In Serie D le nobili decadute volano. Il Messina, invece, è il solito flop

Non trova pace il calcio biancoscudato, solita pecora nera in un panorama che vede primeggiare Mantova, Como, Modena, Cesena, Avellino, Taranto e Bari
23.10.2018 19:52 di Antonio Billè Twitter:   articolo letto 999 volte
Confronto tra squadra e tifosi
Confronto tra squadra e tifosi

Sette campionati degli ultimi undici trascorsi nell’inferno della Serie D. Il tanto decantato blasone del calcio messinese si è smarrito dopo gli splendori vissuti a cavallo tra le fine degli anni ‘90 e l’inizio del 2000. Ci hanno provato decine di presidenti, alcuni pieni di buone intenzioni (come Sciotto che avrebbe tutte le carte in regola per fare bene se solo riuscisse a dare un’impronta coerente alla società) “ma anche imprenditori truffatori, mercenari e lacchè” per citare il Messina Anthem di Boris.

L’ultimo flop, perché di tale si può parlare anche se sono trascorse appena 6 giornate, riguarda questa stagione, la seconda della presidenza targata Pietro Sciotto. Soltanto 4 punti conquistati, terzultimo posto in classifica, peggior difesa e la consueta confusione gestionale che aveva già caratterizzato il passato torneo. Si è partiti con la volontà di confermare Giacomo Modica, si è andati a un passo dall’accordo col “nemicoCiccio Cozza e si è virati su Peppe Raffaele, ma ci si è lasciati ancora prima di innamorarsi definitivamente. Il resto è storia recente, l’accordo con Infantino, poi l’esonero e l’arrivo di Oberdan Biagioni, subito sconfitto all’esordio sul campo della Turris.

E quei numeri sono impietosi se confrontati con le altre nobili decadute finite in Serie D, ma che stanno dominando le rispettive classifiche. Al comando troviamo Mantova (Girone B, tallonato a un passo dal Como), Modena (Girone D), Avellino (Girone G) e Taranto (Girone H), oltre al Bari che guida il raggruppamento in cui si trova anche il Messina. L’unica eccezione è rappresentata dal Cesena (Girone F), ma la squadra romagnola è in piena corsa per la leadership e attualmente occupa il terzo posto, a -2 dalla capolista Matelica.

Un raffronto impietoso che fa del Messina la solita pecora nera della compagnia. Una città e una tifoseria ormai abituati alla Serie D e alle umiliazioni calcistiche più disparate. D’altronde, se per rilanciare il calcio a Bari si sono presentati ben 11 gruppi imprenditoriali e alla fine è stato scelto nientemeno che Aurelio De Laurentiis, mentre a Messina lo scorso anno si è palesato solo Pietro Sciotto, qualcosa vorrà pur dire…