un eccessivo timore dell’avversario, anche se le condizioni fisiche precarie del gruppo e l’assenza di un reale spirito di squadra ancora da costruire, dovevano indurre ad un approccio molto umile.

Prestazione mediocre anche da parte del portiere Meo (5), ingannato da un tiro non irresistibile sul primo pareggio, e difesa sul banco degli imputati per la rete che porta al definitivo 2-2, subita su corner, ma anche per un atteggiamento troppo passivo nei confronti di avversari dotati fisicamente, esaltati anche dalla evidente differenza di condizione che gli consentiva di arrivare spesso in anticipo sulle palle vaganti, soprattutto nella seconda frazione di gioco. Il problema della tenuta fisica deve essere risolto al più presto, per evitare che l’handicap in classifica diventi incolmabile, anche perché è davvero strano vedere giocatori dell’esperienza e caratura tecnica di Porcaro (5) e Russo (5) soffrire, commettendo errori gratuiti. Dascoli (5,5) e Cimino (5,5) dimostrano impegno e dedizione, ma non basta per evitare di essere la difesa al momento più perforata del girone. Spostandosi più avanti, Traditi (5) delude ancora, Genevier (6) gioca a sprazzi, illumina la scena con la pennellata su punizione ma viene ancora una volta limitato dai dispositivi creati per lui dai tecnici avversari, Biondi (5,5) sembra smarrito.

L’attacco è il reparto più ricco numericamente di questo Messina edizione 2018-19, anche se manca una alternativa a Gambino (5,5), pericoloso solo su tiro da fermo, mentre a Cocimano (5,5) manca il guizzo risolutivo ed è ancora una volta Arcidiacono (6,5) a tirare fuori dal cilindro le accelerazioni e la cattiveria giusta per segnare, pur mancando ancora di continuità, visto che sparisce di nuovo nella ripresa. Infantino prova a vincere nell’ultimo quarto di gara, ma gli innesti di Rabbeni e Petrilli in attacco producono solo un paio di occasioni pericolose, mentre Bossa incide poco. I rischi corsi specialmente sui calci piazzati ripropongono un problema evidenziato anche al “D’Alcontres” con Crucitti che, come Akrapovic in quella occasione, piazza sempre palloni insidiosi nei pressi di Meo.

Archiviata la prova di Cittanova, adesso si apre una settimana importante per le sorti immediate dell’Acr, visto che si dovrà risolvere il nodo legato alla concessione degli stadi e, soprattutto, bisognerà capire quali scelte ha intenzione di prendere la società in merito all’assetto dirigenziale dopo l’addio del ds Polenta, fermo restando che occorre verificare fino a che punto Infantino sia considerato realmente in grado di poter gestire questo gruppo. Una serie di nodi da sciogliere in tempi brevi, se si vuole evitare una stagione anonima.