Messina-Palmese, la tela di Zeman

Tre punti che fanno ridurre le distanze dalla zona playoff, dando ossigeno al progetto tecnico del mister, appoggiato in toto dalla società
16.12.2019 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina-Palmese, la tela di Zeman

Serviva una vittoria al Messina, per non perdere le distanze dal quinto posto e dare continuità alla marcia intrapresa dopo l’avvento di Zeman sulla panchina biancoscudata, ed i tre punti sono arrivati al cospetto di una Palmese apparsa meno temibile rispetto a come il tecnico palermitano l’aveva dipinta nell’immediata vigilia del match.

Zeman (voto 6,5) colleziona la quarta vittoria in sei gare, mettendo in campo tutti i nuovi acquisti arrivati nella seconda metà della settimana, concedendosi anche all'esperimento, nella ripresa, di un centrocampista come Cristiani schierato nella linea di attacco sulla corsia mancina. Altra novità, già programmata dallo scorso martedì, è stata l’esordio di Pozzi  tra i pali, premio concesso ad un elemento tra i più disciplinati della rosa, che ha sempre garantito il massimo impegno pur nella consapevolezza di essere chiuso dalla presenza di Avella, un vero e proprio mostro per la categoria. Sufficiente la prova dell’estremo difensore, bravo a chiudere lo spazio a Baccillieri, intorno al 60’, nell’unica vera occasione da gol dei neroverdi. Prova di spessore diverso per i due esterni bassi del Messina: De Meio (6) svolge il compitino con diligenza, ma praticamente non si vede mai in fase offensiva, al contrario del suo opposto Fragapane (6,5) svincolato da compiti di copertura per la leggerezza degli avversari e libero di poter raggiungere diverse volte la linea di fondo. Bruno e Ungaro portano a casa una sufficienza di stima, visto che Tiboni resta in letargo per tutta la gara.

Molto bene Lavrendi (7) che sta acquisendo il ritmo gara a poco a poco e non è una novità per il pubblico messinese vederlo all’opera sia al momento di costruire la manovra che quando si tratta di recuperare palloni. Cristiani (6,5) resta un gradino più in basso rispetto al compagno di reparto e si adatta con sacrificio al ruolo di esterno di attacco cui lo destina il tecnico nei secondi 45’, firmando l’assist per il raddoppio a Saverino (6,5) ottimo per il gol e la grande volontà che ci mette in ogni occasione in cui viene chiamato in causa, al di là dell’obbligo di schierare almeno un classe 2001 in campo.

In attacco, Rossetti (6,5) bagna l’esordio con un gol e qualche sprazzo da attaccante di buona qualità per la categoria, Crucitti (6,5) firma un assist a Rossetti, alterna giocate di classe a qualche errore di misura nella rifinitura, mentre delude Manfrè (5,5), sfortunato sul palo e sostituito da Zeman nell’intervallo proprio per il suo rendimento inferiore alle sue aspettative. Gli subentra Buono (6) che si piazza a centrocampo senza brillare troppo.

Minuti di rodaggio per gli altri due nuovi arrivati nel gruppo bianco scudato. Danza entra a 15’ dal termine e fa intravvedere visione di gioco e doti tecniche, mentre Famà entra 4 minuti più tardi e ci mette tanta voglia e fame sbagliando un appoggio, provando la sforbiciata dal limite e una botta violenta ed imprecisa da fuori area, oltre a rincorse su ogni avversario che gli capitava a tiro e una buona presenza fisica. Un sei di stima ed incoraggiamento a tutti e due non può sicuramente mancare, mentre le brevi apparizioni di Barbera e Bonasera non possono essere valutate.

Alla fine, gli applausi del pubblico e le feste sotto la curva servono a dare un po’ di verve ad un gruppo atteso, adesso, ad una prova importante di carattere sul campo del Giugliano, in netta ripresa, perché non bastano buona volontà ed applicazione, ma serve la giusta dose di cattiveria agonistica per poter portare continuità nei risultati e scalare la classifica.