Messina-Gela, quando la vittoria è la migliore medicina

Dopo una settimana difficile, l’Acr mette tre punti in saccoccia grazie ad una prestazione volitiva, spegnendo gli ardori della squadra di Karel Zeman
12.11.2018 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina-Gela, quando la vittoria è la migliore medicina

Inizia bene il ciclo che vede il Messina impegnato per ben quattro volte al “S.Filippo” nelle prossime cinque gare, una occasione da sfruttare per potere recuperare l’ormai consueta partenza ad handicap. I tre punti ottenuti contro il Gela, fino ad oggi tra le sorprese positive del torneo, danno autostima, convinzione e concretezza ad un gruppo che ha stentato a formarsi, in questa prima fase della stagione.

Oberdan Biagioni (voto 7) gestisce al meglio una settimana complicata, dopo il pareggio ottenuto contro il Locri domenica scorsa, dribblando le considerazioni apparse sulla stampa in merito ai tagli dell’organico previsti per il mercato di riparazione dicembrino. Il mister romano, in ogni dichiarazione rilasciata fino ad oggi, ribadisce sempre la necessità di rinforzi per poter condurre un torneo con ritmi da posizioni di vertice, ma ottiene dagli uomini a sua disposizione una prova convincente, sul piano dell’impegno e della condizione fisica tutta da costruire, considerando che la sua è la terza guida tecnica in questa annata iniziata a luglio.

Determinante la prestazione del portiere Ragone (7,5), esplosivo sul rigore di Ragosta al 30’ che avrebbe potuto riequilibrare le sorti del match, e pronto all’intervento in bello stile in altre tre occasioni durante la ripresa. La linea difensiva inaugurata a Roccella sette giorni prima porta la propria imbattibilità a 180’ escluso il recupero, ed era un segnale importante da dare a tutti per rendere credibile questa squadra. Più convincente Dascoli (7) rispetto a Barbera (6,5), mentre la coppia centrale Porcaro-Russo merita un 6,5 di incoraggiamento per l’impegno e l’applicazione che consentono di superare qualche piccolo passaggio a vuoto.

Il centrocampo riesce a tenere botta contro avversari diretti più forti fisicamente e, specialmente nella ripresa, si sacrifica nel lavoro di contenimento. Traditi (6) macchia una prova molto volitiva con due “ciabattate” quando si trova al cospetto della porta avversaria nel primo tempo, trovando la deviazione di Castaldo in avvio di ripresa. Biondi (6) si sacrifica nel classico “lavoro oscuro” ma è grazie agli sforzi dei due interni che Genevier (7) riesce a dare una dimostrazione delle sue doti tecniche e caratteriali, dettando i tempi della manovra quando il Messina ottiene il doppio vantaggio e poi mettendosi in trincea nel momento della sofferenza. Il francese acquisisce i galloni di capitano, prende la responsabilità del penalty dopo gli errori di Arcidiacono contro l’Acireale e di Gambino nell’ultima gara, spiazza per due volte il portiere e adesso deve prendere in mano la squadra per una rimonta complicata, ma ancora possibile.

L’attacco è una incognita di questo Messina edizione 2018-2019, malgrado la presenza di elementi che in questa categoria hanno fatto la differenza nel recente passato. Petrilli (6) galleggia poco sopra la mediocrità, Arcidiacono (6) viaggia a sprazzi, uscendo dal campo nell’intervallo per un sospetto stiramento al polpaccio e Rabbeni (6) gioca per un’ora dimostrando determinazione e dinamismo, ma senza mai tirare in porta. Gambino (6) ha 30’ a disposizione per far vedere che non merita il secondo taglio consecutivo dopo quello patito a Cerignola l’anno scorso, ci mette il fisico e brilla con un assist prezioso per il gol di Cocimano (6) che sigilla il risultato e regala una soddisfazione all’ex acese, impiegato nel ruolo a lui più congeniale dopo due settimane difficili per alcuni problemi personali e una presenza ridotta durante il lavoro settimanale. Nessuna valutazione per gli altri elementi entrati in campo dalla panchina (Bossa, Mancuso e Carini), utili comunque nel dare sostanza durante la fase finale della gara.

Il tour de force imposto dal calendario in questo mese di novembre prevede, mercoledì l'impegno contro il Città di Messina e, domenica 18, la sfida casalinga ad un Portici sempre insidioso , due tappe fondamentali per comprendere se i segnali positivi intravisti nelle partite con Locri e Gela possono essere confermati.