Messina, il raduno e poi via alla stagione del riscatto, senza appello nè alibi

Mercoledì il raduno al "Marullo" e, nel weekend, la partenza per il ritiro di Chianciano. Anche il Messina ricomincia a sudare sul campo per l'annata decisiva
23.07.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina, il raduno e poi via alla stagione del riscatto, senza appello nè alibi

Ancora poche ore ed anche il Messina darà il via ufficiale alla stagione 2019-2020, con il raduno programmato mercoledì al Despar Stadium di Bisconte, che sarà teatro delle primissime fatiche per i biancoscudati, fino alla partenza per il ritiro di Chianciano, previsto dal 27 luglio al 13 agosto.

Poco più di un mese dopo l'inizio della collaborazione con la dirigenza del Camaro, si percepisce immediatamente la differenza rispetto alle due ultime stagioni, caratterizzate da scelte sbagliate che pesano come un macigno sulla parte più scettica degli appassionati biancoscudati. Prendere una decisione netta, partendo dal riconoscimento dei propri errori, è stata la prima mossa della proprietà  ed è già questo un segnale di nettissima discontinuità con il passato. La forzata coabitazione di "anime" diverse all'interno del Messina, infatti, è stata una regola fino al maggio scorso determinando confusione, ma soprattutto dando alibi, in qualche caso fondati, a tutti coloro i quali si sono alternati in ruoli tecnici o dirigenziali, partendo con Carabellò-Venuto-Ferrigno, per poi passare alla presenza di un ds come Francesco Lamazza spesso scavalcato da una miriade di consulenti di mercato, più o meno qualificati, fino alle vicende tragicomiche dell'avvento di Rappoccio e Cozza, seguiti dalle due coppie Raffaele-Grasso e Manfredi-Parisi, poi integrate da Polenta-Infantino, dal trio Torma-Biagioni-Castorina, ed, infine, all'interregno gestito da Ferrigno, insieme al Cda capitanato da Paolo Sciotto, giusto per evitare, con Infantino tornato in panca, il disastro della retrocessione.

Un piccolo sforzo di memoria che serve ad archiviare, si spera definitivamente, scelte organizzative quantomeno bizzarre, perché adesso occorre obiettivamente riconoscere che la musica sembra essere cambiata, si può tornare a discutere solo di argomenti inerenti al campo e poco importa ricostruire la concatenazione di eventi che ha consentito la possibilità di costruire dalle basi una stagione agonistica su presupposti convincenti.

La struttura organizzativa di base è quella che ha consentito al Camaro, in 5 anni, di costruire una realtà calcistica rispettata e conosciuta sia a livello regionale che nazionale, con la prima squadra ottima protagonista in Eccellenza nelle ultime due stagioni ed il settore giovanile capace di risultati prestigiosi, mettendo in mostra diversi ragazzi grazie anche ad ottimi rapporti con importanti società di massima serie.

Il team D'Arrigo-Rando-Manzo-Rao-Sulfaro-Fontana si è rimboccato le maniche, ha accolto Pierluigi Parisi ed è stato trapiantato nell'Acr, con la presenza di Paolo Sciotto, Cicciari e Giliberto, da sempre accanto al patron Pietro Sciotto. Quest'ultimo, provato dal lutto per l'improvvisa scomparsa del fratello Pippo, sembra essersi riavvicinato alla sua creatura sportiva, al di là della carica riassegnatagli, ma resta fedele al proprio ruolo di presidente appassionato che comunque rispetta la professionalità e l'impegno dei propri collaboratori.

Emblematico, a tal proposito,  l'andamento di tutte le trattative di mercato fino ad oggi concluse e condotte interamente dal ds Antonio Obbedio, cui vengono reindirizzati tutti i tentativi di contattare direttamente il presidente da parte di procuratori, procacciatori di affari ed altri personaggi del sottobosco calcistico non solo a livello dilettantistico.

La figura del direttore sportivo costituisce un valore aggiunto, non soltanto in questa categoria ed  Obbedio, a Messina, parte con la forza del carisma durante la sua permanenza da calciatore, quando diventò capitano in una squadra che, negli anni, ha visto tra le proprie file elementi dello spessore caratteriale di Buonocore, Romano, Sullo, Campolo, Corino, Bertoni. La presenza di "cofanetto" garantisce scelte meditate e competenti, soprattutto alla luce della esperienza maturata nella funzione di direttore sportivo in realtà prestigiose ma anche difficili, con la medaglia dell'ultima salvezza conquistata sul campo a Lucca in condizioni che definire precarie è un dolce eufemismo. La rosa fino ad oggi costruita rispecchia esattamente gli obiettivi fissati da Obbedio con la struttura organizzativa e la proprietà al momento in cui ha chiuso l'accordo con l'Acr e fissato i limiti del budget annuale, e le scelte derivano da liste di elementi individuati per ogni ruolo in funzione del disegno tattico e caratteriale che dovrà avere questo Messina.

Mister Cazzarò ha condiviso lo scheletro del 3-4-1-2 per la costruzione del gruppo in cui dovrà esserci grande fisicità, grinta, disponibilità al sacrificio e doti tecniche al servizio del collettivo. I tre portieri saranno tutti under, con Meo che si giocherà in ritiro l'opportunità di combattere per un posto da titolare probabilmente con Avella, altro 2000 di grande talento, ed un altro elemento, probabilmente un 2001, per ampliare la possibilità di scelta degli juniores.

Mancano ancora alcuni tasselli importanti, tra cui un difensore centrale forte fisicamente ma dotato anche di piedi buoni, indispensabile per dare una alternativa credibile alla costruzione della manovra rispetto al regista di centrocampo, un altro centrocampista di spessore e una punta di sicuro affidamento, da affiancare alla batteria offensiva già dotata di Crucitti ed Esposito, 38 gol in due nell'ultima stagione. Infine, il lavoro di cesello sarà rappresentato dalla scelta di qualche alternativa di livello, da tenere in panchina per metterla in campo e cambiare gli equilibri delle partite negli ultimi minuti, o da utilizzare per mantenere sempre rodata la batteria degli under, magari aggiungendo ulteriore peso atletico e corsa in alcune zone del campo. Insomma, qualche piccolo ritocco e il Messina potrà iniziare la preparazione in vista dell'esordio stagionale che, per i meriti conquistati con la partecipazione alla finale di coppa Italia, sarà in coincidenza con la prima giornata di campionato, il 1° settembre 2019.

C'è tutto il tempo per potere oliare al meglio i meccanismi della macchina e farsi trovare pronti al momento della partenza, con l'obbligo di vincere, ma con la consapevolezza di avere lavorato nelle migliori condizioni per raggiungere il risultato. E, a quel punto, non ci saranno più scuse ed alibi, per nessuno.