In campo i mercoledì per terminare la stagione? Morgana, ci ripensi

La lettura della situazione attuale da parte della nostra redazione, alla luce dell'emergenza e delle parole del vice presidente della Lnd
16.03.2020 08:59 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
In campo i mercoledì per terminare la stagione? Morgana, ci ripensi

Un paese senza calcio da poco più di una settimana, che ha problemi decisamente più importanti da affrontare. Lo scenario in cui il vice presidente della Lega Nazionale Dilettanti Sandro Morgana si è introdotto non è dei migliori, specie con una frase nell'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport pochi giorni fa: "Si valuteranno tutte le soluzioni possibili per mettere in salvo la stagione".

LA PRIMA A DECIDERE - Tra le mille indecisioni dei professionisti, la Lnd è stata la prima ad avere il coraggio, e la saggezza, di fermare tutto: dopo aver disputato i campionati nella giornata divisa tra fine febbraio e inizio marzo, mercoledì 5 la prima sospensione inizialmente per il weekend, prorogata poi fino (almeno) al 3 aprile dopo le prime decisioni del Governo. Una decisione corretta, viste le strutture non all'avanguardia di gran parte delle squadre militanti nelle categorie dilettantistiche, e anche alla luce dell'indecisione mostrata "ai piani alti" del calcio, con la censurabile scena da teatro dell'assurdo poco prima del calcio d'inizio di Parma-Spal in Serie A. Giocare quella giornata tra A, B e C non ha sicuramente favorito la prevenzione, sospendere dalla D in giù è stato un segnale importante; anche per questo senso di responsabilià dimostrato in tempi non sospetti, le parole di Morgana speriamo siano solo figlie di una situazione attuale e pronte a un cambiamento.

IL FUTURO PROSSIMO - È difficile, se non impossibile, chiedere a calciatori non professionisti (e spesso anche lavoratori) di scendere in campo due volte alla settimana, come pensato dal vice presidente della Lnd. Mercoledì e domenica possono essere sostenibili per alcune società di Serie D, veramente poche, e non semplicemente; dall'Eccellenza in giù, per non parlare dei campionati giovanili, si parla di vera e propria chimera, sia per la tipologia di tornei che per i costi. Già ad esempio la rinuncia alle coppe infrasettimanali, a inizio stagione in alcuni casi, serve a comprendere meglio il contesto. Il compito delle istituzioni, lo comprendiamo e lo rispettiamo, è guardare avanti, trovare le soluzioni con una certa lungimiranza; sarebbe stato bello se, in altri contesti, la Lega Serie A e la UEFA, per fare due esempi pesanti, avessero fermato tutto con lo stesso coraggio della Lnd, ma non è successo e i casi, purtroppo, aumentano a vista d'occhio e difficilmente diminuiranno a breve. Ma ci consenta, Morgana: pensare di dover necessariamente finire i tornei ignorando anche i problemi accessori quali contratti, affitti eccetera, non mostra la stessa saggezza. Si possono esplorare altri territori, proporre altre idee che non costringano a fare salti mortali, anche inutili, a società che come lei stesso ammette spesso si basano sull'autosostentamento. Altrimenti la Lega si ritroverà con una situazione peggiore l'anno prossimo, con società al collasso che già a ottobre o novembre dovranno tirare i remi in barca per tentare di sopravvivere. Gli addetti ai lavori e i tifosi la capiranno, ma parlare ad oggi di tornare in campo, anche tra un mese, sarebbe irresponsabile.