Messina-Castrovillari, la svolta arriva dalla panchina

Una vittoria frutto del carattere, con una dose di fortuna e giunta in rimonta grazie anche alle doti tecniche di alcuni elementi, fin qui sotto tono
23.09.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina-Castrovillari, la svolta arriva dalla panchina

Era il crocevia più importante in questa fase della stagione, la partita che poteva consentire di ammortizzare la partenza ad handicap, anche se mercoledì prossimo potrebbero arrivare tre punti dal Giudice Sportivo essenziali per rendere la classifica del Messina meno preoccupante. L’addio di mister Cazzarò,  giunto ad inizio settimana, l’ammissione di responsabilità da parte del nuovo allenatore Pasquale Rando, fino a martedì scorso direttore tecnico, il lavoro soprattutto psicologico fatto da tutto lo staff dirigenziale su calciatori giunti a Messina con obiettivi completamente diversi, ha prodotto una prestazione coronata dal successo, ma ancora lontana dal dare certezze ai tifosi biancoscudati, presenti in circa mille unità al “S.Filippo", malgrado tutto. La chiave di volta del match sta tutta in quei dieci minuti iniziali della ripresa, durante i quali il Castrovillari prende il sopravvento e i biancoscudati sembrano essere rimasti negli spogliatoi a meditare sull’ennesimo episodio sciagurato che aveva caratterizzato la fine dei primi 45’, il calcio di rigore regalato da una disattenzione ingenua.

Il palo colto da Gagliardi ad Avella ampiamente battuto dà il segnale che questa non è una partita come tutte le altre, in cui la fortuna si era presa gioco del Messina, ma la scossa arriva dalla panchina. Mister Rando (voto 6,5), a dispetto dei sei anni in cui è rimasto lontano dai terreni di gioco, dimostra lucidità ed un pizzico di follia, oltre a tanta personalità, quando decide di sostituire uno spento Buono (5) con Capilli (6,5), quasi a voler dimostrare con i fatti che l’atteggiamento molle o remissivo di chi era stato scelto come titolare non può essere tollerato nell’Acr che vuole risalire la china. Il giovane classe 2002, ex capitano dell’under 17 regionale del Camaro, entra in campo senza nessun timore reverenziale, affronta con grinta avversari più forti fisicamente e di maggiore esperienza, non è sempre preciso nei passaggi, ma dà fastidio a chiunque passi dalle sue parti nella zona centrale del campo vestendo una maglia rossonera, facendo comprendere ai propri compagni di reparto che non è impossibile contendere e recuperare palla agli avversari. Entra nell’azione del secondo gol innescando Coralli e, negli ultimi minuti, non si risparmia nel lavoro di copertura degli spazi, con il Castrovillari proteso alla ricerca almeno del gol che potesse accorciare le distanze. Dato il giusto risalto alla prova del giovane centrocampista, resta la valutazione complessiva della squadra, apparsa ancora alla ricerca di equilibri tattici e condizione atletica brillante.

Bene Avella (6) battuto solo su rigore ma reattivo e preciso sia nelle uscite che negli interventi tra i pali, con solo qualche rilievo nei casi in cui deve disimpegnarsi con i piedi. La linea difensiva soffre di amnesie dei singoli, così come nelle altre partite stagionali, con la palma del peggiore appannaggio di Bruno (5), De Meio (5,5) solo un pelo sopra l’ex Cavese, Ungaro (6) con una risicata sufficienza, così come Fragapane, meglio in fase offensiva piuttosto che quando deve provare a chiudere sulle sfuriate avversarie e Strumbo, che prende il posto dell’ex Cdm al 62’ mettendoci fisico e tanta buona volontà in un ruolo non proprio a lui congeniale.

L’altra mossa che consente al Messina di rimettersi in carreggiata è quella di inventare Saverino  come esterno difensivo, anche se in realtà l’ex gioiellino del S. Agata diventa il grimaldello offensivo essenziale per scardinare la difesa ospite. La personalità con cui il ragazzo del 2001 entra in partita, serve l’assist del pareggio e poi scaglia alle spalle di La Rosa il pallone che porta al sorpasso, gli fa meritare un bel 7,5 in pagella, con l’augurio di ripetere altre prestazioni simili in maglia biancoscudata. Il centrocampo soffre maledettamente sul piano dinamico e della costruzione, pur comportandosi leggermente meglio rispetto alle prove precedenti. Ott Vale (5,5) salva un match deludente con l’imbucata che porta al gol del pareggio, Cristiani (6) merita mezzo punto in più per lo spirito di sacrificio dimostrato restando in campo malgrado le sue non ottime condizioni fisiche.

Ultimo capitolo è quello dedicato al reparto avanzato, in cui si alternano cinque elementi, tutti capaci di dare il proprio contributo, limitatamente alle proprie attuali possibilità. Orlando (6,5) si trova molto più a suo agio rispetto all’esordio contro l’Acireale, Siclari (6) diventa uno dei protagonisti della rimonta subentrando nel momento più complicato della gara, Bonasera (sv) gioca i minuti della resistenza, ma qualche parola in più deve essere spesa per la coppia capace di mettere la propria firma sulla gara: Crucitti (6,5) incide poco in avanti fino a quando non decide di far vedere ai suoi nuovi tifosi il motivo per cui la società lo ha portato a Messina, salta come birilli gli avversari e usa il sinistro per collocare la sfera nell’angolino opposto; Coralli (6,5) soffre nel trovare gli spazi per quasi tre quarti di partita, ma poi confeziona una apertura no look finalizzata egregiamente da Saverino e, infine, resta in campo mettendosi al servizio della squadra fino al gol della sicurezza.

Un esempio di carattere che dovrà restare impresso nella mente dei compagni già a partire dalla prossima sfida esterna contro il Marina di Ragusa, l’occasione per poter chiudere la crisi contro lo stesso avversario che, a metà agosto, in Coppa Italia, l’aveva aperta con la prima sconfitta stagionale.