Il Messina da mors tua vita mea ritrova l'attacco e non fallisce

Il successo di Corigliano regala a Zeman i gol della prima linea e qualche consapevolezza in più in vista di un trittico di gare importanti
11.11.2019 14:05 di Gregorio Parisi Twitter:    Vedi letture
Il Messina da mors tua vita mea ritrova l'attacco e non fallisce

Era importante per il Messina cambiare subito passo dopo il ko subito contro il Football Club; l'avversario di giornata non era dei più temibili, un Corigliano in crisi nera, ma i tre punti, sebbene pronosticabili, non erano scontati né lo era la prestazione dei biancoscudati. Prestazione che c'è stata, come confermato anche nel post partita da Karel Zeman, la cui prima è bagnata da un poker che rappresenta una primizia in stagione per un Messina che ha sofferto finora di un pesante mal di gol: prima di Corigliano, sul campo erano state segnate solo sette reti in dieci gare. È proprio sulla mentalità offensiva che ha lavorato il tecnico nei suoi primi giorni in riva allo Stretto, trovando i gol degli attaccanti: quattro segnate da tre sui cinque che si sono alternati nel tridente.

Buone indicazioni anche dal punto di vista della personalità perché la vittoria arriva su rimonta dopo l'1-0 di Talamo, su cui non può nulla un Avella comunque sempre positivo: il Corigliano si affida principalmente a Catalano, le poche volte che i calabresi trovano la porta però il portiere ex Matelica risponde sempre presente. Non ancora perfetta l'intesa in mezzo tra Ungaro e Giordano, a cui proprio Talamo sfugge un paio di volte, mentre meglio dietro che in fase offensiva De Meio, ancora troppo timido. Passo avanti invece per Fragapane, specie nella prima frazione spesso in proiezione offensiva: dal suo piede parte l'assist per il pari di Crucitti, ma in generale il terzino ex Città di Messina sembra uno dei più rivitalizzati dal cambio tecnico.

Centrocampo a tinte chiaroscure: Sampietro dialoga meglio con i compagni ma ancora non sembra in grado di dare il cambio di passo necessario, benino invece Ott Vale che lo sostituisce nella ripresa, forse anche aiutato da un Corigliano meno motivato. Chi sembra tornato a buoni livelli è Cristiani, uno di quelli da cui il Messina deve iniziare a dipendere maggiormente: la sua costanza negli inserimenti e la sua qualità di palleggio devono essere tra i simboli della risalita biancoscudata. Non sfigura Buono, ripescato da Zeman e preferito a Saverino come titolare: il classe '99 alterna come sempre alti e bassi, fa tanto lavoro sporco ma mostra qualche passo avanti rispetto alla brutta prova di Licata, ultima partita che aveva disputato prima di ieri.

Come detto, finalmente promosso l'attacco: Crucitti si carica la squadra sulle spalle e segna da leader, con due tagli sul primo palo dopo due traversoni da sinistra. Il gol di testa giunge quasi inaspettato e sposta l'inerzia del match, quello con il mancino su assistenza di Cristiani è preziosissimo perché arriva allo scoccare del 45', abbattendo tante energie mentali degli avversari. È un Messina che, come scrivevamo qualche settimana fa, deve iniziare a fare tesoro degli episodi positivi che arrivano durante il singolo match (e, più in generale, durante la stagione), e così si spiega anche il gol di Orlando, bravo a trovarsi al posto giusto al momento giusto, scegliendo poi, da vero attaccante, di concludere in prima persona un quattro contro uno al limite dell'area. Dal punto di vista del gol ancora rimandato Coralli, nuovamente nelle rotazioni e posto al centro dell'attacco per fare sponde e provare a concludere: missione riuscita a metà, che Esposito completa con una rabbia ancora solo intravista invece nel Cobra. Per quanto riguarda il centravanti campano, l'azione dell'1-4 può anch'essa diventare un simbolo: la caparbietà con cui recupera la sfera e la rabbia con cui la scaraventa in rete, dopo aver scheggiato qualche minuto prima la traversa con un lob morbido, può contare meno ai fini del risultato, ma vale molto a livello di mentalità per un gol cercato e assolutamente meritato.

Non è questa la partita che può definire grande il Messina, lo si sapeva prima del fischio d'inizio e lo confermiamo adesso dopo un 1-4 giusto. Non è il Corigliano, non questo Corigliano perlomeno, a poter dare o meno i gradi di ottima squadra a Crucitti e compagni, che scendevano in campo però con la consapevolezza che fosse una gara da mors tua vita mea, con i calabresi in crisi nera e che dovevano necessariamente essere sconfitti. Abbiamo vissuto anche in questa stagione gare nate sotto questa stella, basti pensare a San Tommaso, ma averla portata a casa con un buon margine e, specialmente, avendo trovato finalmente anche i gol dell'attacco può rappresentare una piccola svolta. Come detto a fine gara da Esposito adesso serve una striscia di risultati importanti, e il calendario recita Biancavilla in casa, trasferta a Palermo e poi Nola nuovamente al San Filippo: fare punti pesanti in questo trittico che precede l'apertura del mercato potrebbe aprire scenari che, nella pazza settimana appena trascorsa in riva allo Stretto, sembravano molto distanti.