Marina di Ragusa-Messina: come imparare a fidarsi di sé stessi

Una grande prestazione di squadra, la paura di non vincere in superiorità numerica, la tenuta mentale nonostante la sofferenza: i giallorossi di Rando sono in crescita
30.09.2019 12:53 di Gregorio Parisi Twitter:    Vedi letture
Marina di Ragusa-Messina: come imparare a fidarsi di sé stessi

Il Messina sembra essere diventato grande: diciamo sembra, perché la squadra di Rando è ancora giocoforza in costruzione, ma la vittoria all'Aldo Campo sul Marina di Ragusa ha il retrogusto dolce di uno scatto mentale che, almeno in parte, è stato effettuato. Pensare che dieci giorni fa questa squadra chiudeva la classifica e ora, tra campo e Giudice Sportivo, chiude la griglia playoff, fa impressione, ma vedendo la vittoria di ieri tutto è più chiaro. La squadra ha potenzialità importanti, ma anche dei limiti da non sottovalutare—ma che si possono superare.

Sarà compito di Pasquale Rando (voto 6) mantenere le redini di una squadra confermata quasi in blocco, con l'inserimento ovvio di Saverino da titolare: il primo tempo del Messina rappresenta i migliori 45 minuti, fino al momento, della stagione giallorossa. Grinta, trame di gioco, un'idea precisa su cosa fare per arrivare in porta e tanta voglia: le seconde palle sono tutte biancoscudate, il gol legittima una superiorità evidente anche senza l'espulsione di Gioia. Ma la ripresa, appunto, servirà molto anche al tecnico messinese: la squadra si abbassa, comincia ad avere paura nonostante la superiorità numerica e i cambi (da questo punto di vista, voto 5) non aiutano. La nota però molto positiva riguarda la tenuta mentale: il Messina ha sì paura, ma regge, mentalmente decide di non cedere, in modo a volte disordinato ma respinge sempre gli attacchi locali. Quando non riesce, poi, ci pensa Avella (voto 7), che viene chiamato in causa poche volte ma nell'occasione in cui la palla arriva dalle sue parti ci tiene a ricordare a tutti perché lo scorso anno è stato il portiere più forte della D: Iannizzotto non lo inviterà al suo matrimonio dopo quella parata nella ripresa. Il portierino se la cava bene grazie anche alla guardia dei due centrali Bruno e Ungaro (6), che hanno il merito di sbagliare poco in una partita a tratti molto nervosa. Qualche sbavatura in più, invece, per Fragapane (5.5), che spinge meno del solito ma che si fa uccellare da Iannizzotto nel finale di prima frazione. Non è al top De Meio (voto 5.5), troppo timido in alcuni momenti e preso dalla frenesia nel finale.

A centrocampo il gol corona una bella prestazione di Ott Vale (voto 6.5) che gioca una infinita quantità di palloni mettendo già i brividi a Di Carlo con un siluro dopo pochi minuti, ma finché resiste fisicamente è fondamentale per il gioco pelpritano. Sufficiente Saverino (6), sfacciato quanto basta nel non temere alcun avversario nei contrasti, forse anche aiutato dall'esempio di Cristiani (7), migliore in campo per quantità e intelligenza tattica: il centrocampista piacentino corre come un matto, nel periodo migliore del Messina è un motorino senza sosta, poi un po' cala ma nel finale la sua esperienza aiuta parecchio i compagni.

Miglior prestazione in giallorosso per Orlando (6.5), che deve "solo" realizzare che in certi momenti si gioca comunque in undici nonostante l'attrazione fatale con il pallone: qualche pregevole spunto personale, a volte fumoso, ma mezzo punto in più di incoraggiamento perché nel tridente sta facendo intravedere ottime potenzialità; non ha bisogno di dimostrare nulla Crucitti (6.5), che serve l'assist vittoria e mette i brividi a Di Carlo con una giocata d'alta scuola. Quando si accende è sempre pericoloso, l'unico lampo biancoscudato della ripresa nasce infatti da una sua invenzione per Orlando. Gara complicata per Coralli (5.5), che fa a sportellate, prende botte e guadagna un rigore che aveva visto chiunque, arbitro compreso. Piccolo passo indietro rispetto a Messina-Castrovillari, lascia il posto a Sampietro (6), che al debutto gioca semplice e lo fa bene, facendo respirare quando possibile i compagni. Quando entrerà in forma sarà un'arma in più preziosissima per il Messina di Rando. Difficile giudicare la prestazione di Siclari (6), schierato nel momento di maggiore affanno per i peloritani, ma ha il grande merito di tenere su i compagni nell'infinito recupero; senza voto, infine, Strumbo, Buono e Capilli: troppo poco tempo per incidere concretamente sul match, ma anche loro hanno sofferto con i compagni in una gara dalle due facce che forse ci ha fatto capire davvero qualcosa su cosa possa essere il Messina di quest'anno.