Messina-Palmese, quando stacchi la spina proprio sul più bello

Menzione speciale per Totò Cocuzza, migliore in campo Mascari
16.04.2018 09:30 di Davide Mangiapane Twitter:   articolo letto 607 volte
Messina-Palmese, quando stacchi la spina proprio sul più bello

Buttare via una vittoria nei minuti di recupero dopo avere realizzato quattro gol in 45 minuti, rimontando dal doppio svantaggio, lascia sempre l’amaro in bocca, anche se si è quasi agli sgoccioli del campionato, senza più nulla da chiedere alla classifica, se non un piazzamento di prestigio. Il 4-4 con la Palmese, maturato in un pomeriggio caratterizzato dallo scirocco, vissuto dentro il San Filippo sempre più deserto, impedisce al Messina di continuare nella serie di vittorie casalinghe consecutive inaugurata contro l’Isola Capo Rizzuto quattro mesi fa, ben sette partite che avevano fruttato 21 punti, percorso netto macchiato dai tre minuti finali del recupero in cui Vitale ha firmato la propria doppietta personale. Mister Facciolo (6), a fine gara ammette che i suoi calciatori hanno staccato involontariamente la spina dopo il 4-2 ed ha influito anche lo stop di 4 minuti per riparare la rete della porta di Capone, quasi un fine partita anticipato che ha ingannato i padroni di casa. Merito del tecnico avere ribaltato come un calzino i suoi uomini negli spogliatoi dopo un primo tempo a ritmi inconsuetamente bassi e un paio di fatali disattenzioni difensive, ma appare paradossale un crollo improvviso proprio per questo gruppo, fino ad oggi sempre in tensione malgrado le poche motivazioni di classifica. L’assenza di Lia costringe Facciolo a schierare una difesa inedita, pagando dazio nella prima frazione di gioco, non tanto quando si tratta di interpretare i meccanismi della fase di non possesso, quanto nel comprendere ed opporsi con decisione alle giocate singole degli avversari.

I due gol iniziali nascono da altrettanti errori individuali, pertanto le valutazioni di ciascun giocatore risentono di questo fattore. Meo (5,5) ritorna tra i pali dopo le buone prestazioni offerte da Rinaldi, ed il portiere messinese classe 2000 alterna interventi di spessore, sia per tempismo nelle uscite basse che tra i pali a qualche incertezza sul primo e terzo gol, subendo la quarta rete su angolo da Vitale appostato a due passi dal primo palo, mentre resta incollato alla linea di porta, pur avendo colpe relative nella circostanza. Bruno (5,5) inizia come laterale destro, senza brillare, avvicinandosi al proprio rendimento standard nella ripresa quando ritorna al centro della difesa, ma non raggiunge la sufficienza perché, pur essendo esperto e grande agonista, si perde anche lui nei minuti finali. Bucca (5) non entra mai in partita e soffre maledettamente la verve di Molinaro e Gagliardi, restando negli spogliatoi dopo il primo tempo, sostituito da Cozzolino (6) autore dell’assist per il 2-2, ottimo in fase di spinta, ma che spreca la sua prestazione concedendo troppo spazio agli avversari nel black out finale. Manetta (5,5) non fa una delle sue migliori prestazioni, soprattutto nella prima parte del match e, così come Bruno, becca il cartellino giallo che costringerà Facciolo ad inventare una coppia centrale difensiva da schierare a San Cataldo, domenica prossima. Senza infamia e senza lode la prova di Inzoudine (5,5) , distratto in difesa e poco cattivo in attacco.

La linea di centrocampo iniziale funziona con un andamento lento nel primo tempo e si accende nella fase di rimonta veemente, con Bossa (6) meno brillante del solito, Migliorini (6), finalmente in gol con una bella rasoiata dal limite e Lavrendi (5,5) col motore ingrippato contro una delle sue ex squadre nelle quali si è espresso meglio durante la propria carriera. Le migliori note in una gara che finisce 4-4 vengono, naturalmente dall’attacco, anche se Ragosta (5,5) resta un’ora in campo dimostrando eccessivo altruismo, non proprio la dote migliore dei bomber, Rosafio (6) conquista la sufficienza per la bellissima dimostrazione di furbizia, velocità, tecnica e freddezza con cui confeziona il gol del 4-2, Mascari (6,5) diventa il migliore in campo perché segna un bel gol di testa, conquista il calcio di rigore del 3-2 e mantiene sempre un rendimento costante per tutti i 90’ .

Menzione speciale per Totò Cocuzza (6,5) subentrato a Ragosta e subito entrato nei meccanismi del match, rendendosi più volte pericoloso, propiziando con un assist il penalty trasformato con freddezza. Un segnale di orgoglio per questo giocatore, bersagliato dalla sfortuna in tutta la stagione. Chiusa la pratica Palmese, restano tre gare alla fine del campionato, ma non saranno settimane noiose, visto che, adesso, devono essere poste le basi del futuro Messina. Almeno, così dovrebbe essere.