Le grandi manovre di Acr ed Fc Messina. Rivali nell'inferno della D

Settimana vivace vissuta dal calcio nostrano: ancora due squadre nella prossima quarta serie, all'interno di un tessuto economico e sociale difficile. In via di definizione i rispettivi organigramma
15.06.2019 16:46 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Fonte: Tcf tv
Antonio Obbedio
Antonio Obbedio

La settimana che sta per chiudersi ci regala uno scenario calcistico che difficilmente avremmo potuto dipingere appena dieci giorni fa, nel pieno della trattativa Sciotto-Lo Re per l’unità di intenti tra Ac Rilancio Messina e Città di Messina.

I contatti allacciati dal massimo dirigente giallorosso con Rocco Arena, in men che non si dica, hanno portato alla cessione del Città che presto diventerà Fc Messina, recuperando il vecchio logo dai Franza che, reduce dall’ultima Serie A, porta con sé i ricordi più belli, come quel settimo posto della prima stagione, ma anche due retrocessioni (una sanata da Calciopoli) e la discesa verso gli inferi della quale ancora oggi Messina paga le conseguenze.

Dall’altro lato Sciotto non ha mollato, ma ha addirittura rilanciato, sancendo l’accordo con il Camaro che, dopo l’ottimo lavoro svolto in Eccellenza, ha deciso di chiudere con la prima squadra e dare anche linfa al settore giovanile biancoscudato del tutto trascurato in quest’ultima stagione. Un binomio che ridarà vita alle Associazioni Calcio Riunite Messina.

Due squadre, entrambe con progetti apparentemente ambiziosi, con indosso due simboli storici per il pallone cittadino, ma di che di fatto sono oggettivamente vuoti e buoni solo per godere di un passato che non c’è più. Il futuro, invece, racconta di due società che si daranno battaglia in quarta serie, all’interno di un tessuto sociale ed economico alla canna del gas e che, negli anni, ha aiutato poco o nulla le varie proprietà che si sono alternate alla guida della prima squadra cittadina. Al di là della liceità dei progetti che portavano avanti.

Per quel che concerne la programmazione, appare al momento più avanti, anche per questioni temporali e fisiologiche, l’Fc Messina di Rocco Arena che ha già definito Consiglio d’Amministrazione, dirigenza e guida tecnica. La composizione dell’organico sarà affidata al direttore generale Marco Ferrante, al mister Massimo Costantino e al direttore sportivo Davide Morello. Palermitano, ex portiere anche di Torino e Trapani, ha già ricoperto la carica di osservatore in Sicilia per la società granata.

L’Acr Messina di Paolo Sciotto, invece, un direttore sportivo su cui contare ce l’avrebbe anche avuto, ma le strade con Fabrizio Ferrigno dovrebbero ormai separarsi. Il presidente biancoscudato, nell’intervista rilasciata alla nostra redazione ieri, sperava ancora di poter contare sull’esperto dirigente campano, ma un po’ le lusinghe del professionismo che arrivano da Catania e Rimini, un po’ la condivisione non totale del nascituro progetto, aprono le porte all’arrivo di un nuovo ds. In questo senso avanzano le candidature di Antonio Obbedio e Antonello Laneri, profili di spessore per la Serie D, ma che dovranno attendere sviluppi da Lucchese e Siracusa, le società con cui hanno lavorato nell’ultima stagione. Se la scelta dovesse cadere su uno dei due, questo piccolo grande nodo farebbe slittare l’operazione alla fine del mese di giugno. Obbedio a Messina ha lasciato un pezzo di cuore, vivendo da grande protagonista i primi anni della scalata proprio dell’aliottiano Fc Messina, mentre Laneri nella stagione 2017/18 è stato premiato come miglior direttore sportivo dell’intera Serie C.