Messina, l'involucro vuoto e i quaranta giorni nel deserto

Trattative sfumate ed errori che si ripetono di anno in anno sembrano il prologo di un'altra estate senza pace per una città al limite della sopportazione sportiva
13.05.2019 12:54 di Gregorio Parisi Twitter:    Vedi letture
Messina, l'involucro vuoto e i quaranta giorni nel deserto

"Arenata" la trattativa per la cessione, ci si perdoni l'amaro gioco di parole, restano tanti gli interrogativi per il futuro del Messina. Troppa la differenza tra l'offerta dell'imprenditore milanese Rocco Arena e la richiesta di un CdA pronto a smentirsi, dopo aver annunciato sabato di aver fissato un prezzo "appena superiore a quella corrisposta al momento dell'acquisto del titolo sportivo", poi rivelatosi essere di 350.000 euro, cui vanno aggiunte attività e passività correnti. Non si tratta, quindi, dei soli 50.000 euro di differenza, perché i 300.000 euro proposti da Arena erano complessivi anche considerando la situazione debitoria.

Resta chiaro che la proprietà è libera di fissare il proprio prezzo al rialzo, ma anche questo cozza con quanto comunicato al momento della nomina dell'attuale Consiglio d'amministrazione, che sarebbe dovuto servire per creare "una seria discussione per il passaggio di testimone della gestione", mentre in realtà l'attuale proprietà sembra intenzionata a proseguire anche il prossimo anno e le recenti dichiarazioni di Ferrigno, ingaggiato esattamente un mese fa, non fanno che confermarlo. Cui prodest?, però, ci si potrebbe chiedere: il Messina in questo momento è un involucro vuoto, presto senza parco giocatori, senza alcuna base sportiva da cui ripartire e con una tifoseria che sembra aver raggiunto il limite di sopportazione verso la famiglia Sciotto. Il peso di ogni singola annata del recente passato si ripresenta di stagione in stagione, contribuendo a scavare sempre più verso il fondo di un barile che sembra essere infinito.

La finale di Coppa Italia sarebbe dovuta essere un momento di festa dopo una stagione da dimenticare il più in fretta possibile, perché aver evitato con una vittoria in casa dell'ultima in classifica i playout di Serie D stona con qualunque idea di rilancio. Ora la gara di sabato prossimo è diventata quasi un peso, con la testa che inevitabilmente sarà altrove vista la situazione in seno alla squadra, cui va dato il merito di aver mantenuto la professionalità nonostante tutto ciò che stava e sta succedendo; a ripensarci appare strano, una quarantina di giorni fa Messina sembrava aver ritrovato sé stessa, con il San Filippo esultante per la rimonta sul Real Giulianova, i playoff difficili ma non impossibili, una squadra che si rispecchiava nel carattere combattivo del proprio mister. Quaranta giorni dopo il Messina è ancora nel deserto, pur senza riferimenti biblici, e sembra pronto a voler quasi allontanare la positività attorno a sé, come se questi anni infernali non fossero stati abbastanza per eliminarla quasi del tutto.