Il nuovo Messina suda a Chianciano, lavora in città e costruisce il futuro

Una struttura organizzativa appena nata che inizia a mettersi in moto, lavorando come una squadra, non solo sul rettangolo verde
29.07.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Il nuovo Messina suda a Chianciano, lavora in città e costruisce il futuro

Tempo di ritiro precampionato anche per il Messina, che ha raggiunto sabato sera Chianciano, iniziando praticamente il  mese che condurrà all’inizio del torneo di serie D girone I 2019-2020, quello che dovrà portare a risultati importanti alla definitiva riconciliazione con una piazza delusa da undici anni di umiliazioni o, nella migliore delle ipotesi, di illusioni.

I primi segnali incoraggianti vengono dalla costruzione di un organigramma folto in cui sono state individuate figure fondamentali per realizzare determinati risultati, sia sul campo che fuori. Allo staff trasmigrato dal Camaro, infatti, si sono aggiunti tasselli  in tutte le aree funzionali di una società sportiva, da quella medica al marketing, alla comunicazione, al complesso delle funzioni indispensabili per la gestione dell’impianto in cui si svolgeranno le partite casalinghe, quel “S.Filippo” che sarà consegnato al Comune e, quindi, all’Acr, nei prossimi giorni, a cavallo tra luglio ed agosto. La dirigenza giallorossa ha preso l'impegno di affiancare la società organizzatrice della stagione di concerti estivi cui spetta il compito di rimettere in sesto il tappeto verde del maggiore impianto cittadino, in modo che tutto sia in perfette condizioni all'avvio del campionato di serie D, e questo sarà un primo banco di prova impegnativo da superare, per dare un importante segno di discontinuità con il recente passato, caratterizzato sistematicamente da enormi problemi nella tenuta del terreno di gioco.

Cresce, intanto, la rosa di calciatori a disposizione di mister Cazzarò, e, molto probabilmente, tra non molto, arriveranno almeno un altro difensore ed un attaccante, entrambi over, per rinforzare la struttura di una squadra intenzionata a svolgere il ruolo di protagonista nel prossimo campionato.  Top secret i nomi di questi due elementi, anche perché Antonio Obbedio, fino all’ultimo secondo, può sempre cambiare obiettivo, vista la meticolosità e l’attenzione con cui si sta dedicando al ruolo di architetto del Messina deputato a far ripartire quella macchina infernale di passione per la maglia biancoscudata che lui, da calciatore, ha conosciuto in uno dei momenti di maggiore splendore della ultracentenaria storia del calcio nella nostra città. Un piccolissimo anticipo delle potenzialità che questa piazza può esprimere lo abbiamo visto giovedì scorso, al primo allenamento stagionale, svoltosi al “Marullo” con centinaia di tifosi sugli spalti ad incitare la squadra ed invitare tutti al massimo impegno in vista della prossima stagione.

Una atmosfera calda, ma senza pressioni eccessive, con i gruppi organizzati della tifoseria biancoscudata reduci da troppe delusioni per poter essere senza zavorre mentali, ma comunque in attesa, dopo tantissimo tempo, di vedere all’opera la squadra nelle prime uscite ufficiali con quella curiosità attenta che si riservava alle annate importanti. Solo il tempo potrà dire dove arriverà questo Messina, ma i segnali sembrano incoraggianti, piccole cose che, però, hanno la propria importanza per creare l’ambiente giusto. Nei tre giorni che hanno visto il nuovo gruppo vivere in città, i calciatori sono stati seguiti minuto per minuto, vestiti tutti con la divisa da riposo e, nelle prime immagini giunte dal ritiro toscano, ogni componente della rosa indossa il completo corrispondente al numero assegnato, così come accade nei team professionistici. Particolare che può apparire insignificante, ma non lo è perché accompagnato da tante altre attenzioni mirate a costruire lo spirito e la credibilità del gruppo, ingredienti fondamentali per dare concretezza alle ambizioni di risultati importanti.

La presenza di uno staff tecnico completo, con compiti assegnati in modo netto e chiaro, ad esempio, consente di togliere qualsiasi alibi ed ogni calciatore, allenatore, preparatore coinvolto nel progetto, può concentrarsi esclusivamente sul lavoro.  A quel punto, si vedrà il valore effettivo di ciascuno e la proprietà potrà verificare la bontà delle decisioni prese al momento in cui si sono scelti gli uomini e concordate le strategie di lavoro. Unico giudice, ovviamente, sarà il risultato, con la speranza che la pressione non incida sul mantenimento della struttura costruita fino ad oggi e sulla condivisione degli obiettivi, e augurandosi che le vittorie arrivino subito numerose dando carburante per superare i momenti difficili che, sicuramente, verranno e non dovranno causare troppe ripercussioni.

Ma non bisogna spingersi troppo avanti nel futuro prossimo, mentre conviene, sicuramente, procedere passo dopo passo, misurando le aspettative al concretizzarsi degli eventi, in attesa di quel mese di settembre in cui i sogni, i progetti e le migliori intenzioni dovranno passare al vaglio del confronto con gli avversari, con 34 battaglie da condurre sempre al massimo, vivendo ogni istante, finalmente, da protagonisti. Dopo tanto tempo, forse, anche se non sembra vero, non si vede l’ora di iniziare. Ed è già un primo, piccolo passo.