Messina, chiusa la porta si deve cominciare ad aprire il portone

La gara con il Licata conferma i progressi della fase difensiva, ma ancora una volta serve qualcosa di più in attacco. E senza errori arbitrali...
28.10.2019 09:19 di Gregorio Parisi Twitter:    Vedi letture
Messina, chiusa la porta si deve cominciare ad aprire il portone

Piccoli passi avanti, perché quando mancano le certezze bisogna fare tesoro di tutto ciò che accade di positivo: il Messina torna da Licata con un punto prezioso che può rappresentare un'altra indicazione per migliorare il percorso e trovare, finalmente, quella continuità che in queste prime nove giornate non è mai arrivata. Campo difficile, il Dino Liotta, perché il Licata è una squadra compatta che ama attaccare, e arrivava allo scontro con i biancoscudati ferita dopo due sconfitte consecutive contro due dei top team del campionato, ovvero Savoia e Palermo.

Con un Cannavò in più a finalizzare, la squadra di Campanella si ritrova a fare i conti con gli errori di mira e con un avversario sempre più decisivo, quel Michele Avella (voto 6.5) che nelle ultime cinque partite e mezzo ha subito solo due reti, di cui una in evidentissimo fuorigioco, entrambe sul campo della Cittanovese. Anche a Licata il miglior portiere della scorsa Serie D mostra le sue qualità annullando tutti i tiri verso lo specchio, oltre a ringraziare la cattiva giornata di Assenzio e compagni quanto a mira; funziona la difesa anche grazie allo stato di forma crescente di Ungaro (6.5) e il ritrovato Giordano (6.5), decisamente più sicuro con la difesa a quattro, mentre Bruno da terzino svolge compiti prettamente difensivi, senza infamia e senza lode come anche Fragapane e Forte, entrato bene in campo per il secondo gettone stagionale in campionato (6).

A centrocampo buona prova di Ott Vale (6), che va anche a segno bissando la rete di Ragusa prima che venga chiamato un fuorigioco quantomeno discutibile; l'argentino, comunque, sembra in ripresa dopo un paio di prove opache. Ancora non sembra aver trovato la sua dimensione, invece, Buono (5.5): il classe '99 è troppo timido e serve ancora tanto lavoro, sia fisico che mentale, per poter incidere concretamente in una squadra dove può dire la sua; il centrocampista è anche sfortunato, dato che una delle principali occasioni per il Messina la firma lui, con un colpo di testa fuori di pochi centimetri. Intraprendente come sempre, invece, il solito Saverino (6) che va anche vicino al gol senza però riuscire a coordinarsi bene; il classe 2001 si conferma comunque tra i più in palla nel contesto biancoscudato e sembra l'unico a non dover temere il ritorno tra i disponibili di Cristiani.

In avanti, positivo Crucitti (6), che prova a ispirare da fermo e con un paio di giocate interessanti. Al Messina mancano, tanto, i gol di un centravanti come Esposito (6.5) che lotta e fa a sportellate con Maltese per tutta la partita, non riuscendo a portare pericoli concreti a Ingrassia ma la condizione continua a crescere; sfortunato, infine, Orlando (6), che si trova al posto giusto nel momento sbagliato sull'assistenza di Crucitti e non riesce a bissare immediatamente la rete contro il Roccella. Tanto impegno però per il classe 2001 che con la mentalità di gioco di mister Rando può dare tanto.

Ecco, l'allenatore: oggi il giudizio per Pasquale Rando (voto 6.5) va in coda, perché quanto detto nei paragrafi precedenti dipende anche da lui; come dirigente ha delle responsabilità perché l'aver lasciato ogni decisione finale a Obbedio non ha aiutato la causa del Messina, ma da quando è tornato sul campo la squadra ha lentamente imparato a soffrire e forse sta anche capendo come non entrare in crisi, riacquistando la fiducia in sé stessa per non sbandare quando l'avversario accelera o ha la meglio sul piano fisico. Tre gol subiti, di cui un rigore contro il Castrovillari e un gol in fuorigioco contro la Cittanovese sono la prova che questa squadra sta trovando il proprio posto nel mondo, in una D dove il Palermo fa, purtroppo, un campionato a parte; cinque punti dal secondo posto sono l'indice che il torneo è equilibrato e serve "solo" segnare di più. Nel conteggio andrebbero inseriti pali e traverse, o i torti arbitrali anche abbastanza evidenti subiti dai peloritani, tra gol annullati e rigori solari (più un altro dubbio negato ieri) non concessi; eventi che vanno oltre le possibilità del mister, ma quando la ruota finalmente girerà il lavoro speso sul campo per rimediare agli errori del passato darà merito a una squadra che, dopo i piccoli passi, deve trovare solo la forza di cominciare a correre e scardinare con forza la porta avversaria.