Il Messina al suo primo vero stress test di una stagione senza appello

Il lavoro impostato nella fase di preparazione deve essere messo a frutto subito, superando le difficoltà momentanee, senza scuse né alibi
03.09.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Il Messina al suo primo vero stress test di una stagione senza appello

L'agghiacciante sconfitta maturata per il Messina al "Silvio Proto" di Troina può avere un aspetto positivo: testare la validità della tanto attesa "organizzazione", costruita in questa estate calcistica messinese iniziata con l'accordo di collaborazione tra la famiglia Sciotto e la dirigenza del Camaro, che adesso vive il primo vero momento difficile.

L'approccio distratto, le gambe legnose, l'assenza di una reazione degna di tal nome dopo l'avvio a spron battuto del Troina, l'incapacità di costruire una manovra o di mostrare almeno un abbozzo di idea di gioco, la passività in campo dopo il gol subito e la sufficienza di chi avrebbe dovuto finalizzare le pochissime chance costruite, sono aspetti allarmanti ed inconcepibili dopo un ritiro iniziato a fine luglio proprio in vista dell'impegno del 1 settembre e condotto con cura da squadra professionistica di serie abbondantemente superiore alla D.

Pesano, quindi, alcune scelte importanti fatte in sede di programmazione della stagione, sulle quali occorre riflettere adesso per evitare conseguenze letali sul progetto sportivo avviato con le migliori premesse che non deve naufragare di fronte alle prime, seppur dure, asperità.

Partendo dal presupposto che, se non ti chiami De Laurentiis o Lotito, diventa arduo costruire dal nulla una rosa subito vincente in serie D, probabilmente occorre fare un attento esame di coscienza su tutte le fasi della composizione di un gruppo di lavoro (calciatori e staff tecnico) firmata Antonio Obbedio, opera iniziata scegliendo un allenatore come Michele Cazzarò, forgiato da molteplici esperienze nella sua Taranto, ambiente caldo e molto esigente nel quale ha saputo lavorare ottenendo il rispetto di tutti, oltre i risultati comunque più che dignitosi in situazioni non proprio idilliache. Proprio in quelle circostanze, il mister pugliese ha saputo adattarsi al materiale messogli a disposizione, cambiando modulo in corsa, ma ha anche subito un esonero prematuro proprio un anno fa, addirittura dopo una partita vinta ai rigori contro il Nardò in Coppa Italia, vittima di una società ambiziosissima che, comunque, non centrò l'obiettivo della promozione nel prosieguo della stagione.

Mister Cazzarò ha tutti gli strumenti e le capacità per gestire la settimana che porterà al secondo impegno stagionale con il materiale umano messogli a disposizione e valutando tutti i correttivi che devono essere messi in campo per ottenere il risultato. Le pochissime uscite del Messina edizione 2019-2020 non hanno consentito di provare realmente il livello della condizione fisica e mentale dei calciatori contro avversari validi e le due gare ufficiali hanno evidenziato grossi problemi su questi aspetti fondamentali per ottenere risultati prima possibile. Impostare il 3-4-1-2 significa avere, anche in serie D, un difensore centrale con piedi accettabili per poter innescare i due laterali o saltare il centrocampo nel caso in cui l'avversario schermi i due centrocampisti centrali, entrambi con l'attitudine a costruire, per evitare il ricorso al lancio lungo alla cieca verso un attaccante centrale che, non sempre, può essere in grado di fare la sponda o consentire lo sviluppo della fase offensiva in un modo almeno decente, soprattutto se si tratta di un elemento come Siclari, adattato a prima punta. Nello specifico della partita di Troina, quindi, pur con alcune assenze e qualche scelta non corretta in corsa,  una squadra che dovrebbe puntare a vincere il campionato, non subisce le circostanze negative, serra le fila e si affida alla giocata singola di qualche "stella" o al calcio piazzato, tutte armi spuntate nel primo turno di campionato.

La reazione della società al primo, scioccante, capitombolo stagionale è stata quella di affidarsi alle parole ed alla faccia arrabbiata di Antonio Obbedio, blindando verso l'esterno il confronto che sicuramente sarà stato avviato tra le figure dirigenziali apicali per trovare una soluzione adeguata ad affrontare il momento. Nessun alibi per i calciatori, chiamati subito a dare prova di personalità ed attributi, doti indispensabili per essere protagonisti al di là dei facili proclami o delle dichiarazioni di intenti.

Il tempo non è tanto ed alle porte c'è l'esordio casalingo contro l'Acireale, vera bestia nera dell'epoca recente, una delle squadre più in forma del momento, composta da calciatori rapidi e guidata da mister Pagana, anche lui uno dei papabili a occupare la panchina biancoscudata in questa stagione. Sarà già un impegno probante per capire se davvero qualcosa è cambiato, anche nei risultati, per questo Messina.