La top ten di Acr Messina-Città di Messina

Tutti i voti di una stracittadina di basso profilo: le cose migliori si sono viste prima del match, quelle peggiori alla fine, in mezzo il nulla tra due squadre che lottano per non retrocedere
19.03.2019 14:01 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Foto Giovanni Isolino
Foto Giovanni Isolino

E anche per questa stagione, si spera e incrociando le dita, si può archiviare la sfida tra le due compagini cittadine. Già definirla stracittadina suona quanto mai fuori luogo, figurarsi definirlo “derby”. Quella andata in scena al “Franco Scoglio” più che una partita da lotta salvezza è sembrata un’amichevole estiva di precampionato per ritmi e situazione climatica. Ci si aspettava ben altro, ma lo spettacolo dentro e fuori dal campo ha rispecchiato benissimo la situazione calcistica della nostra “depressa” città. Proviamo allora ad abbassare un po’ i toni e stilare un top ten di questa domenica atipica messinese, partendo dalla vetta.

“Il ritorno dei bambini”: voto 10
Dopo mesi di anonimato, il “Franco Scoglio” torna a riempirsi di tanti bambini appartenenti alle scuole calcio. Lo spot più bello della domenica lo danno loro che, nel pre-partita, corrono e si divertono sul prato verde. Un vero raggio di sole al San Filippo.

“La curva Sud”: voto 9
In aperta contestazione con la famiglia Sciotto, il settore “caldo” della tifoseria messinese torna a ripopolarsi. Messa da parte ogni tipo di protesta, va in scena un toccante momento di vicinanza visto il grave lutto settimanale. Da lì in poi non manca di certo il sostegno alla squadra per oltre 90 minuti. 

“La splendida giornata di sole”: voto 8
C’erano tutti gli ingredienti per una giornata perfetta di calcio e sport in generale. Il voto va, purtroppo, solo allo splendido sole e al clima primaverile. Per il resto non si è visto né calcio né spettacolo.

“Messina ha voglia di calcio”: voto 7
Una frase che da oltre dieci anni è diventata un tormentone. Si, è vero che i messinesi hanno voglia di calcio e basta poco per riaccendere la passione. Tuttavia è altrettanto vero che anche lo “zoccolo duro” comincia a dare segni di cedimento. In molti sostengono che il calcio sia l’ultimo dei problemi di questa città, ma ponendo fine al calcio sparisce anche l’ultima vera passione messinese.

“Il prato del Franco Scoglio”: voto 6
Vi giuriamo che questa volta è vero. La palude non esiste più e ha fatto posto a un terreno di gioco finalmente accettabile. Di per sè questa è già una grande conquista di questi tempi.

“Lo spettacolo”: voto 5
Dovevamo trovare una via di mezzo tra la partita, il clima sugli spalti e il post partita. Ci fermiamo a 5, ringraziando, come detto, i bambini e il tifo della curva Sud.

“La partita”: voto 4
Meriterebbe sicuramente un voto minore ma, purtroppo, ci sono episodi che si sono segnalati negativamente ancor di più rispetto alla prova delle due squadre. Anzi per meglio dire la “non prova”.

“Biagioni e Viola”: voto 3
Da una parte urla, proteste e una espulsione. Dall’altra la rinuncia totale al gioco. Le due squadre in questo momento sono lo specchio perfetto dei propri tecnici.

“La gara di capitan Arcidiacono”: voto 2
Sul campo meriterebbe un 5,5. Prova, con scarsi risultati, le sue serpentine e ingaggia un duello dal primo minuto con Fofana sulla fascia. Tutt’altro discorso sul piano comportamentale perché sin dall’avvio cerca la provocazione con gli avversari, fino a macchiarsi di un brutto gesto dopo pochi giri di lancette. Sfugge all’arbitro e al guardalinee, non di certo alle telecamere che immortalano la gomitata a Fragapane. Poi cerca spazio dalle parti di Berra, ma l'argentino, come nell'ultima occasione del match, gli sbarra la strada.

“I presunti insulti razzisti a Fofana”: voto 1
Un gesto che ricorda quello di Zoro in Serie A. Fofana richiama l’arbitro e si ferma a terra. Dal rettangolo verde viene allontanato il direttore sportivo dell'Acr Messina, Torma. Il giocatore, a fine partita, lascerà il campo in lacrime. La verità la conoscono i diretti interessati.

“Post Partita”: voto 0
Il punto più basso del calcio messinese. Negli ultimi anni più volte ci siamo sentiti di dichiarare questo ma è pur vero che al peggio non c’è mai fine. Forse bisognerebbe fermarsi un attimo, guardarsi negli occhi e rendersi conto che la Città di Messina ha due squadre in Serie D che lottano per non retrocedere. Basterebbe questo dato di fatto per tenere la bocca chiusa e meditare sulla pochezza calcistica che la città esprime.