Messina-Nocerina, la forza del gruppo scioglie le tensioni

La squadra giallorossa risponde sul campo, con una ottima prestazione, alle forti tensioni, cambiamenti e ritorni che hanno caratterizzato la settimana della società peloritana
15.04.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina-Nocerina, la forza del gruppo scioglie le tensioni

La normalità non è un concetto applicabile al calcio messinese e, quindi, non ci sorprende più di tanto che, anche l’ennesima settimana all’insegna della tensione, produca una partita in cui Arcidiacono e compagni riescono a battere la Nocerina al di là di quanto non dica il minimo scarto maturato dopo 98’ di gioco.

La rivoluzione messa in atto da Paolo Sciotto, sempre meno traghettatore ed ormai calato nella parte del braccio armato della proprietà, porta ad un rinnovamento completo dei quadri tecnici e dirigenziali completato nel breve volgere di  tre giorni, con la conferenza stampa andata in scena sabato nella pancia del “Franco Scoglio” in cui si è parlato di programmazione a medio termine minimizzando la possibilità di avviare, a breve, una trattativa reale sulla cessione della società.

“Musica nuova in cucina” era lo slogan di una pubblicità degli anni 80 ed i cambiamenti portano tre punti essenziali ad una classifica ridiventata preoccupante dopo il rovescio subito solo 7 giorni fa a Troina. Si rivede il faccione da brav’uomo di Pietro Infantino, con il suo zainetto recante lo stemma dell’Acr edizione 2009-2010, quello con il leone del Duomo racchiuso in un cerchio, ribattezzato dai tifosi il “tappo di bottiglia”, e fa simpatia vedere il tecnico agitarsi davanti alla panchina per cercare di incoraggiare e indirizzare una rosa totalmente diversa da quella che si trovò a guidare ad inizio campionato. Infantino (voto 6) ha il grande merito di mettere in campo uno schieramento credibile, affidandosi al 4-2-3-1 ormai consueto nelle ultime prestazioni, dando una chance dall’inizio a quel Pirrone prelevato a metà febbraio per dare peso ed esperienza al centrocampo rimasto orfano di Genevier. L’ex Trapani ricambia pienamente la fiducia riposta in lui e sfodera una prestazione da 7 pieno, mettendo in mostra sagacia tattica, buon passo e ottima visione di gioco, le doti tipiche del classico metronomo.

Strappano la sufficienza abbondante tutti gli interpreti difensivi, partendo da Meo, sempre pronto nelle poche occasioni in cui viene chiamato in causa, e passando dai laterali Biondi e Aldovrandi, a volte imprecisi nel rilancio, fino alla coppia centrale in cui Ba ci mette fisico e tecnica e Ferrante (6,5) impreziosisce la sua prestazione con un gol da guinnes dei primati: ingannare il portiere avversario con un rinvio dalla propria tre quarti campo non capita tutti i giorni, specialmente ad un difensore. Bossa (6) gioca l’ultima mezz’ora a ritmi non esasperati, dando un buon contributo alla causa, così come Selvaggio (6) che spende 70’ discreti, appesantiti da alcune imprecisioni in fase di impostazione.

Eccellente, invece, il primo tempo del reparto avanzato, testimoniato dall’azione del secondo gol che coinvolge tre dei quattro interpreti, dall’appoggio di testa di Marzullo, fino alla rifinitura partita dal piedino di Catalano, ed alla conclusione di Arcidiacono. L’italo tedesco merita un 6,5 per l’impegno che mette in tutti gli 80’ in cui resta in campo e la qualità di alcune giocate, come quella che porta al palo durante la prima frazione di gioco, e lo stesso voto può essere assegnato anche a Catalano, autore dell’ennesimo assist stagionale condito da altre giocate di livello superiore. Mezzo voto in meno, invece, a Cocimano, troppo impreciso sia in rifinitura che sotto porta, e ad Arcidiacono, sprecone in due occasioni, anche se meno anarchico rispetto ai suoi soliti standard. Benino Tedesco, molto attivo nei 15’ finali.

Il match con la Nocerina viene portato a casa soprattutto grazie alla forza del gruppo, un valore aggiunto che, per completare l’opera della salvezza, dovrà trarre il massimo dal turno infrasettimanale di giovedì prossimo a Roccella, in modo da concentrarsi sull’evento legato alla finale di Coppa Italia, evitando patemi d’animo nelle ultime due giornate contro Sancataldese e Rotonda. Dopodiché sarà il momento di capire quale potrà essere il futuro di questa società e del calcio a Messina, poiché ulteriori stagioni all’insegna della precarietà e dell’improvvisazione, non saranno più tollerate.