Messina-Locri, tre punti british, tra playout, fair play ed exit strategy

L'Acr di Biagioni batte il Locri ed esce dalla zona rossa, prima del mercoledì di Coppa Italia a Giulianova e di un finale di campionato in cui ci sarà tanto da soffrire
25.02.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:   articolo letto 857 volte
L'azione del 2-1
L'azione del 2-1

Subito dopo il triplice fischio, sembrava essere una vittoria che non spostava tantissimo in classifica, ma l’incredibile sconfitta dal Città di Messina a Castelluccio Inferiore contro il Rotonda, consente all’Acr di abbandonare la zona playout per la prima volta dall’inizio del campionato, in un crudele ascensore che, purtroppo, potrebbe caratterizzare questo finale di stagione, dando, tra l’altro, l’immagine impietosa del livello in cui è precipitato il calcio messinese, oltre il fair play finanziario e le stimolazioni evocate negli ultimi giorni.

Il Locri, avversario di giornata, non affronta la sfida con lo spirito adatto ad uno spareggio-salvezza e Oberdan Biagioni (voto 6) svolge il lavoro più complicato, insieme allo staff tecnico e dirigenziale, nel cercare di preservare il gruppo dalle vicende schizofreniche vissute ormai da tempo immemorabile attorno alla maglia biancoscudata. Il tecnico romano opta per il 4-2-3-1 che aveva ben funzionato nella ripresa contro la Turris, anche se il risultato viene determinato dalla giocate dei singoli e dalla caparbietà nel mantenere il vantaggio su un campo in condizioni sempre più vergognose.

La buona prova di Castrovillari fa meritare a Federico Meo (6) la conferma tra i pali e il classe 2000 è sempre attento a non cadere nelle insidie create più dal fango che dagli avversari. La linea difensiva torna ad essere quella consueta nelle gare che hanno preceduto l’impegno a Castrovillari e riesce a disimpegnarsi con disinvoltura. Biondi (6) limita le scorribande in avanti, facendo il soldatino su De Marco e Condomitti, mai pericolosi, mentre la coppia centrale Zappalà-Ferrante merita la sufficienza piena, con l’ex igeano ancora vicino al gol di testa su palla inattiva, e, infine, Barbera (6) stavolta spende il giallo per fermare un contropiede velenoso, non tirando mai indietro la gamba in una gara fondamentale per il futuro del torneo. La coppia centrale davanti alla difesa è composta da Bossa (6) e Traditi (6,5), entrambi bravi a non strafare, con il buon Loris ormai sfrontato e capace di timbrare il cartellino, ancora una volta di testa, nella fase più delicata del match, quando l’Acr sembrava avere subito il contraccolpo psicologico dell’inopinato pareggio amaranto.

La trazione anteriore della formazione messa in campo da Biagioni prevedeva la presenza di tre attaccanti alle spalle della punta centrale, e, solo qualche giocata penalizzata dal campo e un pizzico di egoismo, impediscono che il punteggio assuma dimensioni più ampie a favore del Messina. Arcidiacono (6,5) parte a razzo, semina avversari con facilità, alterna assist preziosi a scelte più personalistiche, Cocimano (6,5) impreziosisce una prestazione di alto livello tecnico, oltre che di buono spessore agonistico, con un gol frutto di velocità e destrezza, sprecando nel finale una clamorosa chance per il 3-1, Catalano (6,5) confeziona un assist ed avvia l’azione del gol decisivo, danzando nel fango e uscendo dal campo abbastanza contrariato per la sostituzione a 20’ dal termine, e, infine, Marzullo (6,5) merita la stessa valutazione del trio alle sue spalle, in quanto è sfortunato nell’unica occasione in cui tira in porta sul finire del primo tempo, ma si sbatte per tutti gli 81’ in cui Biagioni lo tiene nel match, mettendoci fisico, corsa e pressing su tutti gli avversari in possesso di palla che gli capitano a tiro.

Dalla panchina, arriva un buon contributo da Selvaggio, subentrato a Catalano per rinfoltire il centrocampo e autore di un assist sprecato da Cocimano, e da Tedesco, che non si ferma mai nei 15’ in cui lotta nel fango, mentre Pirrone ha poco spazio e possibilità di farsi notare e Carini entra in scena nel recupero. Avranno tutti modo di rendersi utili negli altri due impegni che attendono l’Acr nella settimana appena iniziata, prima della sosta prevista il 10 marzo.

Mercoledì la sfida di andata nella semifinale di Coppa Italia sul campo del Real Giulianova, e, domenica prossima, sul neutro di San Cataldo, il match contro il Gela, due prove importantissime per verificare se questo gruppo ha le capacità morali e tecniche per tirarsi fuori da una crisi determinata non solo dai risultati deludenti e cercare di darsi un futuro credibile, soprattutto fuori dal terreno di gioco. Prendendo spunto dai modi molto british, civilissimi ma fermi, utilizzati dagli ultras nella contestazione organizzata in tribuna durante la gara contro il Locri, più che il fair play finanziario sarebbe utile mettere in atto una decorosa, e il più celere possibile, exit strategy.