Messina, la crisi logora chi ce l'ha

La consueta crisi estiva del calcio cittadino ha radici profonde e rappresenta l’atavica incapacità nostrana di costruire progetti vincenti. Il gruppo Sciotto, intanto, continua tra silenzi e vertenze
04.06.2019 17:23 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Fonte: Tcf tv
Messina, la crisi logora chi ce l'ha

C’è un evento ormai diventato una sorta di appuntamento fisso nell’estate messinese ed è la crisi calcistica. Laddove crisi, nel senso impropriamente più politico del termine, fa rima con incertezza.

Non c’è, però, un governo, inteso come squadra e dirigenza, da costruire o tenere in piedi. Ci sono, piuttosto, dei cocci da rimettere insieme, creati interamente dalla cattiva gestione dell’Ac Rilancio Messina da parte del gruppo Sciotto, incapace in due stagioni di dare un senso all’ingente quantità di denaro spesa, perdendosi, invece, tra decine tra allenatori, dirigenti, consiglieri e consulenti esterni e tra un centinaio di calciatori, molti dei quali autori di vertenze economiche che prosciugano ancora di più le finanze del club. L'olandese Janse, infatti, è solo l'ultima di una lunga lista che presto potrebbe arricchirsi di ulteriori nomi.

Numeri imbarazzanti che indurrebbero qualunque proprietà a fare un passo indietro e invece gli Sciotto non mollano, resistono trincerati dietro un assordante silenzio. I margini di manovra nella possibile unità di intenti con Città di Messina e Camaro restano limitati e, anzi, quelli con i neroverdi sono già naufragati definitivamente dopo ore e ore di improduttivi colloqui. Oltre al gruppo Lo Re, che ha condotto i giallorossi a una salvezza attraverso i playout e riscosso importanti successi in ambito giovanile, resta sempre alla finestra l’imprenditore milanese Rocco Arena, la cui offerta è stata rispedita al mittente circa un mese fa, ma che non ha mai smesso di credere nella buona riuscita della trattativa.

L’attuale proprietà della massima espressione calcistica cittadina, intanto, rischia di trovarsi senza un campo da gioco in vista della stagione che verrà. La chiusura simbolica del San Filippo da parte del consigliere comunale Massimo Rizzo rappresenta, finalmente, una presa di coscienza della politica del mondo del calcio e, inoltre, a queste condizioni non appaiono esserci i margini per un rinnovo della concessione scaduta lo scorso 30 maggio.

Si resta in attesa, insomma, di capire cosa vorrà fare da grande una proprietà che sta tenendo di fatto in ostaggio il calcio messinese. Ennesimo simbolo, qualora ce ne fosse ancora bisogno ed escludendo alcune miracolose mosche bianche, dell’atavica incapacità tutta nostrana di costruire progetti vincenti e che durino nel tempo.