Messina-Biancavilla, la pazienza di Karel rinfranca il gruppo

Una vittoria corroborata dalla prestazione, almeno per un'ora, poi la sofferenza per portare a casa il risultato. E adesso, spazio al derby del "Barbera"
18.11.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Il morso del Cobra Coralli
Il morso del Cobra Coralli

Quasi un’ora giocata a ritmi elevati, creando diverse occasioni da gol, senza rischiare praticamente nulla, mettendo in dote due gol di vantaggio, ed i restanti 30 minuti più recupero a soffrire in difesa, ma arrivando almeno tre volte ad un passo dal tris. Questa l’estrema sintesi della gara vinta dal Messina al cospetto di un Biancavilla, fino a questo turno tra le sorprese del torneo, che, però, ha dovuto arrendersi, pur senza sfigurare. Colpisce la serenità e l’equilibrio di Karel Zeman (voto 7), perché prepara la gara in settimana dosando il lavoro fisico e senza caricare troppo il gruppo dal punto di vista dei concetti tattici, dando, quindi, fiducia a calciatori che, dopo la scoppola subita dal Football Club due settimane fa, sembravano essere destinati all’oblio e, invece, riescono a bissare la prova di Corigliano portandosi a 20 punti, a una sola lunghezza da un treno di pretendenti al ruolo di damigella del Palermo, un po’ meno extraterrestre dopo il pareggio a reti bianche sul campo del fanalino di coda Palmese. Infatti, si passa da quota 23 occupata dal Savoia, al Giugliano, solo un gradino più giù, al quartetto composto da Acireale, Biancavilla, Troina e Licata e, infine, si arriva all’ottavo posto dei biancoscudati, attesi, adesso, al derby contro i rosanero nella tana del “Barbera”, un altro crocevia per capire quale sarà il destino di questo campionato.

Tornando alla sfida contro gli uomini di Mascara, colpisce l’atteggiamento battagliero e la tendenza a difendersi aggredendo l’avversario in possesso di palla, che consente di sfruttare gli errori altrui, vincendo diversi duelli in mezzo al campo. Sugli scudi, ancora una volta, Avella (7), sollecitato per la prima volta al 60’ quando chiude lo specchio a Rabbeni, ma protagonista di interventi sempre sicuri a sventare i tentativi di rimonta gialloblù. La maggiore confidenza della squadra conferisce sicurezza anche alla linea difensiva, in cui De Meio (6) è più preoccupato della fase difensiva, la coppia difensiva Bruno-Ungaro (6,5 ad entrambi) si applica ferocemente all’annullamento della punta centrale e Fragapane (6), finalmente esce dal guscio, si fa vedere in avanti spesso, finendo anzitempo negli spogliatoi per una decisione opinabile dell’arbitro che punisce col giallo un fallo di mano non contrastante una azione pericolosa.

Note confortanti vengono dal centrocampo, finalmente in grado di sostenere ritmi alti e di questo si giova, chiaramente, la prestazione del collettivo. Buono (6,5) finalmente dimostra le doti di cui si parlava nel periodo del calciomercato estivo, mettendoci fisico e tecnica, Sampietro (6) sembra timidamente uscire dal letargo ed incide fin quando le forze lo sostengono, lasciando il posto, a metà ripresa, a Saverino (6) che spreca nel finale un assist geniale di Crucitti. Infine, Cristiani (6,5) stringe i denti e porta a casa una prestazione tutta sostanza, macinando chilometri sia in fase di contenimento che di costruzione.

L’attacco, con un Crucitti (6) meno appariscente del solito che però mette il piedino nelle azioni decisive, sembra rinascere a nuova vita e Orlando e Coralli, autori dei gol che decidono il match, colgono i frutti del lavoro dei compagni. Il primo merita un 6,5 ed è una spina nel fianco destro dello schieramento etneo, mette sempre in ambasce il povero Asero chiudendo con freddezza una giocata partita dall’estro di Crucitti e dai movimenti della squadra. Coralli, invece, prende 7 per la dedizione e l’impegno dimostrati nei 65’ concessigli da Zeman, coronati da un gol segnato con la rabbia e la fame del vero bomber. Impatto positivo anche per Esposito (6) che lo sostituisce in una staffetta con buona probabilità di diventare usuale nel resto del campionato. L’ex attaccante del Nola preferisce vestire i panni dell’uomo assist nei confronti di Siclari che, nell’arco dei 10 minuti in cui resta sul rettangolo verde, riesce a divorarsi due gol in modo così maldestro da costringerci a risparmiargli qualunque tipo di valutazione.

L’ansia da prestazione può fare brutti scherzi, ed un attaccante dell’esperienza di Siclari avrà modo di riscattarsi, magari a partire da domenica prossima, quando al “Barbera” andrà in scena un derby di Sicilia dal tono dimesso rispetto alle ultime sfide in serie A, ma sarà pur sempre una occasione per respirare aria di grande calcio, con la speranza che non sia solo un episodio.