Locri-Messina, un'occasione sprecata con qualche nota positiva

Primi segnali incoraggianti per i biancoscudati, anche la buona prestazione collettiva è vanificata dal rigore fallito da Gambino. Sufficienze per tutti, ottimo il lavoro dei centrocampisti
05.11.2018 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:   articolo letto 525 volte
Locri-Messina, un'occasione sprecata con qualche nota positiva

La classifica recita 5 punti in 7 gare disputate, uno scomodo penultimo posto, seppure in condominio con l’Igea Virtus, e la zona play off distante ben sette lunghezze, stabilito che il Bari è una squadra di alieni catapultata solo qualche mese nella massima serie dilettantistica. Senza considerare il turno non giocato la scorsa settimana contro il Castrovillari, resta comunque una sensazione di deja vu per il tifoso più accanito della biancoscudata, anche se, rispetto a dodici mesi or sono, la situazione, paradossalmente, è, giusto per una inezia, meno triste, visto che la prima Acr Messina creata dal patron Sciotto, dopo 7 turni, aveva tre punti in meno. Eppure, dalla prova del “Ninetto Muscolo”, stadio in cui, il 15 ottobre del 2017, ancora alla settima tappa del torneo, esordiva in panca, ma contro il Roccella, Giacomo Modica, questa volta è possibile trarre qualche nota positiva.

Finalmente, la rosa costruita a spizzichi e bocconi da almeno tre “manici” diversi (Raffaele, Polenta e Infantino) ha dato, per la prima volta, la sensazione di essere una squadra in campo, sia sul piano fisico che su quello mentale. Evidentemente, le due settimane di lavoro seguite all’impegno, sfortunato ma anche sciagurato, di Torre del Greco, hanno consentito a mister Oberdan Biagioni (voto 6,5) di iniziare a dare una identità non tanto tecnica, quanto comportamentale, al gruppo, partendo dalla linea difensiva, che ha provato l’emozione della propria rete inviolata per tutti i 90 minuti più il recupero, una assoluta novità stagionale. Merito, quindi, al portiere Ragone (6), poco impegnato al suo rientro in campo dopo la sbornia della prima uscita contro gli alieni del Bari, ma anche a Dascoli, Porcaro, Russo e Barbera, che incassano un bel 6,5 collettivo frutto dell’attenzione e della cura in fase di contenimento, mentre gli esterni dovranno migliorare molto l’attitudine ad accompagnare la manovra di attacco della squadra, esigenza imprescindibile per poter applicare al meglio il 4-3-3, pur senza sconfinare negli eccessi del credo zemaniano più ortodosso. Un pensiero va anche a Cossentino, costretto ad uscire dopo 5’ per infortunio, con l’auspicio che possa avere presto l’opportunità di dimostrare il proprio valore, dopo le sue prime uscite in maglia biancoscudata, alquanto appannate, per usare un eufemismo.

La buona prestazione collettiva deriva, però, dal lavoro dei tre centrocampisti, con Biondi (6,5) e Traditi (6,5) abili nel portare legna con continuità, dando la possibilità a Genevier (6,5) di prendersi spazio e tempi necessari per dettare la manovra, specialmente durante la seconda frazione di gioco. Incoraggiante anche la capacità di tenere i ritmi alti imposti dalla ottima condizione atletica del Locri, senza patire nemmeno le condizioni meteorologiche con la pioggia battente per tutta la durata del match. Purtroppo, difensori e centrocampisti non sono riusciti a ovviare alle carenze di freddezza e cinismo del tridente offensivo, con Petrilli che raggiunge la sufficienza abbastanza stentatamente, così come Gambino, autore di una prestazione positiva dal punto di vista della presenza in campo, pur se opposto ad avversari tosti come Strumbo e Coluccio, ma incredibilmente svagato al momento di tirare il penalty al 56’, per poi essere trattenuto vistosamente in occasione di un colpo di testa su corner al 78’ (nell'occasione, sciagurato l'errore di Porcaro che non ribadisce in rete con il portiere a terra. Arcidiacono (6), invece, rappresenta una costante spina nel fianco della difesa amaranto, pur sprecando, con una botta forte ma centrale, al 77’ la chance di coronare un doppio slalom travolgente, esaltando il portiere di casa Pellegrino. Gli altri due contributi dalla panchina (Bossa e Rabbeni) non cambiano l’inerzia della gara, altro elemento sul quale occorrerà lavorare in fretta per dare qualche opzione vincente in più al tecnico.

In definitiva, due punti persi rispetto a quanto prodotto sul terreno di gioco, anche se adesso occorre non perdere di vista l’obiettivo stagionale dei play-off, fondamentali per avere qualche speranza di tornare in C approfittando del nuovo corso in Figc. Il mese di novembre offre una serie intensa di 5 gare in 17 giorni, di cui quattro al “S. Filippo” (Gela, Città di Messina, Troina e Castrovillari) e una da disputare a Palmi, contro un’altra sorpresa del girone, prima del rush finale del girone di andata, in cui si potrà anche ricorrere al mercato di riparazione.

I primi segnali positivi colti nella prova di Roccella fanno sperare che mister Biagioni possa costruire, a suon di vittorie, quel nucleo sul quale basare una rimonta ancora possibile ed evitare gli spettri dell’ennesima, amara, rifondazione.