Il progetto Football Club marcato Arena, dal passato al presente

Arena garantisce la qualità degli ultimi acquisti, provenienti dai campionati che lui ben conosce, per affrontare la sua nuova stagione nel calcio italiano
15.07.2019 12:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Il progetto Football Club marcato Arena, dal passato al presente

Mancano ormai pochi giorni ed il neo-battezzato Football Club inizierà il ritiro precampionato in Sila, con un gruppo ancora da formare, rimpolpato, negli ultimi giorni, dagli arrivi di tre stranieri, tutti, più o meno, con il marchio di garanzia "Rocco Arena", visto che il presidente conosce personalmente questi elementi per averli visti giocare in Spagna, nel Torneo Preferente, la categoria dilettantistica corrispondente al quinto livello del calcio iberico. D'altra parte, Arena ha una lunga esperienza acquisita all'interno di società calcistiche soprattutto della Comunidad Valenciana, suddivisa in 4 gironi, a partire dalla fine del 2014, quando venne eletto alla guida dell’Elda Industrial Club de Fútbol, carica abbandonata dopo pochi mesi per qualche divergenza gestionale con la compagine dei soci, per poi approdare al  Club del Futbol Indipendiente Alicante, esattamente il 29 maggio 2016. Quella domenica, infatti, i quasi 200 soci del CFI Alicante, una delle società nate dopo la scomparsa, nel 2014, dopo 96 anni di storia, del CF Alicante, si riunirono per le elezioni del Presidente, e l'imprenditore nato a Rho il 16 agosto del 1972, già inserito nella gestione ed anche sponsor del club alicantino, spalleggiato da un altro appassionato locale, Antonio Alcaraz, riuscì a battere, con 98 voti a favore, l'altro candidato Jaime Bagur, fermatosi a 85 preferenze.

Il programma del ticket Arena-Alcaraz era abbastanza essenziale: promozione in Tercera Division (categoria dilettantistica, composta da 18 gironi regionali); realizzazione del manto erboso naturale per l'impianto comunale da circa 4000 posti, sito nella cittadella sportiva di Villafranqueza; un accordo di collaborazione con il Milan per formare tecnici e giocatori sui metodi calcistici di base applicati dai rossoneri; il coinvolgimento degli istituti scolastici cittadini; mantenere l'equilibrio di bilancio e la struttura organizzativa allora esistente nel club. Arena, inoltre, si impegnò, davanti ad un notaio, a conferire fondi per 200.000 euro finalizzati a coprire eventuali deficit di bilancio che sarebbero potuti emergere durante i 4 anni del mandato concesso dallo statuto del CFI Alicante al proprio presidente. Mandato che scadrà, quindi, a maggio 2020, e, sicuramente, anche questo aspetto sarà stato valutato dal rappresentante legale del Football Club  al momento in cui ha deciso di imbarcarsi nell'avventura in un squadra di serie D italiana, che comporta investimenti in risorse finanziarie ed umane piuttosto significative al confronto con un torneo regionale dilettantistico spagnolo.

Arena sta, quindi, costruendo il Football Club utilizzando questo bagaglio di conoscenze e di competenze. Lo si nota anche esaminando le note sui nuovi arrivi, reperibili facendo una ricerca un po' più approfondita sul web. Abdul Razak Rahim, attaccante classe 1999, 13 gol con la maglia celeste del CFI Alicante nell’ultima stagione, è stato il primo, seguito dall'annuncio, fatto ieri, dell'accordo raggiunto con altri due elementi, Samuel Adolfo Perez Mateo, 25 anni, mezzala, dominicano con passaporto spagnolo ed esperienze nei gironi di Preferente con Ciempuzelos (gruppo 2 regione di Madrid) e Torreveija (gruppo 4 regione valenciana), prima di tornare nella lega professionistica del suo paese, al Delfines del Este e rispondere alla chiamata di Arena, così come Carlos Eduardo Ventura Soriano, attaccante 22enne, nella stagione 2018-2019 passato dalla squadra B dell’Hercules di Alicante in Preferente Valenciana, che ha strappato al CFI Alicante il posto nei playoff promozione, al CD Montesinos, una categoria più giù. Ventura, nativo di Santo Domingo, era stato il nome preannunciato da Arena durante il sopralluogo di qualche giorno fa al “Celeste”, quando diede alcune indicazioni su quale sarà la strategia di mercato del Football club, una volta fatta la scrematura dei calciatori che saranno valutati prima dell'inizio del torneo.

Parallelamente agli sforzi per dare a mister Costantino una rosa competitiva, si inizia a costruire la struttura organizzativa e si attendono i primi segnali concreti per rendere lo stadio "Celeste" in grado di essere di nuovo fruibile dai tifosi. Probabilmente, si partirà dalla semina del prato, approfittando della possibilità concessa dal Comune di Messina di ottenere la consegna delle chiavi, nelle more del perfezionamento e della formalizzazione della concessione annuale dell’impianto di via Oreto. Resta da vedere se il sogno espresso dal membro del Cda del Football Club ing. Mento e dal presidente Arena potrà diventare realtà e, quindi, davvero si riusciranno ad eseguire tutti i lavori indispensabili per rendere fruibile anche al pubblico il “Celeste”, ottemperando a quanto necessario per ottenere l’agibilità sia dalla LND che, soprattutto, dalla Commissione Provinciale di Vigilanza, con l’obiettivo di riaprire la Tribuna Coperta e la Valeria, consentendo così anche l’afflusso delle tifoserie ospiti. Un obiettivo ambizioso, soprattutto alla luce dei numerosi tentativi progettati dal 2004 ad oggi, mai giunti ad un esito positivo, eccezion fatta per le stagioni in cui proprio la società acquisita da Arena, il Città di Messina allora del compianto patron Giampiero De Leo, investì centinaia di migliaia di euro per fare rivivere il manto erboso e dare una agibilità parziale ad uno degli stadi più gloriosi e particolari d’Italia. Già conoscere almeno una valutazione certa delle spese occorrenti per rendere agibile al pubblico il “Celeste” sarebbe un passo importante per comprendere se potrà esserci la reale prospettiva di rivedere la gente sui gradoni di quell’impianto che, per tutti i tifosi messinesi è un vero e proprio luogo mitico, e meriterebbe più rispetto, da parte di tutti. L’augurio è che i tempi delle gestioni degli stadi precarie o poco garantite siano superati e le buone intenzioni manifestate in occasione degli incontri con il Comune diventino atti pratici, concreti e, soprattutto, verificati.