Messina, la lunga estate caldissima

La sconfitta nella finale di Coppa Italia ha chiuso amaramente la negativa stagione biancoscudata. Sarebbe già ora di programmare il futuro, ma i dubbi sul progetto Sciotto si acuiscono sempre di più
21.05.2019 18:23 di Antonio Billè Twitter:    Vedi letture
Fonte: Tcf tv
I tifosi hanno già deciso
I tifosi hanno già deciso

Il triplice fischio del signor Arena di Torre del Greco ha chiuso con la sconfitta nella finale di Coppa Italia la stagione 2018/2019 del Messina, tra le più negative che la storia del calcio peloritano possa annoverare.

Un anno pieno di contraddizioni, iniziato il 6 giugno 2018 al Celeste con la conferenza di Pietro Sciotto e Giacomo Modica che lasciò tutti attoniti. Dalla separazione con il tecnico di Mazara del Vallo e dal ds Lamazza è iniziata tutta una ridda di nomi che hanno seguito solo il filo illogico della confusione: da Cozza a Raffaele, passando per Infantino e Biagioni e chiudendo ancora con Infantino. Stesso discorso con i quadri dirigenziali, con Rappoccio, Grasso, Parisi, Castorina, Polenta, Torma e Ferrigno a svolgere il ruolo, più o meno ufficialmente, di direttore sportivo, oltre a una dozzina di non meglio precisati “consulenti esterni”.

Difficile immaginare un quadro più schizofrenico, ma la salvezza conquistata all’ultima giornata nello sperduto terreno sintetico di Castelluccio Inferiore e un corretto modus operandi imporrebbero alla società di programmare il futuro senza ulteriori indugi e perdite di tempo. Già, ma che futuro può mai esistere per il calcio messinese? Ipotizzare uno Sciotto 3.0 è esercizio per fegati forti: troppo grande la frattura con l’ambiente, certificata anche dalla smaccata reazione di Paolo Sciotto ai cori di dissenso dei tifosi dopo la finale di Latina, ingiustificabile persino con l’adrenalina e la tensione del momento e che nessuna scusa potrà mai cancellare.

Con troppi galli nel pollaio, poi, appare complicata l’unità di intenti tra lo stesso Acr, il Città di Messina e il Camaro, le tre principali realtà del calcio locale. Anche perché i giallorossi di Lo Re e i neroverdi di D’Arrigo contano soprattutto su settori giovanili all’avanguardia, che ne rappresentano i reali obiettivi futuri.

Di vero c’è, come confermato ieri sera dal consigliere comunale Massimo Rizzo nell’ultima puntata della trasmissione sportiva Contropiede, in onda su Tcf, che nei prossimi giorni i vertici delle tre squadre si incontreranno con il sindaco Cateno De Luca per capire come uscire dall’attuale situazione d’impasse. Non resta che attendere, solo il tempo darà le risposte sperate per un’estate che sarà davvero torrida, come ormai consuetudine per il calcio nostrano.