Matelica: dopo tre promozioni consecutive i marchigiani provano l'alloro nazionale

L'approfondimento sulla sfidante del Messina nella finale di Coppa Italia del prossimo 18 maggio
01.05.2019 11:00 di Marco Boncoddo Twitter:    Vedi letture
Matelica: dopo tre promozioni consecutive i marchigiani provano l'alloro nazionale

Com’è ormai noto, in quel di Latina (forse), il 18 maggio sarà disputata la finale di “Coppa Italia serie D” tra Acr Messina e Matelica. La sfida, che opporrà i peloritani all’attuale seconda forza del girone F, potrebbe fungere da consolazione per i tifosi biancoscudati, impantanati da più di un decennio in una sorta di palude Stigia ben lungi dall’essere bonificata. La stagione attuale, come se non bastasse, è stata ampiamente peggiore di quella passata, nella quale il Messina di Giacomo Modica aveva quantomeno infiammato i tifosi, con una rimonta culminata al sesto posto.

Nonostante l’amarezza e la delusione, non è ancora tempo di bilanci, dei quali ci occuperemo successivamente alla partita con il Rotonda. In questo approfondimento, che chiude la “triade” di Coppa Italia, vogliamo invece rispondere alla domanda che, legittimamente, in molti si stanno facendo: ma che squadra è il Matelica? Non ce ne vogliano i tifosi marchigiani ma, lo scarso lignaggio biancorosso, ha ammantato di mistero il nome della sfidante giallorossa verso la conquista del trofeo.

Il Matelica è la compagine principale del comune omonimo, sito in provincia di Macerata, in prossimità del confine con l’Umbria. I diecimila abitanti della cittadina, fondata dal popolo dei piceni, hanno assistito a un’imprevista ma programmata scalata della propria squadra, balzata, in soli tre anni, dalla Prima categoria al secondo posto in quarta serie. Artefice principale dell’impresa è il presidente Mauro Canil che, secondo i rumors, starebbe pensando di rilevare il titolo della Maceratese per ambire al professionismo con una piazza più grande alle spalle.

In ogni caso, il “miracolo Matelica” nasce nel 2010, quando i biancorossi dominarono il campionato di Prima categoria e riabbracciarono il torneo di Promozione. Da quel momento, i marchigiani “preferirono” non fermarsi, vincendo altri due campionati consecutivi e approdando in serie D, per la prima volta nella loro storia. Dagli anni ’20, infatti, i biancorossi erano riusciti a guadagnarsi un anno di Eccellenza, senza riuscire a conquistare la prima serie dilettantistica nazionale.

Nell’attuale campionato, inoltre, gli uomini di mister Tiozzo hanno provato ad arginare lo strapotere del Cesena, rendendo difficoltosa la rinascita della squadra bianconera. A 90’ dal termine, infatti, il Matelica si trova a -3 dai cesenati che, verosimilmente, conquisteranno il punto che serve a Giulianova, nell’ultima giornata di campionato. Dal canto loro, i biancorossi proveranno ad avvelenare la festa cesenate, sfidando in casa l’Isernia. L’impianto di casa, il Giovanni Paolo II, nonostante i suoi 1200 posti, rappresenta un autentico fortino: il Matelica, in questa stagione, ha perso solamente in due occasioni, vincendo 14 partite e pareggiando le restanti due.

La forza della squadra, allenata dal giovanissimo Luca Tiozzo, risiede nel collettivo, giovane e ben amalgamato. La testimonianza principale salta all’occhio guardando la classifica marcatori del girone F: nessun calciatore del Matelica, infatti, ha superato la doppia cifra ma ben quattro hanno siglato 8 reti, mentre in tre sono riusciti a superare quota cinque. Una squadra dinamica e coesa, capace di mandare in rete qualsiasi membro dell’undici schierato. In Coppa Italia, il calcio del Matelica ha mandato in crisi, nell’ordine: Castelfidardo, Savignanese, Sammaurese, Ambrosiana e Mantova.

Il match, naturalmente, appare proibitivo per gli uomini di Infantino, capaci di smarrire la bussola anche in casa contro la Sancataldese. Ma si sa, le finali uniche hanno abituato i tifosi a sovvertire i pronostici e chissà, magari, per una volta, il nume del calcio potrebbe ricordarsi anche degli innamorati della biancoscudata.