Messina-Palmese, un abbraccio che va oltre il risultato

Una gara spigolosa, risolta da due episodi favorevoli, porta tre punti essenziali per una classifica più tranquilla, in attesa della semifinale di Coppa Italia, mercoledì prossimo, al "S.Filippo"
01.04.2019 09:54 di Davide Mangiapane Twitter:    Vedi letture
Messina-Palmese, un abbraccio che va oltre il risultato

Anche una partita di bassa classifica in serie D può racchiudere una emozione forte, soprattutto se l'esultanza dopo un gol viene accompagnata da momenti di sincera partecipazione come quelli vissuti al “S.Filippo” per sostenere l'abbraccio tra una madre ed un figlio spinto da un affetto particolare, per motivazioni che devono restare nel cuore di chi le ha vissute in prima persona ed in quello dei loro cari.

Il Messina porta a casa tre punti essenziali per mettere a distanza di sicurezza la zona playout, in una partita noiosa e sonnolenta, almeno fino al momento in cui viene sbloccata su calcio da fermo, e la differenza viene fatta dallo spirito di gruppo creato negli ultimi mesi dallo staff tecnico e dirigenziale, riparando parzialmente ad una stagione vissuta per metà con il freno a mano tirato. Mister Biagioni (voto 6,5) ha la fortuna di trovare il vantaggio subito dopo due cambi effettuati per dare maggiore dinamismo ad una manovra di attacco piuttosto asfittica, alimentata da un possesso palla sterile. Ma una parte importante del successo biancoscudato viene dalla parata effettuata al 61’ da Jairo, che, con un riflesso felino, riesce a deviare il colpo di testa velenosissimo quanto fortuito del difensore neroverde Piras, avventuratosi in area avversaria nell’unica vera incursione offensiva prodotta dagli uomini di Franceschini. La prodezza fa meritare al brasiliano un bel 7 e mezzo, anche perché dimostra di essere un portiere capace di restare concentrato per tutti i 90’ più recupero, facendosi trovare pronto nell'unico momento del bisogno. Dopo soli 5’ dalla sua prodezza, ecco arrivare il gol di Zappalà (6,5), che, in tal modo, suggella una prestazione senza sbavature, agevolata dalla linea avanzata avversaria, non proprio irruenta. Accanto all’ex Sancataldese, si comporta con equilibrio e costanza di rendimento anche Ba (6), mezzo voto in meno rispetto al compagno solo per qualche eccesso di agonismo di troppo che lo porta a strafare, facendogli guadagnare un cartellino giallo. Le fasce laterali sono presidiate da Biondi, bravo a tirare la carretta ed a cercare lo strappo per cambiare il ritmo troppo piatto del match, con risultati alterni, e da Barbera, tornato in campo dall’inizio, ma rimasto con il freno a mano tirato. Per entrambi gli under, un 6 di incoraggiamento e di stima per l’impegno profuso in tutta la stagione.

Le esigenze del turn over, in vista dell'impegno infrasettimanale di mercoledì 3 aprile, impongono al mister biancoscudato di  tornare al 4-2-3-1, cambiando qualche interprete. I mediani scelti per questa gara, però, non rendono al massimo, perché Selvaggio (5,5) recupera palloni ma li spreca per troppa precipitazione nel disimpegno ed anche Bossa (5,5) dimostra tanta buona volontà, ma altrettanta imprecisione in fase di impostazione della manovra. Traditi subentra al classe ‘98 messinese come posizione in campo e svolge, se non altro, la funzione di talismano per portare a casa il risultato, visto che tocca veramente pochissimi palloni, ma, comunque, serve a dare sostanza al centrocampo quando si tratta di soffrire.

I tre elementi piazzati dietro la punta centrale, invece, riescono solo raramente ad illuminarsi, come Arcidiacono (5,5), che si perde dietro ai propri istinti anarchico-individualisti, senza i lampi che contraddistinguono le prove di Cocimano (6,5 per l’istinto che lo porta a non mollare in occasione del suo gol, propiziato da un errore marchiano di Bruno), e di Catalano (6,5 per la pennellata servita sulla testa di Zappalà su punizione e per alcuni cambi di ritmo che spezzano le velleità neroverdi di rimonta). Restano le note dolenti legate ai due centravanti di giornata, sia pure per motivazioni diverse. Marzullo (5,5) si sacrifica nel pressare gli avversari e dettare movimenti letti sempre male dai compagni, per poi lasciare il campo pochi minuti prima dell’1-0 a Tedesco, entrato con troppa foga e capace di beccare due gialli nel giro di 6 minuti, che gli costeranno la squalifica nella prossima trasferta di Troina. Problema non semplice da risolvere per Biagioni, che, però, lo avrà a disposizione mercoledì nella semifinale di Coppa Italia, quando, al “S.Filippo” sarà di scena il Real Giulianova.

Un traguardo che potrà sembrare poca roba al “nobilissimo” tifoso del Messina che ha memoria lunga e ricorda i fasti della serie A, ma che sarebbe il caso si renda anche conto della statistica riferita alle ultime 11 stagioni, con 7 partecipazioni alla D e 4 alla Lega Pro. Un blasone caduto nella polvere, guardato con distacco da quella che una volta veniva chiamata una "piazza di prestigio" a cui, comunque, un trofeo, seppure di quarto livello nazionale, farebbe bene per comprendere che il calcio può anche essere fatto di soddisfazioni e non solo di bilanci, fidejussioni, cordate o ricordi. E, magari, iniziare a porre le basi per costruire un futuro con prospettive diverse.